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giovedì 30 maggio 2019

Juventus, blitz di Agnelli a Baku: 5 mln al Chelsea per liberare Sarri

Cinque milioni di sterline, l'equivalente di 5,5 milioni di euro, per liberare Maurizio Sarri. Sarebbe questa la cifra chiesa dal Chelsea alla Juventus per il tecnico che questa sera, nella finale di Europa League contro l'Arsenal, potrebbe guidare per l'ultima volta i Blues. L'indiscrezione è riportata dal tabloid inglese The Sun, che riferisce anche di un incontro del presidente del club inglese, Bruce Buck, con quello della Juventus, Andrea Agnelli.

Si infittiscono dunque le indiscrezioni che vogliono l'ex Napoli sulla panchina della Juventus. «Sarri - si legge nella versione online del quotidiano britannico - parlerà del suo futuro con i dirigenti del Chelsea subito dopo la finale con i rivali dell'Arsenal. Sarri è pronto a lasciare i Blues indipendentemente dal risultato della finale di Europa League».

Cani fuori dai recinti in tutte le spiagge anche a Cagliari, animalisti felici: “Sono più puliti delle persone”

La Regione conferma l’ok ai cani “liberi” in tutta la spiaggia, non solo dentro le aree dedicate. Ovviamente, è compito dei padroni tenere sotto controllo i quattrozampe. “Durante la stagione balneare estiva prima delle 8:00 del mattino e dopo le 20:00 della sera, sarà permesso il transito e la possibilità di trattenersi con il proprio cane, in tutte le spiagge del territorio regionale, dovranno essere comunque assicurate il rispetto delle norme igienico-sanitarie e garantita attraverso l’utilizzo delle apposite attrezzature la pulizia dell’area occupata o attraversata con l’asporto delle eventuali deiezioni dell’animale”. Questo il passaggio-chiave dell’ordinanza balneare 2019 diramata dall’assessorato regionale degli Enti Locali. E gli animalisti, ovviamente, sono felici di questa “conferma” che consente ai cani di poter utilizzare tutta la spiaggia.
Anna Rita Salaris, coordinatrice del Movimento animalista della Sardegna, è netta: “La conferma della possibilità per i cani, durante determinate ore, di poter fruire di tutta la porzione delle spiagge, è una vittoria. Da sempre, ed è risaputo, gli animali sono molto più puliti degli uomini e dei loro padroni”, afferma, “di sicuro non è stato mai visto un cane fumare una sigaretta e poi nascondere la cicca sotto la sabbia. Spero davvero che i proprietari dei cani stiano molto attenti a ripulire le spiagge dagli eventuali bisogni dei loro amici a quattro zampe”.

Anziano telefona ai carabinieri: «Un'auto ostruisce il passaggio». Ma aveva solo bisogno di compagnia

Avere 96 anni e nessuno con cui parlare è l'Ingiustizia, con la I maiuscola. Ed è per sfuggire alla solitudine che un ultranovantenne di Villa Castelli, in provincia di Brindisi, ha deciso di prendere il telefono e comporre uno dei pochi numeri al quale risponde sempre qualcuno. Il 112.

Ha inventato una scusa e composto il numero. «Pronto, ho bisogno di aiuto». Piangendo ha spiegato di non poter uscire da casa perché un'auto gli ostacolava il passaggio.

Roma, nonno 90enne ruba tiramisù al supermercato. I poliziotti glielo regalano

Una volta arrivati sul posto, però, i militari hanno trovato la strada sgombra: non c'era nemmeno un'auto. E hanno capito che l'unico reale aiuto di cui il 96enne aveva bisogno era la compagnia, per uscire a fare una passeggiata e scambiare due chiacchiere.

Il brigadiere, quindi, lo ha accompagnato fuori, con la scusa che potesse verificare personalmente che nessun ostacolo gli ostruiva l'ingresso di casa. E l'anziano ha sorriso come da tempo, a quanto pare, non accadeva più, solo per la gioia di uscire: è vedovo, i figli sono lontani per lavoro e nonostante i parenti si prendano cura di lui, senza fargli mai mancare nulla, la vita frenetica di oggi non consente sempre di accompagnare il 96enne a fare un giretto dell'isolato, come a lui invece sarebbe gradito.

Sull'uscio, l'uomo ha strappato ai militari la promessa che sarebbero tornati presto, per un'altra passeggiata.

