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domenica 29 luglio 2018

Regno Unito: la multa a Facebook per lo scandalo Cambridge Analytica

Arriva la prima multa a Facebook per lo scandalo di Cambridge Analytica, la società di consulenza, poi fallita, accusata di aver raccolto a scopi di propaganda politica i dati di 87 milioni di utenti di decine di Paesi del social network americano fondato da Mark Zuckerberg.
L'Information Commissioner's Office (Ico), cioè l'ente britannico per la protezione dei dati personali, infligge una multa di 500 mila sterline, pari a 565 mila euro.

Perché è stata inflitta la multa

Facebook viene accusata di mancanza di trasparenza e di non essere riuscita a proteggere le informazioni degli utenti. Il vero obiettivo dell'Ico, però, come ha fatto sapere la responsabile Elizabeth Denham, è quello di ripristinare la "fiducia nel nostro sistema democratico". 
"Non si tratta solo di multe... Ogni azienda è preoccupata per la sua reputazione, perché le persone vogliono sentire che i loro dati sono al sicuro".
L'autorità britannica prosegue intanto gli accertamenti anche su altri casi di sospetto abuso di dati individuali a fini di propaganda politica ed elettorale. Un ammonimento a interrompere questo tipo di attività è stato rivolto in particolare alla società Aggregate IQ (considerata dai media legata pure in qualche modo alla galassia di Cambridge Analytica) che ha collaborato all'epoca della campagna referendaria del 2016 con una delle piattaforme pro Brexit, Vote Leave.
Occhi puntati pure sulla Emma's Diary, società di consulenza medica e neonatale che risulta aver venduto dati di suoi clienti al Partito Laburista in occasioni di passate campagne elettorali.

Una cifra modesta per una colpa grave

Nel primo trimestre del 2018, Facebook ha incassato 500.000 sterline ogni cinque minuti e mezzo. La multa che riceve è quindi abbastanza irrisoria.
Si tratta però del massimo previsto dalla vecchia normativa in vigore nel Regno all'epoca dei fatti, ma in cifra assoluta una penalità modesta "per una contravvenzione molto grave", ammette Denham.
La nuova legge oggi potrebbe permettere d'infliggere un'ammenda di decine se non centinaia di milioni di sterline.

Zucchero a Reggio Emilia

"L'ultima volta che sono stato in questo teatro ho fatto tre concerti speciali con un coro gospel. Era il il dicembre del 2011. A Roncocesi, a pochi chilometri da qui, la mia vita ha preso forma. Avevo sette anni quando mio zio Guerra costruì per me la prima chitarra. Al posto delle vere corde avevamo messo i fili delle corde da pesca. Ho vissuto anni meravigliosi in un'atmosfera contadina fatta di cose semplici ma vere. C'era un clima da Don Camillo e Peppone, tanto per intenderci. Ricordo bene gli scontri verbali tra mio zio maoista e il parroco, Don Tagliatella. Momenti o straordinari. Mio zio amava dire con un centro sarcasmo: non ho mai visto un prete magro. Qui ebbi la prima "visione" della mia vita quando una ragazza mi chiese di aiutarla a gonfiare la gomma di una bicicletta. Aveva una minigonna inguinale... Quel giorno fui certo dell'esistenza di Dio" ricorda prima di tuffarsi nei ricordi di una carriera che lo ha portato a sbancare le classifiche mondiali, ma anche a collaborare con i più grandi musicisti di sempre.
Da Eric Clapton a Miles Davis, passando per Bono, Brian May, Sting, Solomon Burke, B.B. King, Ray Charles, Joe Cocker, Brian Wilson e molti altri. "Il punto di partenza per questi incontri straordinari è sempre la musica, poi c'è l'empatia che a volte nasce da episodi. Come quello con Clapton. Ci incontrammo nel backstage dopo uno show. Mi disse "Hai dei pantaloni di pelle bellissimi". E io: "Li vuoi? Me li sfilai davanti a lui e glieli regalai. Così, di getto, senza pensarci troppo".
E ancora: "Solomon Burke non voleva cantare Diavolo in me. Era diventato vescovo e trovava che quel testo "diabolico" non si addicesse al suo status. Così mi domandò il permesso di cambiare leggermente le parole. Ovviamente dissi sì".
La musica di Zucchero, e non da oggi, ha una dimensione internazionale. Lui da molto tempo, si esibisce davvero in tutto il mondo. Dopo un lungo tour americano, quest'estate sarà in Europa per partecipare a grandi eventi e festival. "L'8 luglio sarò a Londra Hyde Park per il British Summer Time Festival davanti a novantamila persone. Insieme a Santana, Steve Winwoood e Eric Clapton".
Ciocabeck, Black Cat e la raccolta Wanted - The best collection sono i suoi ultimi album. "In Italia farò due spettacoli, il 3 e 4 luglio in Piazza San Marco a Venezia, che da anni non veniva concessa per un concerto. Un'immersione nella bellezza" spiega, prima di rituffarsi nei ricordi: "Tutto è iniziato qui. Feci un accordo con il parroco del mio paese: servire messa in cambio di mezz'ora ogni mattina all'organo della chiesa. Tra le tante suonavo Whiter shade of pale dei Procul Harum, una canzone bellissima che mi emoziona ogni volta che ascolto".
E poi, in chiusura: "Ho un desiderio: organizzare un concerto speciale a Reggio, qualcosa di bello ed unico" svela, prima di essere sommerso da un diluvio di applausi.

