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giovedì 13 settembre 2018

Prima morte in Italia per eroina sintetica, allerta massima



Un'allerta di grado 3 (massimo) è stata diramata dall'Istituto Superiore di Sanità per conto del dipartimento Antidroga della presidenza del Consiglio, per la morte nell'aprile 2017 a Milano di un uomo di 39 anni causata da un'overdose di una eroina sintetica. E' la prima volta che in Italia si riscontra la presenza della molecola ocfentanil. Ma non si escludono altri decessi anche precedenti a questo.


"Trattandosi di una molecola nuova non vi erano fino a qualche tempo gli standard e i metodi per metterla in evidenza, quindi è possibile che potrebbe esserci stato qualche decesso nel periodo in cui non vi erano questi standard", spiega Roberta Pacifici, direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell'Iss.

A pubblicare l'allerta, sulla quale campeggia la scritta "vietata la divulgazione e la pubblicazione sul web" e a lanciare quindi l'allarme è stato un medico, Ernesto De Bernardis, sul blog Dedizioni della Sitd, Società italiana Tossicodipendenze. "Noi addetti ai lavori - aggiunge - siamo stati avvertiti con un anno e mezzo di ritardo. Avremmo dovuto saperlo prima per avvisare i consumatori dei rischi legati alla presenza nel mercato italiano di questi derivati sintetici molto più potenti dell'eroina, e quindi con rischio molto maggiore di overdose e decesso".

Fontana: "Cambieremo sistema di allerta" - "Ho chiesto al Dipartimento per le politiche antidroga di elaborare uno studio di fattibilità per il potenziamento del sistema di allerta che si dovrà necessariamente adeguare alle nuove evidenze in ambito scientifico". Lo annuncia il ministro per la Famiglia con delega alle Politiche antidroga, Lorenzo Fontana.

Crollo ponte, pm: "Eʼ possibile che aumenti il numero degli indagati"

Il numero delle persone indagate per il crollo del ponte Morandi di Genova"potrebbe ancora aumentare". Lo ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi, ricordando che al momento sono venti gli iscritti nel registro degli indagati. Sono fissati per venerdì gli interrogatori dei membri del comitato tecnico del provveditorato alle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Valle D'Aosta."No campagna elettorale sul ponte Morandi" - "Non si fa campagna elettorale sul ponte di Genova, non sulla pelle dei genovesi. Vogliamo che il ponte venga ricostruito nel piu' breve tempo possibile e nel modo migliore con il bellissimo progetto donato dall'architetto Piano", ha aggiunto il governatore e commissario per l'emergenza. "Non voglio dover dire 'salvateci dai salvatori' - ha detto riferendosi alla nomina del nuovo commissario - o che qualcuno pensi di avere la bacchetta magica e venire a Genova a imporre soluzioni. L'unica stella polare dev'essere ricostruire il ponte".

Autostrade: "I ponti li sanno fare tutti, noi i più veloci" - "I ponti li sanno fare tutti, noi pensiamo di avere una capacità esecutiva veloce, come dimostrato con la ricostruzione del tratto autostradale dopo l'esplosione della cisterna di gpl a Bologna". Così l'a.d. di Atlantia e Autostrade, Giovanni Castellucci, ha risposto a Porta a Porta al conduttore che chiedeva se Fincantieri e Italferr possono fare meglio di Autostrade nella ricostruzione del ponte di Genova. "Questi - ha precisato Castellucci - non sono ponti di complessità tecnica particolarmente elevata".

"Farò di tutto per far emergere la verità" - "Farò di tutto affinché emerga la cosiddetta verità, affinché sia fatta chiarezza su cosa, perché, sulle cause e le colpe del crollo", ha proseguito Castellucci. "Daremo il massimo supporto perché chi è titolato a definire di chi è la colpa lo possa fare. La responsabilità però ce la sentiamo tutta. Avevamo in gestione il ponte e non siamo stati in grado di scongiurare la tragedia. Che ci colpisce e la responsabilità ce la terremo dentro a lungo. Per parlare di colpa, però, bisogna capire cosa è successo".