Anziano bruciato vivo, il figlio: «Dopo la morte di mio padre ho cucinato la pasta»

«Stavamo litigando come spesso accadeva. Mi ha cacciato via, mi ha detto di andarmene da casa, come era solito dirmi da tempo. Eravamo in cucina dove lui stava preparando il pranzo e aveva un fornello accesso. Avevo in mano una bottiglietta di alcol con la quale mi stavo disinfettando una ferita. Quando mi ha detto così gli ho spruzzato l'alcol addosso. Poi ho visto il fuoco». Vittorio Leo, l'agente immobiliare di 48 anni accusato di aver bruciato vivo il padre, ha confessato più o meno con queste parole quanto accaduto ieri mattina nell'abitazione di famiglia a Collepasso, in Salento. Dopo l'interrogatorio è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario del padre Antonio, insegnate in pensione di 89 anni. L'anziano, dopo essere stato avvolto dal fuoco, è corso in bagno per raggiungere la doccia nel disperato tentativo di spegnere le fiamme che lo avvolgevano. Non ce l'ha fatta. Il figlio è stato interrogato fino a notte fonda, alla presenza del suo difensore, Simone Potente. Ancora sotto choc, il 48enne ha reso dichiarazioni piene di «non ricordo» e con continui riferimenti ai momenti di «panico» vissuti.

Al pm Luigi Mastroniani ha spiegato che si è trattato di un incidente. Ha riferito di aver spruzzato il padre con l'alcol e di aver visto subito dopo una fiammata levarsi dal fornello della cucina. «Dopo la morte di mio padre - ha aggiunto - ho prima lavato tutto il pavimento, poi ho cucinato della pasta con del ragù, non perché avessi fame ma per smorzare la tensione che avevo addosso». L'uomo ha detto anche che dopo la morte del genitore ha staccato il telefono e i quadri elettrici dell'appartamento per evitare che potesse citofonare qualcuno, ed ha aperto un pò le tapparelle «per far andare via il fumo e l'odore acre». Ha poi aggiunto di aver distrutto nel camino la bottiglia da litro di alcol spruzzata sul padre: «Non potevo vederla perché mi ricordava la morte di papà», ha ammesso. Al magistrato ha ripetuto che non voleva uccidere il genitore, definito un uomo dal carattere scontroso, dai modi rudi, solitario e chiuso, che era solito inveire e gridare. Si sarebbe trattato - si è giustificato - di un raptus, un gesto di stizza indotto dalle parole pronunciate con astio dal genitore che a suo dire non lo avrebbe mai accettato preferendogli la sorella che lavora a Roma. Secondo l'uomo, il padre non gli aveva mai perdonato di aver interrotto gli studi di ingegneria per un lavoro, l'intermediazione immobiliare online, giudicato poco onorabile.

Cannabis light, stop alla vendita. La Cassazione: «La vendita di derivati è reato»

Stop alla vendita della cannabis light: lo ha deciso la Cassazione, secondo cui la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis», come l'olio, le foglie, le inflorescenze e la resina. A deciderlo, in una sentenza che farà discutere, le sezioni unite penali della Suprema Corte.

In particolare, le sezioni unite, dando notizia della soluzione adottata, spiegano che «la commercializzazione di cannabis sativa e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dallla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell'ambito di applicazione della legge 242 del 2016, che qualifica come lecita unicamente l'attività dio coltivazione di canapa delle varietà iscritte nel catalogo comune delle specie di piante agricole, ai sensi dell'art. 17 della direttiva 2002/53 Ce del Consiglio, del 13 giugno 2002, e che elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati».Alla luce di queste considerazioni, le sezioni unite penali presiedute da Domenico Carcano osservano che «integrano il reato di cui all'art. 73, commi 1 e 4 del dpr 309/1990,le condotte di cessione, di vendita e in genere la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa, salvo che tali prodotti siano privi di efficacia drogante».

mercoledì 15 maggio 2019

Daniele De Rossi, la lettera di Marco Conidi: «Ultima bandiera di un calcio romantico»

Caro amico mio, perdonami se questa volta parlo di te pubblicamente, ma il tuo forzato addio dalla Roma mi ha strappato una serie di emozioni che, per chi è cresciuto con un calcio sentimentale, rappresentano la fine di un tempo innocente e di un calcio meravigliosamente romantico.