Senza le nostre iniziative a Napoli ci sarebbe il deserto

 Regione Campania”. “Ci sono istituzioni che giocano con gli episodi di violenza e intolleranza e mandano i tweet di solidarietà con gli aggressori e c’è la Regione Campania che non ha voglia di giocare, che fa muro contro l’illegalità”. Chi potrebbe usare parole così nette, pesanti come pietre, su Napoli e la Campania? Chi saprebbe parlare in questo modo, senza esitazioni e senza mezzi toni, se non Crozza quando imita De Luca oppure l’originale, Vincenzo De Luca in persona, governatore della Regione Campania?
“Tutto quello che si muove a Naopoli sulla cultura si muove grazie alla
Ed è infatti De Luca in persona che, intervistato dal direttore di Panorama Raffaele Leone, ribadisce la sua fama di convinto, convintissimo sostenitore della propria linea di amministratore che – dice – “su un punto tengo a distinguermi, ed è quello relativo alla legalità e al rispetto delle regole. Mentre ci sono istituzioni (e il riferimento diretto è al Comune di Napoli, ndr) che regalano spazi pubblici e centri sociali che partono dagli spazi pubblici regalati per mettere in campo iniziative scorrette contro la città”.
Presidente, quando è a Napoli, sente di giocare in casa o no?
Domanda bizzarra. Sono stato eletto presidente della Regione Campania da tutti i cittadini della regione. Diciamo piuttosto che mi capita di sentire spesso esponenti dell’amministrazione comunale di Napoli che assumono atteggiamenti di vittimismo immotivati. Ripeto: tutto ciò che si muove a Napoli si muove grazie a noi. Il resto è deserto. Per i trasporti pubblici locali, la Regione stanzia 60 milioni per l’Anm, che pure è al 100% del Comune, e che senza i nostri 60 milioni all’anno porterebbe i libri in tribunale, avrebbe chiuso i battenti da tre anni. La Regione riapre 14 cantieri che erano bloccati, non mi pare che altre istituzioni ne aprano cantieri. Nella città di Napoli c’è aperto solo il cantiere di via Marina, grazie ai nostri 20 milioni di finanziamento. Per il Teatro San Carlo nel 2017 abiamo stanziato 12 milioni, il Comune di Napoli zero. Cioè la Regione Campania stanzia per il San Carlo il triplo di quanto la Lombardia spende per la Scala. E poi iniziative come Picasso o Van Gogh o Salvator Mundi o Rembrandt a Donna Regina… senza le nostre iniziativa a Napoli ci sarebbe la morte.
Ma il turismo è in grande boom!
Abbiamo un grande vantaggio: Napoli è una grande capitale del mondo che, grazie a Dio, si salva da sola. Quindi possiamo oggi registrare un flusso di presenze dall’estero molto importanti, che noi cerchiamo di accompagnare con iniziative teatrali, culturali eccetera. Negli ultimi tempi però si sta riaffermando una criticità che deve preoccuparci: la sicurezza urbana. C’è un’esplosione di violenza giovanile, di baby gang, vi violenza sui mezzi pubblici, di aggressioni a ragazzi in piena zona di movida, un vigilante massacrato a Piscinola. Dobbiamo aprire bene gli occhi e mettere in campo iniziative efficaci.
Ma che cosa potete fare come ente locale?
Per esempio, abbiamo realizzato gli impianti di video sorveglianza a Forcella, nei Decumani, al Rione Sanità, a Chiaia, a Scampia…
Come mai un politico puro come lei contesta sulla sicurezza un politico ex-magistrato come De Magistris?
È un paradosso formale, non sostanziale. La verità dei numeri ci dice che l’amministrazione comunale di Napoli è il più grande disastro amministrativo d’Italia. È l’unica grande città di cui sia stato bocciato il bilancio di previsione. Non c’è un euro disponibile né per manutenzione né per investimenti. E ci sono due emergenze: ordine pubblico e immigrati.
Ma non ne ha mai parlato con De Magistris?
Non abbiamo mai interloquito su questi problemi. Ma sfatiamo la leggenda del ‘dobbiamo parlarci’. Io incontro tutti, ma decidiamo su cosa dobbiamo parlare, non ho tempo da perdere. Ognuno si deve preoccupare di sanare i suoi conti e produrre fatti e non demagogia o pulcinellismo.
Parliamo dei migranti, allora.
È un problema da esaminare con attenzione perché è a due facce. Da una parte c’è il dovere della solidarietà e accoglienza, dovere assoluto; dall’altra c’è il problema della sicurezza, dove a mio parere c’è bisogno di un discorso di verità che non sempre viene fatto dalla sinistra del nostro Paese. Tra i migranti ci sono componenti che danno vita a fenomeni di delinquenza intollerabili. Sul litorale Domiziano come a Salerno queste componenti di migranti fanno spaccio di droga in piazza, gestiscono prostituzione e contrabbando. Pongono un enorme problema di sicurezza urbana: e c’è la necessità di dire a chiunque venga nel nostro Paese che la tutela della sicurezza delle nostre famiglie è un bene irrinunciabile e che chi non rispetta le nostre leggi e regole di vita non sta bene in Italia e deve essere allontanato. In che modo, possiamo ragionarci, ma va allontanato.
Per questo ha cooptato l’ex procuratore nazionale antimafia Roberti come assessore alla sicurezza?
Il dottor Roberti è una presenza di per sé dal grande valore simbolico, dà alla nostra comunità il messaggio che il bene della sicurezza è per noi primario e irrinunciabile. Poi la sua esperienza specifica verrà utilizzata am massimo.
Parliamo del recente patto per il Sud.
Abbiamo una situazione sociale che è drammatica per chi ha tra i 15 e i 35 anni. Il Centro-Nord ha recuperato ampiamenti i posti lavoro perduti dal 2007, al Sud siamo ancora a 400 mila posti in meno. Siamo di fronte a un’emorragia di scolarizzazione. E tanti ragazzi vanno al Nord o all’estero. Due anni fa ho proposto un piano per il lavoro al Sud, qualcuno ha sorriso o finto di  non capire. Mi hanno risposto che il lavoro lo creano le imprese, e che non dobbiamo gonfiare la spesa pubblica. Considero entrambe risposte stupide. Lavoro lo creano anche le imprese. Ma non da sole, altrimenti non avremmo avuto new deal. Sono partito da uno studio dell’Università del Piemonte Orientale sulla carenza di occupati nel Pubblibo impiego italiano rispetto a francia, Germania, Gran Bretagna. La Germania ha quasi il doppio dei dipendenti pubblici italiani. Io dico: ormai la Pubblica amministrazione italiana ha vuoti enormi. Cominciamo a riempirli, assumendo giovani. Nei prossimi 3 anni vanno in pensione nei comuni campani circa 10 mila lavoratori: cosa ci impedisce di fare un piano per coprire questi vuoti? Vogliamo fare dei corsi-concorso gestiti dal Formez con Regione Campania che investe 105 milioni di euro per pagare 1000 euro al mese ai corsisti che lavorano presso i comuni, imparano e vengono poi assunti in pianta stabile. Qualcuno è in grado di spiegarmi perché non ci muoviamo? Con noi, 20 mila ragazzi sono andati a lavorare con garanzia giovani. Stiamo facendo sforzo enorme per incentivare investitori privati a venire nei nostri territori. Ma i tempi dell’economia non tengono conto dell’urgenza sociale e i vuoti di pianta organica non sono una mia invenzione ma un dato oggettivo, abbiamo parlato di industria 4.0 ma come si può immaginare con una Pubblica amministrazione che scrive ancora a Veniamo al nuovo governo: ha fatto tante promesse…
Hanno venduto illusioni?
Sì: e la cosa ha pagato solo perché dall’altro lato veniva una risposta totalmente burocratica. Hanno però già iniziato a diluire nel tempo la concretizzazione delle loro proposte illusorie. Cominciando dal reddito di cittadinanza. Avranno modo di fare i conti con la realtà. Però non si può snobbare un risultatio elettorale di queste dimensioni. Quando metà degli elettori meridionali vota Cinquestelle, o riparti da un principio di realtà, cioè cominci a capire cosa si muove nell’animo, nella testa, nelle famiglie della gente o continuerai a separarti dal mondo reale. Ciò detto, la prova di questo governo resta demandata ai fatti.
Si direbbe che lei propenda per la Lega…
Invece ero per la trattativa tra il Pd e i Cinquestelle, ma dalla loro parte non è venuto nulla. Dopo 10 anni di insulti dovreste pur dire qualcosa, penso io. E oggi vedo già la nemesi. Chi va in piazza a gridare “onestà, onestà” deve dimostrare che la sa praticare e non solo precisare ora che è chiamato a governare i conflitti d’interesse e a mostrarsene immune. Grillo invece è quello che prima va in vacanza a Malindi poi torna e dice che dobbiamo avere la decrescita felice. La Lega ha vantaggio, secondo me: ha un retroterra vero di amministrazione nei suoi territori, una rete di amministratori locali che fanno i conti con realtà da anni e che sono stimabili. Se una persona mi pone una richiesta di sicurezza, per me non è uno di destra: è una persona normale che vuole vivere in pace. E quindi io su questi temi non vedo distanze con la Lega e sei i quartieri popolari votano al 70 per cento per la Lega, allora il problema è mio, non è della Lega, se continui a proporre schemi ideologici insignificanti.
Dunque destra e sinistra sono categorie superate?
Io sono convinto che oggi i riformismi intelligenti in larga misura coincidono. Restano le distinzioni nette in relazione ai grandi servizi di civiltà: scuola, sanità e trasporto pubblico. Qui è chiaro che pesa un orientamento ideale, io sono progressista e credo che questi grandi servizi di civiltà debbano essere garantiti a tutti mentre c’è chi pensa che per esempio la sanità vada privatizzata, ma in larga misura il conflitto ideologico mi sembra sia superato.
Ancora sulla sicurezza: un tema difficile per il suo partito, il Pd.
La parola sicurezza il Pd non la usa, ma chi non la usa è fuori dal mondo. Chi vive sulla pelle il problema della sicurezza è la povera gente, ma siamo prigionieri di una sinistra radical-chic che parla dai salotti, mentre io – che pure vivo in una città in cui la sicurezza è stata garantita per anni – a volte incriocio realtà che mi incutono paura, pur essendo abbastanza carogna, notoriamente. Se non capisci che oggi l’esigenza di sicurezza è un bene primario non parli più con nessuno. Dopo di che puoi parlare di sicurezza in termini sgangherati e demagogici, ma non puoi colpevolizzare chi domanda sicurezza.
Ha detto cose di fuoco sui rom…
A Giugliano c’è un campo di rom con furgoni che hanno buchi nel fondo, si fermano sui tombini di ghisa e li rubano, tu passi la mattina dopo e ci finisci dentro. Io dico che dobbiamo parlare con i capi dei rom e dirgli: o ti integri e allora io mi faccio carico di tuoi problemi per integrarti, ma se tu decidi di continuare a vivere di furti te ne devi andare. Non so se è un discorso di destra di sinistra di centro, per me è un discorso umano in relazione a esigenze normali.
Che ne pensa del suo Pd e di chi l’ha ridotto a una consistenza trascurabile?
Sarei meno tranchant verso Renzi. Ha rappresentato una grande novità nella politica italiana e diciamo che la questione fondamentale dell’Italia Renzi l’ha posta. Oggi siamo costretti a fronteggiare una competizione globale spietata e siamo ingessati e incatenati. Non abbiamo fatto passi in avanti. Anzi, si sono accumulati ritardi. Siamo un Paese che è in lento declino, ci stiamo mangiando i patrimoni accumulati in decenni e secoli. Siamo ancora ricchi ma non lo saremo in eterno, i figli stanno peggio dei padri oggi in Italia. Questa è la questione che Renzi ha posto, e che resta. Ora c’è un nuovo governo, da italiano mi auguro che funzioni, da cultore della lingua italiana ho delle perplessità.
Cosa le piacerebbe fare dopo la Regione?
Io conservo la mia ispirazione di tanti decenni fa e ritengo che sia moralmente doveroso impegnarsi per far fare a una comunità un passo in avanti per mettere in condizione la povera gente di non vivere la propria vita da servo e subalterno.