Spunta l'ipotesi Mc Donald's Arena: primi approcci col colosso che finanzierebbe lo stadio

Novità importanti in chiave stadio. Secondo i colleghi di Cronache di Napoli, infatti, negli ultimi pare siano nati primi approcci della società con la Mc Donald's. Il colosso statunitense sembrerebbe interessato a finanziare la costruzione del nuovo impianti che, ovviamente, si chiamerà Mc Donald's Arena. Progetto in fase embrionale, semplicemente un'indiscrezione tutta da verificare dato che, come spesso ha ribadito De Laurentiis, la cosa più importante da fare è individuare un'area dove costruire il nuovo stadio.

Uovo sul viso ad una donna: accaduto anche a Napoli

Uovo sul viso ad una donna: accaduto anche a Napoli
È ormai diventata una pericolosa “moda” in tutt'Italia ed anche Napoli deve far fronte ad una nuova emergenza. Si tratta dei giovani che lanciano uova dirette al viso dei passanti. A farne le spese è stata una consulente legale 32enne che è stata colpita nella notte tra il 12 ed il 13 settembre a via Carducci. La donna ha denunciato tutto ai carabinieri di Largo Ferrantina e la sua storia è stata riportata dal Mattino.

 
La legale è stata avvicinata da un'auto bianca con a bordo quattro ragazzi. Uno dei balordi ha abbassato il finestrino e le ha lanciato l'uovo. L'ha colpita ad un occhio. La donna ha avvertito subito un forte dolore tanto da pensare di essere stata colpita con un pugno. È stato solo un caso che non abbia riportato gravi conseguenze all'occhio. Le indagini sulla vicenda sono affidate ai militari che dovranno scoprire gli autori del raid e capire se ci siano stati altri episodi non denunciati.

Potrebbe interessarti: http://www.napolitoday.it/cronaca/lancio-uovo-contro-viso-donna-via-carducci.html
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mercoledì 5 settembre 2018

New York Times: «Roma sporca e invasa dai gabbiani». Raggi: «La riporto all'antico splendore»

Il sindaco di Roma Virginia Raggi risponde al New York Times e assicura: lavoro per riportare Roma all'antico splendore.

Interpellata sull'articolo del New York Times che ha parlato della Capitale come una città sporca e invasa dai gabbiani, Raggi ha detto: «Questo è un tema che abbiamo affrontato da subito. Purtroppo la raccolta differenziata di Roma, che è stata organizzata negli anni precedenti un po' a singhiozzo, ha portato a una serie di drammi che stiamo pian piano risolvendo». Per il sindaco «dovremmo recuperare l'orgoglio di essere romani, Roma è una grandissima città, bellissima, abbandonata per anni. Noi ci siamo rimboccati le maniche e stiamo facendo di tutto per riportare la città agli splendori che merita. Ci vuole un po' di tempo, perché è molto grande».

«Roma ha un obiettivo: ritornare a essere una città vivibile e gradevole. Tra l'altro mi sembra che di recente un sondaggio abbia detto che rispetto al gradimento dei turisti Roma stia scalando posizioni. Non abbiamo risolto tutti i problemi di Roma, siamo solo ai primi due anni di mandato, ce ne sono ancora tre, andiamo avanti - ha aggiunto Raggi parlando a Radio Radio -. Le critiche che ci aiutano a migliorare le facciamo nostre, quelle fatte solo per distruggere ce le facciamo scivolare addosso».

Parlando della nuova raccolta differenziata in fase di espansione in città, Raggi ha mostrato una «foto del quartiere ebraico il primo quartiere dove è arrivata, che mostra sia come era prima, sia com'è. Il quartiere è pulito con la nuova raccolta differenziata. Entro fine anno copriremo con questo sistema 500 mila abitanti. Roma è immensa e noi stiamo procedendo per tappe», ma con un «piano serrato». La prima cittadina ha parlato anche del cambio dei «sacconi» dell'immondizia in centro, annunciato oggi dall'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari anche in funzione "anti-gabbiani". «Dovremmo aver trovato un modello che mette d'accordo tutti e che evita lo scempio dei sacchi che si bucano - le parole di Raggi -. Sono piccole cose ma seppur piccole aiutano a migliorare il decoro della città». 