Quel calcio che ci faceva scendere sotto casa a giocare davanti a una serranda o in interminabili partite sulla spiaggia con i palloni a vento, il calcio dei Beppe Viola e dei Paolo Valenti. Il calcio che fermavi per strada quello con la radiolina all'orecchio, dove baciare la maglia era baciare tutti noi uno a uno. Il calcio che ci portava negli stadi ad essere amici tutti uguali operai e avvocati di destra e di sinistra. Quel calcio fatto di trasferte con i cori e il cibo diviso con tutti. Con te vanno via l'ultimo degli eroi del prato verde con te va via l'ultimo dei romantici.
Ma con te, a Roma e forse non solo a Roma, vanno via pure i panni stesi al sole sui balconi. Vanno via i vicoli con i sampietrini, i sospiri di Trastevere. Con te vanno via le bancarelle di Porta Portese. E il gelato di San Giovanni.
Daniele con te vanno via i ragazzini che giocano a San Cosimato. E i vecchietti con una fojetta e gassosa. Vanno via la briscola e i tressette e i pugni sui tavoli. Vanno via l'Angelo de Castello e la sabbia del Belsito di Ostia. La Maschera di Tigerman.

Vanno via tutti i nostri sogni e tutte le nostre giugulari gonfie di amore. E se ne vanno via pure gli stornelli e le risate in pizzeria. Va via la Gricia de' nonna e i portieri che bucano i palloni. Con te, stai certo, veniamo via in milioni di cuori.
E questo bene immenso e sincero ti deve restare dentro perché, te lo giuro, che ovunque tu sarai, non dovrai sentirti mai solo Mai.
Grazie
Ti voglio bene

Nigeriano sul Frecciarossa senza biglietto assale controllore e 2 agenti Polfer: «Voglio tornare a casa mia»

VICENZA - Lunedì sera per quasi un’ora ha scatenato un putiferio: un nigeriano di 31 anni Isaiah Ogboe, irregolare e senza tetto. All’interno del Frecciarossa per Torino fermo in stazione alla richiesta attorno alle 20.45 da parte di un controllore di esibire il biglietto di viaggio, il nigeriano ha iniziato a insultarlo, lo ha spinto, e inveendo è sceso dal treno.

Avvertita la Polfer il 31enne è stato fermato da due agenti, prima offesi con urla che hanno attirato l’attenzione degli utenti della stazione e poi spinti violentemente a terra, tanto da riportare lievi lesioni. In loro aiuto è intervenuta una pattuglia del 113. Ammanettato all’interno della stazione il nigeriano, identificato al comando con i rilievi fotosegnaletici in Isaiah Ogboe, con precedenti penali, è stato arrestato per violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e per rifiuto di fornire le proprie generalità. Trascorsa la notte in cella di sicurezza ieri in tribunale il nigeriano ha patteggiato un anno di carcere con sospensione della pena.

lunedì 6 maggio 2019

Napoli, l'applauso di De Laurentiis: «Soddisfatto del lavoro di Ancelotti»

«Sono soddisfatto del lavoro di Ancelotti». Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, applaude il lavoro di Carlo Ancelotti che con il faticoso successo di ieri sera sul Cagliari si è assicurato il secondo posto alle spalle della Juventus.

«Con Ronaldo la Juventus ha alzato l'asticella dei punti, ma noi siamo in linea con il punteggio delle migliori squadre europee», aggiunge il numero uno del club azzurro in un'intervista al Corriere della Sera.«La Champions e l'Europa League vanno abolite, avvicendandole con un unico torneo, articolato in 80 squadre, cui accedano le prime sette della classifica dei campionati italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo e le prime quattro dei campionati portoghese, olandese, belga, svedese e tutti gli altri. Chiamerei il torneo European Cup, le partite si giocherebbero il martedì, mercoledì e giovedì, rispettando così la collocazione dei campionati nazionali durante il fine settimana». È l'idea del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, per riformare le competizioni europee: «Farei un accordo tra Eca e Leghe europee - aggiunge il numero uno del club azzurro al Corriere della Sera, attribuendo il cinque per cento del fatturato alla Uefa, per usufruire dei suoi professionisti che lavorerebbero all'organizzazione dei tornei».

De Laurentiis è invece assolutamente contrario alla SuperLega per la quale sembrerebbe orientato il presidente dell'Eca, Andrea Agnelli. «Lui è un uomo intelligente, non voglio credere che abbia in mente un torneo di questo tipo che sarebbe riduttivo per il resto del calcio europeo. Una formula che potrebbe anche rivelarsi valida in una fase iniziale, ma alla fine allontanerebbe una buona fetta di pubblico e di tifosi dal mondo del calcio. Ciò che mi preoccupa è che si parli di riforma a partire dal triennio 2024-2027. I buoi stanno già uscendo dalle stalle e tra poco diminuiranno drasticamente gli spettatori, sia per i nostri stadi reali che per quelli virtuali. I ragazzini si stanno distaccando, presi soltanto dagli electronics games. La velocità e il ritmo di questi giochi non vengono riprodotti in una partita reale. Invece di fare guerre fra Eca, Uefa e Leghe europee, innoviamo il calcio preda di vecchi meccanismi e istituzioni menefreghiste che tendono al conservatorismo pur di durare nei tempi».