L'aids torna a far paura

Una diffusa e “pericolosa noncuranza” rischia di far tornare a parlare di emergenza Aids e l’obiettivo di debellare la malattia entro il 2030 rischia di allontanarsi e svanire.

A dirlo sono gli esperti dell’UNAids, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dell’HIV, che hanno curato il report Miles to Go, convinti che serva un cambio di passo nelle cure e soprattutto nel controllo della diffusione del virus. Al momento 37 milioni di persone nel mondo sono ammalate di Aids o convivono con l’HIV, ma si stima che ogni anno ci siano 1,8 milioni di nuovi casi.
Di questi molti riguardano gli omosessuali, che avrebbero una probabilità 28 volte più elevata di contrarre l’HIV rispetto agli eterosessuali.

Nonostante il calo delle nuove infezioni nei Paesi occidentali, infatti, alcune categorie rimangono più a rischio. Tra queste anche le donne transgender, le prostitute e i tossicodipendenti.
Ma a preoccupare sono anche gli adolescenti, restii a sottoporsi a controlli dopo comportamenti a rischio, anche per la necessità del consenso degli adulti per i minorenni. In molti, poi, non conoscono le norme base di profilassi per evitare i contagi.

I dati

Secondo l’ultimo rapporto dell’UNAid, le nuove infezioni da virus dell’HIV sono calate rispetto al record storico del 1996, quando si era raggiunto il numero massimo di 3,4 milioni. Lo scorso anno se ne sono contate 1,8 milioni.
Nel 2017 il numero di vittime è calato di 1 milione rispetto a 13 anni prima, cioè al 2014, anno in cui l’Onu si è prefissata l’obiettivo di fermare l’epidemia e debellare la malattia entro il 2030.

Negli ultimi due anni i risultati sono stati positivi, con una riduzione di circa 100 mila unità nei nuovi casi di contagio, ma secondo gli esperti non solo ci sarebbe ancora molto da fare, ma si rischierebbe persino una battuta d’arresto nei progressi ottenuti finora.
Secondo un articolo pubblicato da The Lancet, infatti, il calo di nuove infezioni sarebbe troppo lento per raggiungere il target di 500 nuovi casi entro il 2020, fissato sempre dall’UNAids.
A dispetto dei progressi pure rimarchevoli, la situazione è rimasta ‘stagnante’ nell’ultima decade” ha denunciato la dottoressa Linda-Gail Bekker, Presidente della International Aids Society e professoressa della Cape Town University, in Sud Africa.

Le prospettive

Secondo la Commissione di Lancet occorrere una maggiore sinergia tra i responsabili della salute generale e coloro che sono impegnati nella lotta all’Aids.

In pratica, quello che si auspica è un maggior scambio di informazioni tra coloro che si occupano delle cure per l’HIV e coloro che invece fanno screening per malattie come il diabete o la pressione alta, con le quali potrebbero esserci correlazioni.
Come riferito dalla BBC, ad esempio, se in India i test dell’HIV fossero incrociati con quelli relativi alla sifilide tra le donne che lavorano nel mondo del sesso o nella comunità gay, si potrebbero ridurre I nuovi casi di contagio del 7% tra il 2018 e il 2028.
Le categorie a rischio
Gli omosessuali, insieme a transgender, prostitute e tossicodipendenti restano tra i soggetti più a rischio.

Gli indicatori positivi non mancano, soprattutto sul fronte delle nuove terapie. Negli Usa, nell’Europa occidentale e in Australia si sono registrati i cali maggiori nel numero di contagi all’interno della comunità gay.