Ilva, Di Maio: «Sono ore delicate, ma avremo buoni risultati»

Di Maio ha ribadito che la gara presenta profili di illegittimità ma che può essere annullata solo se viene a mancare l'interesse pubblico, «una supercazzola»: così «se il tavolo raggiunge risultati su ambiente e lavoro, la gara non può essere revocata per legge».

Flat tax e pace fiscale 
La Flat tax e la pace fiscale «sono tutti argomenti da contratto, ci siamo detti due cose su queste misure: devono aiutare i più deboli se favoriscono i più ricchi non va bene. Ma questo lo abbiamo già chiarito quando siamo intervenuti nel contratto di governo e quindi non è una novità che sono due misure che la Lega vuole portare avanti», ha detto il vicepremier.

Corrotti e corruttori
«Non vedranno più lo Stato»: vale per politici e dirigenti pubblici ma anche per gli imprenditori con appalti nella pubblica amministrazione
», ha detto Di Maio sul decreto anti-corruzione che sarà varato «entro la settimana». «Il decreto anti corruzione toglie le mani dalla marmellata a tanta gente - ha detto il vice premier Luigi Di Maio parlando del decreto in arrivo entro la settimana - e se vieni preso con le mani nella marmellata non vedi più lo Stato, se sei un politico o un dirigente pubblico.

«La normativa - ha spiegato Di Maio - prevede anche i poliziotti infiltrati e sotto copertura. I primi a chiedermelo sono stati gli imprenditori onesti che vogliono che un prenditore disonesto non debba più mettere mano negli appalti dello Stato. Sono leggi di civiltà. La lotta alla corruzione i permette anche di risparmiare soldi per un Paese che perde decine di miliardi l'anno su questo capitolo. Se non c'e merito in Italia è anche perchè c'è corruzione
».

Deficit
«Stiamo decidendo come spendere i soldi che abbiamo e quanto utilizzare di investimenti in deficit per soddisfare quello che abbiamo garantito nel nostro Contratto di governo», ha aggiunto il vice premier che sul tetto del deficit al 3% dice:«Vedremo in base alle esigenze». «Taglieremo tutto quello che non serve nei ministeri e nella spesa improduttiva - ha aggiunto - Poi tutto quello che ci serve in più dovrà essere oggetto contrattazione con Ue. Inizia una fase in cui l'Italia a quei tavoli chiede di raggiungere degli obiettivi» 

LIBIA

Un appello al rispetto del cessate il fuoco in Libia è stato lanciato da Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti a «tutte le parti in causa» in una nota congiunta dei rispettivi governi in cui, oltre a sottolineare il risultato raggiunto, si auspica la riconciliazione e la ripresa di un processo politico di pace a guida libica. «I governi di Francia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti salutano il risultato della mediazione raggiunto oggi dalla missione di supporto dell'Onu mirata a una de-escalation delle violenze a Tripoli e nei dintorni, e ad assicurare la protezione dei civili».

«Ribadiamo il nostro forte sostegno al rappresentante speciale del Segretario generale in Libia, Ghassan Salamè - aggiunge la nota congiunta - nel suo sforzo per realizzare una immediata e duratura cessazione delle ostilità nella capitale libica, passo decisivo per portare avanti il processo politico in accordo con il Piano di azione delle Nazioni Unite».

«Come ha sottolineato il Segretario generale il 2 settembre scorso - prosegue la nota - tutte le parti devono immediatamente cessare le ostilità e rispettare l'accordo di cessate il fuoco promosso dalle Nazioni Unite. Facciamo appello a tutte le fazioni libiche affinchè sia evitata ogni azione che possa pregiudicare l'odierno annuncio di cessate il fuoco, mettere a repentaglio la sicurezza dei civili o far arretrare gli sforzi libici di portare avanti il processo politico e procedere in uno spirito di compromesso». «Ribadiamo anche il supporto al presidente del Consiglio di presidenza, Fayez al-Sarraj, e al governo libico di accordo nazionale - conclude la nota - nel loro sforzo, in collaborazione con le Nazioni Unite, per promuovere la riconciliazione e sostenere un processo politico a guida libica».