Agguato a piazza Nazionale, restano stazionarie le condizioni di Noemi: «È una ferita da guerra»

Rimane stazionaria e grave la situazione della bimba rimasta ferita nell'agguato di venerdì a Napoli, ma gli ultimi esami confermano una stabilità delle condizioni generali rispetto alla crisi registrata nelle prime ore che faceva temere un veloce e fatale peggioramento. La prognosi resta riservata, Noemi è in coma farmacologico e collegata a un ventilatore meccanico per il persistere dell'insufficienza respiratoria dopo che il proiettile le ha trapassato entrambi i polmoni.«La bambina - si legge nel bollettino dell'ospedale Santobono - è strettamente monitorata nei parametri vitali. Sono stati effettuati esami ematochimici e strumentali che hanno evidenziato la stabilità emodinamica della paziente. Nelle ultime 48 ore non vi sono stati episodi di desaturazione e ipotensione che si erano presentati durante l'intervento e nelle prime 24 ore. Successivamente all'intervento chirurgico effettuato nella notte di venerdì non è stato necessario effettuare ulteriori trasfusioni».Giovanni Gaglione, il primario di chirurgia pediatrica del Santobono che ha operato Noemi nella notte tra venerdì e sabato estraendole il proiettile calibro 9, del tipo full metal jacket, in cui il piombo interno è rivestito da un metallo più duro, ricostruisce così l'intervento: «Era una ferita da guerra».

Tenuto conto della gravità del quadro iniziale, emerge come elemento positivo - secondo i medici - la stabilità del quadro ematologico. Non ci sono emorragie interne e la bimba non ha avuto bisogno di nuove trasfusioni. Tuttavia «la situazione rimane critica e la prognosi riservata», chiarisce Massimo Cardone, primario della terapia intensiva del Santobono. A preoccupare è la situazione dei polmoni, entrambi perforati, e dai quali non è stato possibile rimuovere tutti i microframmenti ossei e del tessuto del vestito. «C'è quindi un rischio di infezioni che stiamo combattendo con una terapia mirata di antibiotico», sottolinea Cardone.

Emanuele Filiberto risponde ai neoborbonici: «Ritroviamoci per fare del bene»

«Stimato prof. de Crescenzo, ringraziando la giornalista che mi ha intervistato, questa era la vera ragione della mia presenza a Napoli: pregare in occasione del Miracolo di San Gennaro e presenziare a una cena di beneficenza per la creazione di un Banco Alimentare per i quartieri di Pizzofalcone e Pallonetto, in collaborazione con il Corpo Internazionale di Soccorso Costantiniano e l'Ordine di Malta. Come vede è molto più utile ritrovarsi uniti nel fare del bene e guardare al futuro che piangersi a dosso per un passato che oggi si vuole rileggere a senso unico e nella continua offesa della nostra identità nazionale», è questa la risposta di Emanuele Filiberto all'appello del movimento neoborbonico.

Napoli , Sparatoria in piazza Nazionale: si rafforza l'ipotesi dei motivi personali

Si indaga a 360 gradi ma sembra rafforzarsi l'ipotesi che venerdì scorso chi ha sparato in piazza Nazionale, a Napoli, sia stato spinto da motivi personali. A suscitare dubbi sono le modalità con le quali l'uomo - giunto in piazza in sella a una moto rubata, forse addirittura da solo - ha agito.

Da un video sequestrato dalla Polizia di Stato si evince che l'uomo, di grossa stazza, con in testa un casco integrale, sembra non avere particolare dimestichezza con la pistola impugnata. Sembra impacciato, si avvicina moltissimo al suo obiettivo - Salvatore Nurcaro, 31 anni - gli spara da qualche metro. In sostanza, l'atteggiamento tipico che assume un assassino che uccide d'impeto e non quello del freddo killer di camorra. L'uomo, purtroppo, spara tra la folla e ferisce anche Noemi e sua nonna. Nurcaro, malgrado sia ritenuto dagli investigatori legato a una famiglia camorristica vicina a un clan di rango, non è classificato come un criminale di «spessore». A suo carico precedenti per bancarotta fraudolenta.

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