Anche tra le persone sottoposte alla profilassi pre-esposizione, le nuove terapie per via orale hanno portato risultati positivi.
A San Francisco le nuove infezioni sono calate del 43% in tre anni, nel Nuovo Galles del Sud (Australia), c’è stata una diminuzione del 35% in due anni, mentre in Gran Bretagna i risultati sono stati più controversi.
Molte discriminazioni restano poi nei confronti delle donne transgender, che hanno un rischio di 13 volte superiore di contrarre la malattia rispetto agli altri adulti, nell’età compresa tra i 15 e i 49 anni.
Secondo gli esperti resta ancora molto da fare, soprattutto sul fronte della prevenzione e in particolare tra i giovani.

Gli adolescenti e la scarsa prevenzione

Solo in Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), circa 500 ragazzi hanno contratto il virus dell’HIV nell’ultimo anno, con una maggiore incidenza tra i 25 e i 29 anni. Non è sempre chiaro, però, se i contagi siano avvenuti in età precedenti e dunque si tratti di diagnosi tardive.
Non sempre, infatti, gli adolescenti ricorrono al test dell’HIV in modo tempestivo, anche a causa delle restrizioni di legge. Come spiegato dagli esperti del numero  Verde Aids e Infezioni Sessualmente Trasmesse dell’ISS, i minori non possono ricorrere al test senza l’autorizzazione di un genitore, fatta eccezione che per casi particolari dove il via libera arriva da un giudice tutelare.
A preoccupare è soprattutto la disinformazione dei ragazzi. La maggior parte delle domande rivolte ai
Centralini riguarda le modalità di trasmissioni del virus (32,1%), seguite da quelle che relative al test stesso (27,3%), mentre il 4,8% ha a che fare con le modalità di prevenzione della malattia.
Nel 2017 sono stati 1.217 i giovani che si sono rivolti al numero Verde Aids e Ist, per lo più maschi (86,8%). Nel 74,3% si è trattato di eterosessuali, mentre gli omosessuali sono stati l’8,8%. Quanto a distribuzione geografica, il 47,3% si trovava al Nord Italia, il 23% al Centro e il 22,1% al Sud.

I limiti

A limitare l’accesso ai servizi a disposizione sarebbero anche i limiti di età previsti, ad esempio per sottoporsi al test sulla positività all’HIV. In Italia occorre essere maggiorenni, mentre in altri Paesi europei le restrizioni sono differenti. In Germania, Svizzera e Regno Unito, ad esempio, sono sufficienti i 14 anni, in Estonia i 15, mentre i 16enni possono fare un test senza autorizzazione dei genitori in Danimarca, Lettonia, Portogallo, Slovenia e Spagna.

Le campagne di informazione

A pesare anche la mancanza di fondi per le campagne di informazione, lamentata da associazioni come la Lila, la Lega Italiana Lotta all’Aids. Nel 2017 sarebbero stati messi a disposizione dal Ministero della Salute 80 milioni di euro: troppo pochi, secondo l’ente no profit, per la quale altre nazioni europee stanziano cifre decisamente superiori e nell’ordine di milioni di euro.
I progetti annunciati in collaborazione tra il ministero della Salute e il Miur, invece, non si sarebbero ancora concretizzati. Restano attivi dunque solo alcuni canali, come il numero Verde Aids e Ist, che risponde all’800.861.061, dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 18. Per chi voglia procedere a un auto-test è possibile anche rivolgersi in farmacia (ma non su internet) sempre con l’unico vincolo della maggior età.

Il Sinodo dedicato ai giovani e al futuro della Chiesa

Usare i giovani come “un'arma” per scuotere le coscienze, risvegliare dal torpore le ricche società dell'Occidente, porre al centro dell'attenzione generale “poveri, ultimi, malati, scartati...” e quanti fuggono da guerre, oppressioni, fame.
Papa Francesco non ha usato mezzi termini nell'annunciare le finalità del prossimo, attesissimo, Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani che si terrà in Vaticano dal 3 al 28 ottobre prossimi, assise destinate a far discutere, a seminare interrogativi, porre nuove domande sul futuro della Chiesa e della società in genere, facendo leva principalmente sulle attese e le speranze del mondo giovanile. Ed i primi passi già compiuti dal pontefice argentino in vista dell'appuntamento di ottobre hanno già centrato un primo inatteso obiettivo, vale a dire sollevare una lunga serie di quesiti – ma anche non poche velate critiche nella Curia pontificia, nel Sacro Collegio Cardinalizio e nelle conferenze episcopali europee, Italia in testa -  da parte di quanti sono rimasti spiazzati dalle prime mosse organizzative varate dalla Santa Sede per quella che si appresta ad essere consegnata alla storia come la più grande e cosmopolita assemblea giovanile di tutti i tempi.
Appuntamento che, come è nella logica vaticana, avrà nella figura del Romano Pontefice la guida suprema, il punto di riferimento principale da cui scaturiranno aspetti non solo organizzativi, ma anche e principalmente contenutistici, stimoli, suggerimenti.

Francesco non sarà un uomo solo al comando

Ma papa Francesco si guarderà bene dal presentarsi come “un solo uomo al comando” durante i 25 giorni di dibattiti tra le centinaia di giovani che si daranno appuntamento ad ottobre per dare vita ad un Sinodo che sicuramente sarà destinato a lasciare il segno come i due precedenti Sinodi (straordinario e ordinario) dedicati entrambi alla famiglia ancora oggetto di attenzioni e di critiche specialmente da parte di chi non ne accetta le aperture pastorali.
Due le prime mosse organizzative che hanno già sollevato lamentele e mugugni Oltretevere. Ma non solo. Il titolo,  "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale", - che “costringera' vescovi e delegati episcopali a mettersi in ascolto delle istanze giovanili anche in materia di religione – e le nomine dei Presidenti delegati che saranno i primi collaboratori del pontefice durante tutte le giornate assembleari.
Nomine che, a sorpresa, non hanno tenuto conto delle Chiese occidentali, ma che riguardano pastori di aree povere e tormentate, dove cristiani e fedeli di altre religioni stanno pagando prezzi altissimi sotto forma di persecuzioni e di oppressioni. Una scelta di campo ben precisa che papa Francesco ha fatto nominando Presidenti delegati il neo cardinale Louis Raphael I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei, Capo del Sinodo della Chiesa Caldea (Iraq); il cardinale Desiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina (Madagascar); il cardinale Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon (Myanmar); e il card. John Ribat, arcivescovo di Port Moresby (Papua Nuova Guinea). Ignorati del tutto i pastori delle Chiese europee, specialmente delle ricche conferenze episcopali tedesca, francese, e dell'America del Nord. Delusione anche da parte italiana.