La moda al museo di Napoli per i 20 anni di Versace

La Magna Grecia rivive nelle camicie di seta di Gianni Versace in una fashion performance in abito d’incenso tra iconografie e ossimori.Lo stilista di origini calabresi entra nelle sale del Museo Archeologico Nazionale, profumate per l’occasione dell’aroma delle chiese, suggestioni olfattive di  Simona Scalella del brand partenopeo Mansfield in una serata-memorial a 20 anni dalla scomparsa dello stilista. L’esposizione curata da Sabina Albano si intitola «Dialoghi/Dissing» (al Mann fino al 20 settembre) e porta alla luce, come reperti la collezione privata di abiti e oggetti vintage di Antonio Caravano. Ieri sera una cascata di colori è emersa da panel e plinti neri in un ambiente inaspettato in un’esposizione che ha visto incedere dallo scalone dell’atrio modelli alternati a ipertatuati e persone comuni selezionate in strada, espressione dei tratti somatici del Sud, per unire i canoni contemporanei a quelli passati. Dieci abiti, ceramiche di Rosenthal, poltrone Vanitas, accessori che dialogano con l’archeologia e il tributo alla maison con le camicie di seta stampata scomposte, la prossima stagione, in composizioni remix.Tendenza che ha ispirato anche la scelta della musica della serata di Lunare Project in un mix fino al ‘97 e soprattutto l’inedito «Yo soy la moda», proiettato su tre schermi scomposti, di Grazia Raimo dei Safylle, Pippo Cyborg-Dub Master e il rapper napo-dominicano Marvin Florian, detto El Koyote: dissing virtuoso in chiave musicale in continuità con il concept della mostra. Dopo filari di manichini, con accanto l’equivalente artistico, costeggiati dagli acquerelli di Bruno Gianesi e Manuela Brambatti, i designer cari a Gianni Versace, isolata sullo sfondo si scorge la corta tunica in oroton o metalmesh, materiale inventato dallo stilista ispirato alle cotte dei pancerni e ai guanti degli ostricari: maglia metallica snodata con le sembianze di seta dorata che segnò l’innovazione dopo gli abiti in tasselli metallici di Paco Rabanne. Il percorso continua con i ritratti di Naomi Campbell, Linda Evangelista e Gianni Versace di Ilian Rachov e Marco Abamondi e foto su tela di Edoardo Tranchese. Nel giardino antistante una scultura in stile optical che ritrae Versace del brasiliano Marcos Marin, uno dei tre ritrattisti ufficiali della famiglia Ranieri (da Grace Kelly ad Alberto di Monaco).

SPENTE LE TELECAMERE ANTI STESE

La camorra, le nuove «paranze» dei baby boss, il controllo del territorio e la saga delle promesse mancate: a cominciare dal funzionamento delle telecamere di videosorveglianza nel Rione Sanità. Perché oggi si scopre che proprio nel quartiere che vide scorrere il sangue di un innocente - quello di Genny Cesarano, ucciso per errore nel settembre del 2015, durante una delle tante «stese» di camorra - le telecamere oggi restano spente.

IL DOCUMENTO
C’è un documento che chiama pesantemente in causa il Comune di Napoli nei ritardi e nelle omissioni legate al mancato funzionamento dei sistemi di videosorveglianza nel cuore del centro storico cittadino. È un atto ufficiale della Prefettura di Napoli, diffuso ieri dal consigliere regionale del Pd, Antonio Marciano. Si tratta di una missiva indirizzata dall’Ufficio territoriale del Governo al capo di Gabinetto di Palazzo San Giacomo, Attilio Auricchio (e per conoscenza alla Regione, al presidente della terza Municipalità Stella-San Carlo e ai vertici di polizia e carabinieri. 

«Il 24 agosto ultimo scorso - si legge - la Questura ha comunicato che il sistema di videosorveglianza ubicato nel quartiere Sanità non risulta funzionante. Da contatti intercorsi con l’Enel è emerso che la ditta installatrice dell’impianto, a decorrere dallo scorso luglio, ha operato la disdetta del contratto di fornitura che avrebbe dovuto essere volturato da parte del Comune di Napoli, in attuazione degli impegni assunti relativi agli oneri di alimentazione elettrica del sistema ai sensi dell’articolo 4 del protocollo d’intesa per la gestione dei sistemi di videosorveglianza per il Quartiere Sanità della città di Napoli, stipulato in data 28 luglio 2017 presso questa Prefettura».

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