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domenica 15 luglio 2018
L'Italia chiude porti, gli scafisti cambiano rotta: cala il traffico dalla Libia
A raccontarlo è il Corriere, secondo cui il numero delle persone che si concentrano a Tripoli per salire su un barcone diretto a Nord si è "più che dimezzato". "La cruda verità è che la politica del nuovo governo italiano ha cambiato la situazione sul campo", dicono i giornalisti libici al quotidiano di via Solferino, "La quasi sparizione delle navi delle organizzazioni non governative (Ong), oltre alla nuova strategia dei respingimenti e dei porti chiusi voluta da Roma ha di fatto ridotto i flussi al lumicino".
E così il porto di Sabratha si svuota. Ora che le navi delle Ong non pattugliano più le acque internazionali in attesa di avvistare i gommoni, ricompaiono i barconi di legno, come quello che è arrivato prima davanti a Malta e poi fin in acque italiane, davanti alle coste di Linosa prima di essere soccorso dalla nostra Guardia di Finanza e i cui migranti sono ora davanti a Pozzallo. Sono più adatti a fare viaggi lunghi, ma sono più visibili ai radar dei guardiacoste, pronti a riportare indietro i migranti.
Dati confermati pure dalla guardia costiera libica, secondo cui "il nuovo governo italiano ha fatto bene a fermare le Ong, che nei fatti erano funzionali alla tratta" e per le organizzazioni criminali che fanno soldi sulla pelle dei disperati "è crisi nera" al punto che le attività vengono ora spostate in Tunisia e Marocco.
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