Le Chiese lontane e sofferenti

Ma nessuno finora è uscito allo scoperto per esprimere “sconcerto ed incomprensione” - si vocifera riservatamente nei Sacri Palazzi – per delle scelte che tengono ai margini, “del tutto ignorate” sibilano i prelati più delusi, quelle nazioni a più alta tradizione cattolica da dove si prevedono l'arrivo della maggior parte dei giovani sinodali. “Il Papa non guarda a percentuali e, tantomeno, si lascia condizionare da logiche di natura geopolitica”, ribattono i più stretti collaboratori di Bergoglio, dove comunque fanno notare che il segretario generale del Sinodo dei vescovi è Lorenzo Baldisseri, pur sempre un italiano, che – come già avvenuto nel precedenti Sinodi sulla famiglia – anche ad ottobre svolgerà un ruolo di non secondaria importanza. Ma i principali attori – subito dopo il Papa – i 4 presidenti delegati saranno espressione di Chiese periferiche e sofferenti, “ai quali i giovani presteranno sicuramente grande attenzione”, ha fatto capire il pontefice all'atto della loro presentazione quasi per tappare la bocca preventivamente a delusi e scontenti. Ad ottobre se ne saprà di più.

Allarme Legionella

E' arrivato a tre il conto delle vittime della legionella a Bresso, un Comune alle porte di Milano, si tratta di un uomo di 94 e anni e due donne di 94 e 84. Sono già partiti gli accertamenti per capire quali siano le fonti di contagio dopo la segnalazione di un totale di 17 casi nel Milanese. In questa stessa zona si erano verificati casi di infezione dovuti al batterio nel 2014. Con l'aiuto di Massimo Galli, Direttore dipartimento di infettivologia dell'Ospedale Sacco di Milano e presidente della Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, Panorama.it ha ricostruito quel che c'è da sapere su questo batterio e sull'infezione.

Che cos’è

Legionella pneumophila, è un batterio gram negativo con caratteristiche abbastanza peculiari. È una delle tante legionelle note, ne esistono almeno 50 specie, ma in assoluto è quella che dà maggiori fastidi. La conosciamo da quando, nell’estate del 1976, in un albergo di Philadelphia che ospitava una convention di 4000 veterani dell’American Legion scoppiò un’epidemia di polmonite con circa 200 casi e una trentina di morti. Il nome deriva da quell’evento.

Chi è più a rischio?

In quell’occasione le persone colpite erano prevalentemente maschi (per ovvie ragioni, trattandosi di ex-militari), anziani con caratteristiche che poi si sono confermate essere fattori di rischio che caratterizzano chi si ammala di legionellosi. Parliamo in genere di persone che sono o sono state forti fumatori, anziani, con broncopneumopatie croniche di una certa portata, spesso immunodepressi. Questo profilo contraddistingue più spesso uomini che donne, ma nei casi registrati intorno a Milano negli ultimi giorni alcune delle persone colpite erano donne ultranovantenni, in questo caso l’età rappresenta una fragilità che va al di là del discorso di genere.

Come si presenta l’infezione?

La vera legionellosi riguarda verosimilmente una minoranza dei casi in cui c’è infezione da Legionella, e si presenta come una polmonite grave che può comportare altre patologie d’organo che possono in ultima analisi condurre alla morte del paziente. L’elemento polmone rimane quello chiave. Esiste anche una forma più blanda, la cosiddetta Febbre di Pontiac, che dopo 24-48 ore dall’esposizione si presenta con un quadro febbrile benigno e si risolve in 5 giorni. Se uno non indaga le cause specifiche può non scoprire mai che si trattava di Legionella.

Quali sono le fonti di infezione?

L’acqua. Il pericolo non consiste però nel bere acqua contaminata, perché l’acidità gastrica uccide il batterio prima che questo arrivi a causare danni. Il veicolo con cui si trasmette è l’acqua inalata. Acqua termale, delle sorgenti, dei fiumi, dei laghi, quella usata per l’irrigazione e anche l’acqua del rubinetto, inalata magari facendo la doccia. Tra gli indiziati vi sono tutte le situazioni che comportano stagnazione, impianti vecchi, con incrostazioni, condizionatori di cui non è stata fatta una corretta manutenzione. Ci si ammala inalando l’acqua vaporizzata che esce da impianti contaminati.
I casi sono più frequenti d’estate per vari motivi: il maggior uso di condizionatori, per esempio. Inoltre la temperatura ideale alla quale la Legionella si replica è compresa tra 25 e 42 gradi, sopra i 60 gradi la legionella è inattivata. In estate le acque libere tendono a diventare più calde. Le piscine termali, per esempio, devono fare particolare attenzione.

Come difendersi?

Curando la sicurezza degli impianti che producono acqua. Occorre evitare incrostazioni, dove possibile meglio evitare anche tubazioni troppo lunghe, per limitare le anse e le zone di possibile ristagno. Facendo una manutenzione periodica dei condizionatori, ripulendone i filtri. Se si utilizza un apparecchio per l’aerosol, usare solo l’acqua distillata, mai quella di rubinetto. In ogni caso il contagio avviene per inalazione dalla fonte, mentre il contagio uomo-uomo non è mai stato dimostrato. Per le persone più giovani, che non hanno problemi di immunodepressione o problemi polmonari, comunque, l’esito più probabile, anche in caso di inalazione del batterio, è che non gli succeda proprio niente.

La luna rossa

Quando, dove e come

Lo spettacolo avrà inizio dopo il tramonto, a partire dalle 20:30, l'eclissi tocca il suo massimo alle 22:21 e finisce intorno all'una e mezza di sabato mattina, con una durata di oltre cinque ore ore. La parte di eclissi totale, quindi il fenomeno della Luna completamente rossa, durerà un'ora e 43 minuti, dalle 21:30 alle 23:13 circa.
La vedremo al meglio noi in Europa, e poi sarà ben visibile in Africa, Medio Oriente, Asia centrale e Australia. Sarà tagliato completamente fuori dall'eclissi il Nord America, mentre dalla parte orientale dell'America del Sud se ne potrà vedere la fine.

Perché durerà così a lungo?

A determinare la durata dell'eclissi lunare è la posizione della Luna mentre attraversa l'ombra della Terra. La parte più oscura dell'ombra della Terra è chiamata umbra ed è come un cono che si estende dalla Terra nella direzione opposta al Sole. La Luna può sfiorare il cono o attraversarne il centro, e in questo caso l'eclissi ha una durata maggiore. Adesso la Luna si sta avvicinando al centro di quel cono, quindi l'eclissi alla quale assisteremo sarà un po' più lunga di quella che ha avuto luogo il 31 gennaio scorso.
Ma c'è di più. La Luna si trova infatti in un punto più lontano dalla Terra lungo la sua orbita. Ciò significa che il satellite apparirà leggermente più piccolo nel cielo e impiegherà un po' più di tempo per attraversare l'ombra proiettata dal nostro pianeta.

Perché la Luna diventa rossa?

Nel suo transito all'interno dell'ombra terrestre ci si aspetterebbe che la Luna diventasse semplicemente più scura, perché invece la vedremo rossa? Il cambiamento di colore avviene perché l'atmosfera terrestre agisce sia come lente che come mezzo di dispersione per la luce del Sole. Quando la luce passa attraverso qualsiasi mezzo, rallenta un po' e si piega. Quindi un po' di luce solare si piega verso la superficie della Luna mentre attraversa l'atmosfera terrestre durante un'eclissi.
Se fossimo sulla Luna e osservassimo la Terra durante un'eclissi lunare, vedremmo un anello di luce attorno al bordo della Terra mentre passa davanti al Sole. Oltre alla flessione, l'aria disperde la luce a lunghezza d'onda corta più della luce a lunghezza d'onda più lunga. I colori come il verde e il blu hanno lunghezze d'onda più corte del rosso o dell'arancio, quindi si disperdono di più e ciò che resta è la parte più rossa dello spettro.

Doppio spettacolo

Ogni 28 giorni nel cielo c'è la Luna piena, il che significa che il satellite si trova per noi in opposizione rispetto al Sole e ne viene completamente illuminato il lato rivolto verso di noi. Per quel che riguarda il pianeta Marte, assai più lontano della Luna, si trova in opposizione, cioè dal lato opposto rispetto al Sole per noi che siamo sulla Terra, ogni 26 mesi circa. In questi giorni il pianeta rosso, la cui orbita intorno al Sole è ellittica, quindi ha delle fasi in cui è più lontano e altre in cui è più vicino alla nostra stella, si trova non solo in opposizione al Sole ma anche nel punto dell'ellittica più vicino ad esso e anche più vicino alla Terra. Si parla allora di "grande opposizione".

domenica 15 luglio 2018

Nicaragua, paramilitari assaltano una chiesa e uccidono due studenti



Managua, 15 luglio 2018 - Alta tensione in Nicaragua. Due studenti sono stati uccisi durante un assalto armato di forze paramilitari filogovernative contro una Chiesa di Managua dove i due giovani si erano rifugiati, insieme a giornalisti e sacerdoti, per sfuggire alla polizia.

Venerdì i paramilitari hanno attaccato la chiesa. Per gli studenti dell'Università Nazionale Autonoma del Nicaragua (Unan), la principale del Paese, sono iniziate quasi 20 ore di terrore, asserragliati nella casa parrocchiale della Chiesa della Divina Misericordia.I giovani partecipavano a uno sciopero nazionale di 24 ore contro il governo del presidente Daniel Ortega, il secondo convocato in meno di un mese dalla 'Alianza Civica', organismo che riunisce imprenditori, studenti, contadini e società civile.

Un giovane ha raccontato: "I proiettili fischiavano sopra le nostre teste". Gli uomini armati avevano il volto mascherato, continua un altro ragazzo che vuole mantenere l'anonimato, e si fa chiamare "el Negro" ("il Nero"): "Ci hanno attaccato senza pietà e hanno tentato per due volte di dare alle fiamme la Chiesa mentre eravamo all'interno. Non hanno avuto rispetto per la Chiesa ne' per l'immagine della Vergine o di Cristo: hanno distrutto tutto, i muri sono crivellati", ha raccontato ancora il giovane che per precauzione ha voluto rimanere anonimo e farsi chiamare semplicemente "el Negro" ("il Nero").

Insieme alle due vittime erano asserragliati una decina di altri studenti, tre giornalisti, medici e sacerdoti. Ad assedio finito, gli altri studenti sono riusciti a uscire a bordo di auto, camionette e autobus verso la Cattedrale Metropolitana, scortati dai vescovi e dalla Croce Rossa nicaraguense, con la mediazione dell'Episcopato. Il cardinale nicaraguense, monsignor Leopoldo Brenes, che ha guidato l'evacuazione dei ragazzi dalla Chiesa, ha confermato la morte di due giovani e il ferimento di altri due.

All'uscita ad accoglierli c'era da una folla che mescolava canti religiosi, l'inno nicaraguense e canzoni di protesta come 'El pueblo unido jamas sera vencido'. Ma appena fuori, hanno in seguito raccontato gli studenti, quattro loro colleghi sono stati prelevati dai paramilitari. Il vescovo ausiliare di Managua, Silvio Baez, ha accusato il governo di Daniel Ortega di aver attraversato "il limite del disumano e dell'immorale", e lanciando un appello: "La comunità internazionale non può rimanere indifferente".

L'Inps lo crede morto e gli revoca la pensione



Spiacevole disavventura per un 90enne di Fasano - Comune in provincia di Brindisi - persona questa molto conosciuta e stimata oltre i confini cittadini. Una mancata riscossione della pensione ha indotto infatti l'Inps a revocare i pagamenti.

L'anziano signore ha lavorato per molti anni all'estero e la pensione vera e propria la percepisce dall'istituto di previdenza del Paese in cui ha trascorso gran parte della sua esistenza. L'Inps - va specificato per ragioni di completezza di informazione - gli versava un vitalizio dall'importo irrisorio. Datasi appunto la cifra esigua, il pensionato tempo fa aveva deciso che essa gli fosse corrisposta ogni sei mesi, così da evitare di dover andare frequentemente all'ufficio postale.

Il malcapitato, avendo atteso l'accredito per un periodo non indifferente, nei giorni scorsi si è recato presso l'Istituto di Previdenza italiano dove la dirigente, dopo un ovvio momento di smarrimento, lo ha tranquillizzato con queste parole:

"Siamo felici che lei sia vivo e stia bene. Non si preoccupi, il problema lo risolviamo subito".

Il fasanese, alquanto sollevato dalla risoluzione dello sfortunato evento, non ha però potuto non esprimere una nota di rammarico. Episodi del genere, a suo dire, creerebbero seri danni a chi, non dovendo riscuotere un semplice vitalizio come il suo, ha la necessità e soprattutto il diritto di condurre una vita dignitosa con la somma che gli spetta dopo un'esistenza dedicata al lavoro.

L'Italia chiude porti, gli scafisti cambiano rotta: cala il traffico dalla Libia



A raccontarlo è il Corriere, secondo cui il numero delle persone che si concentrano a Tripoli per salire su un barcone diretto a Nord si è "più che dimezzato". "La cruda verità è che la politica del nuovo governo italiano ha cambiato la situazione sul campo", dicono i giornalisti libici al quotidiano di via Solferino, "La quasi sparizione delle navi delle organizzazioni non governative (Ong), oltre alla nuova strategia dei respingimenti e dei porti chiusi voluta da Roma ha di fatto ridotto i flussi al lumicino".

E così il porto di Sabratha si svuota. Ora che le navi delle Ong non pattugliano più le acque internazionali in attesa di avvistare i gommoni, ricompaiono i barconi di legno, come quello che è arrivato prima davanti a Malta e poi fin in acque italiane, davanti alle coste di Linosa prima di essere soccorso dalla nostra Guardia di Finanza e i cui migranti sono ora davanti a Pozzallo. Sono più adatti a fare viaggi lunghi, ma sono più visibili ai radar dei guardiacoste, pronti a riportare indietro i migranti.

Dati confermati pure dalla guardia costiera libica, secondo cui "il nuovo governo italiano ha fatto bene a fermare le Ong, che nei fatti erano funzionali alla tratta" e per le organizzazioni criminali che fanno soldi sulla pelle dei disperati "è crisi nera" al punto che le attività vengono ora spostate in Tunisia e Marocco.

De Laurentiis sul nuovo stadio: intervista „Stadio da 30mila posti e mercato, De Laurentiis: "Ronaldo offerto anche al Napoli, ma la Juve.

De Laurentiis sul nuovo stadio: intervista



Aurelio De Laurentiis in una intervista rilasciata oggi a Repubblica ha toccato diversi temi, dal nuovo stadio da 30mila posti al passaggio di Sarri al Chelsea, ma non solo...
SARRI

​"Alle 2,42 di notte ho messo le firme per il passaggio di Maurizio Sarri e Jorginho al Chelsea e nella mattinata abbiamo risolto negli uffici del sindacato di Napoli il contratto con il nostro ex allenatore", ha dichiarato Aurelio De Laurentiis sulla tribolata vicenda del passaggio del mister ai Blues.
ANCELOTTI

"Le persone le capisco al volo, abbiamo molti interessi in comune. Ancelotti si sta subito dimostrando un professionista straordinario. Per lui il Napoli non è una tappa di passaggio. Il nostro progetto prevede di averne due bravi per ruolo: undici più undici da alternare", precisa.
RONALDO

"Ronaldo era stato proposto pure al Napoli. Mi telefonò il suo procuratore, Mendes. Abbiamo formulato anche la nostra offerta. Avremmo pagato CR7 con le percentuali sugli incassi successivi garantiti dal suo arrivo, ma i soldi investiti dalla Juve sono oltre la nostra portata. Avremmo rischiato di spingere il club verso il fallimento", rivela.

Domenica di sold out a ‘Mappatella beach' „

Domenica di sold out a ‘Mappatella beach'


Vedere il ‘lido mappatella’ pieno di cittadini e turisti è davvero una gran bella soddisfazione. Un risultato importante per l’amministrazione comunale grazie agli sforzi enormi fatti per riportare la balneabilità e i servizi. Nonostante i puntuali interventi del servizio Risorsa Mare per la pulizia dell’area, la spiaggia resta invasa da cicche di sigarette. I Verdi organizzeranno una pulizia straordinaria per rimuoverle rendendo così ancora più confortevole la permanenza dei bagnanti”. Lo hanno dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale del Sole che Ride, Marco Gaudini.“


Accordo Mediaset-Perform: su Premium Calcio in esclusiva tre partite di Serie A e tutti i match di Serie B

I clienti ‘Premium Calcio’ potranno accedere dal 1° agosto 2018 agli eventi sportivi della piattaforma DAZN. Al nuovo prezzo ridotto di 19,90 euro al mese, troveranno compreso nel proprio abbonamento anche DAZN, il nuovo servizio di sport in streaming live e on demand. DAZN offre in esclusiva i seguenti eventi sportivi:
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I clienti ‘Premium Calcio’ potranno accedere a DAZN senza dover sottoscrivere altri abbonamenti. Il servizio sarà fruibile su tutti i device digitali comprese le smart tv. Grazie a questo accordo con il Gruppo Perform, Premium garantisce ai propri abbonati un’offerta sportiva di valore che continua inoltre a comprendere i canali Eurosport 1 ed Eurosport 2.

Milano, lite per strada: tassista aggredisce poliziotto insieme a un cliente

Un poliziotto è stato aggredito da un tassista e da un suo passeggero durante una lite stradale per questioni di viabilità. È accaduto a nella zona sud di Milano, in viale Famagosta. L’autista è stato subito rintracciato e denunciato in stato di libertà. L'accusa è di violenza, resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Il cliente non è ancora stato identificato, mentre il poliziotto è in osservazione all'ospedale San Paolo, anche se potrebbe essere presto dimesso.Secondo quanto ricostruito, il poliziotto 38enne, che in quel momento non era in servizio, era a bordo della sua vettura quando ha incrociato il taxi. Tra l’agente e il duo tassista-cliente è nata una discussione, sfociata in rissa. I due hanno picchiato l’uomo - benché si fosse qualificato come poliziotto - e poi si sono allontanati. Quando è stato rintracciato, il tassista aveva ancora la camicia e l’auto sporche di sangue.

Migranti, Conte riesce a ridistribuirne almeno 250 | Repubblica Ceca e Ungheria sbarrano le porte

Sono ancora fermi al largo di Pozzallo (Ragusa) la nave Protector di Fontex e il pattugliatore Monte Sperone della guardia di finanza che sabato hanno soccorso un barcone con 450 migranti nei pressi dell'isola di Linosa. Al momento non sarebbe stato assegnato il porto sicuro per lo sbarco. Intanto due navi della Ong spagnola Open Arms sono di nuovo dirette verso la Libia. Francia, Germania, Malta, Spagna e Portogallo hanno accettato di prenderne 50 a testa.Almeno 5 Paesi accettano la redistribuzione - Dopo Francia e Malta, anche Germania, Spagna e Portogallo confermano di accogliere 50 migranti per collaborare con l'Italia dopo le richieste di condivisione del premier Giuseppe Conte.

Migranti, Repubblica Ceca: approccio di Conte è strada per l'inferno - "Ho ricevuto la lettera del premier italiano Conte in cui chiede all'Ue di occuparsi di una parte delle 450 persone ora in mare. Un tale approccio è la strada per l'inferno". Lo scrive su Twitter Andrej Babis, il premier della Repubblica Ceca, uno dei Paesi del gruppo di Visegrad. "Il nostro Paese - prosegue - non riceverà alcun migrante. L'unica soluzione alla crisi migratoria è il modello australiano, cioè non fare sbarcare i migranti in Europa".

Salvini replica a Praga: "Ci aiutino a sostenere autorità libiche" - "Ci diano una mano ad aiutare le autorità libiche e a soccorrere tutti, salvare tutti, curare tutti, nutrire tutti, ma a riaccompagnarli in Libia": così il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha risposto al premier ceco Andrej Babis che ha detto di considerare "una strada per l'inferno" la richiesta dell'Italia ai Paesi dell'Ue di condividere l'accoglienza dei migranti soccorsi in mare. "L'unica soluzione per mettere fine al traffico di esseri umani, per combattere veramente i trafficanti e la mafia degli scafisti è far capire a tutti che in Europa e in Italia ci arrivi se hai il premesso per arrivare e che qualunque nave intercettata viene soccorsa e riportata indietro", ha detto Salvini.

Spagna: "La linea dura dell'Italia mette a rischio l'Europa" - "Se l'Italia opta per l'inasprimento della politica migratoria, potrebbe cominciare a percorrere la strada verso la disintegrazione dell'Europa". Lo afferma il nuovo ministro degli Esteri della Spagna, il socialista Josep Borrell, ex presidente del Parlamento europeo, in un'intervista al quotidiano El Pais. "Il problema migratorio" in Ue può "provocare una crisi più grave di quella dell'euro", ha proseguito Borrell, sottolineando che "una crisi economica si può risolvere con risorse finanziarie e con cambi istituzionali, ma i problemi dell'immigrazione sono più profondi: riguardano valori, identità, culture, capacità di assimilazione delle società". "La struttura mentale delle società europee non è pronta per affrontare un incremento disordinato dei flussi di immigrazione, di cui dall'altra parte ha bisogno per compensare il calo demografico", ha detto ancora a El Pais. L'area Schengen di libera circolazione delle persone "purtroppo sta cominciando a scomparire" sotto la pressione dei migranti che arrivano in Ue e "dietro le quinte Francia, Italia e Germania hanno istituito controlli ai confini a causa della crisi migratoria", ha aggiunto Borrell.

L'Ungheria chiude: "Non accogliamo nessuno" - "L'Ungheria non accoglie nessuno. Gli elettori ungheresi si sono espressi chiaramente alle ultime elezioni: non vogliono vivere in un paese di immigrati". Così Istvan Hollik, portavoce del gruppo parlamentare di Fidesz, il partito del premier Viktor Orban, ha risposto alla domanda se Budapest fosse disposta a prendere una quota di migranti trasbordati sulle navi italiane così come richiesto dal premier Giuseppe Conte. "Gli ungheresi rifiutano il piano Soros", ha aggiunto, definendo "navi Soros" quelle che salvano migranti in mare.

Francia, è bis Mondiale: 4-2 alla Croazia | La Coppa alzata sotto il diluvio

La Francia è campione del mondo nel calcio per la seconda volta nella propria storia. Nella finale di Mosca, gli uomini di Deschamps hanno battuto 4-2 la Croazia conquistando il Mondiale in Russia. Vantaggio fortunato con l'autorete di Mandzukic al 19', pareggiato al 28' da una giocata di Perisic che al 38' commette il fallo del rigore realizzato da Griezmann. Pogba (59') e Mbappé (65') calano il poker, poi Lloris regala il gol a Mandzukic (69').Ha vinto la favorita, la più fortunata, determinata, convinta. Quello che si vuole, ma alla fine semplicemente ha vinto la nazionale più forte di tutte: la Francia di Deschamps. Il verdetto dato dal campo è di quelli incontestabili e il 4-2 alla Croazia dell'atto finale al Luzhniki di Mosca, arrivato sfruttando le debolezze avversarie, è la firma sulla seconda Coppa del Mondo alzata al cielo dai "Galletti" con Deschamps come trait d'union tra il 2018 e quella Francia che nel 1998 salì sul tetto del mondo per la prima volta in assoluto.

Il ct francese anche in patria è definito come fortunato, nemmeno fosse una colpa, ma ha saputo raddrizzare il tiro dopo le prime uscite mondiali non propriamente centrate su aspettative e talento. Lo ha fatto rimettendo Giroud, uno che ha concluso il Mondiale senza tirare in porta, al centro dell'attacco e liberando spazio per le folate offensive di Griezmann e Mbappé, armi letali contro cui nessuno è riuscito a opporre resistenza. Nemmeno nella finalissima chiusa con il 34% di possesso palla, ma sempre con il naso avanti contro una Croazia bella da vedere, volenteroso, di cuore ma sempre troppo fragile e sfortunata. Sì perché gli episodi chiave che hanno indirizzato il match hanno sempre sorriso alla Francia, contro ogni tattica. Da quel punto di vista il miracolo sportivo del ct Dalic, assunto poco prima di Russia 2018, ha dato spettacolo a dispetto del risultato. La Croazia trascinata da Modric e Rakitic, ma soprattutto da Perisic, ha provato a giocare a calcio fin dall'inizio costringendo i francesi a difendersi chiudendo il primo tempo con un solo tiro nello specchio avversario, ma due gol. Episodi, si diceva.

Il vantaggio è arrivato al 19' ma senza tirare in porta. Una punizione dal limite di Griezmann, velenosa come per tutto il Mondiale (chiedere a Uruguay e Belgio) e deviata nella porta di Subasic da Mandzukic, spizzando il pallone al punto giusto per mettere fuori causa il portiere. Poi il rigore causato da Perisic, dopo il bellissimo pareggio dello stesso interista a conclusione di un'azione corale conclusa con un mancino letale, sfortunato e casuale con un tocco di mano netto, ma a occhi chiusi che ha spedito Griezmann a undici metri dal momentaneo 2-1.

La testa avanti due volte senza sapere bene come, ma con la partita incanalata sui binari perfetti per Mbappé e compagni, rintanati nella propria metà campo in attese delle praterie da sfruttare a velocità supersonica. Detto, fatto. Dopo il miracolo di Lloris su Rebic, le fatiche dei tre supplementari giocati dalla Croazia, hanno aperto il fianco della difesa di Dalic regalando all'attaccante del Psg decine di metri per esplodere la forza fisica e certificare la superiorità grazie anche alla tecnica di altri gioielli come Pogba. L'ex juventino al 59' trova il 3-1 aprendo l'azione con un lancio perfetto di cinquanta metri per Mbappé e chiudendola a rimorchio con un mancino letale per Subasic. Un colpo da ko, come quello dello stesso Mbappé cinque minuti più tardi con una conclusione che ha sorpreso il portiere croato. Sipario perfetto, nonostante il colpo di scena tentato da Lloris al 69', impacciato come pochi nel regalare - in un tentativo di tunnel? - il gol della speranza a Mandzukic in pressione.

Troppo tardi, per fortuna di Lloris e di tutta la Francia; troppo stanca la Croazia per crederci per davvero e fare l'ultimo sforzo per coronare un sogno che rimarrà lì, sfiorato, stuzzicato, assaporato. Niente festa per ora, solo delusione e orgoglio, quello che non manca mai da quelle parti. Ma per canti e balli è tempo della Francia, oggi come vent'anni fa. Semplicemente hanno vinto i più forti.

domenica 1 luglio 2018

Unhcr: nuovo naufragio al largo delle coste libiche, 63 dispersi

Ancora un naufragio, ancora morti in mare. Davanti alla Libia continua il traffico dei migranti e oggi un'altra carretta è affondata con un nuovo bilancio di vite umane perse che si profila tragico: 63 i dispersi, destinati ad allungare il triste numero dei morti che, solo da inizio anno, conta già mille vittime. Oltre 40 delle persone che erano a bordo sono state salvate dalla Guardia costiera libica. Più fortunate dei compagni di viaggio. Ma per loro, mentre i soccorsi delle Ong sono al momento azzerati (complice anche la chiusura dei porti di Italia e Malta), il futuro è quello di finire nei centri di accoglienza libici. Strutture ormai al collasso, che ospitano già almeno 10 mila persone in condizioni estreme di sovraffollamento e emergenza umanitaria, aggravata anche dall'afa di questi giorni. Riportati in Libia in 2.500 Come fa sapere l'Oim, che insieme all'Unhcr lancia un nuovo allarme sulla situazione. Anche perché i recuperi in mare, tra salvataggi e intercettazioni, cresce a un ritmo "drammatico": 2.500 le persone riportate a terra solo nell'ultima settimana di giugno. Il naufragio di oggi è stato segnalato in serata dall'Unhcr, l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati: al largo di Zuara, davanti alle coste occidentali libiche, si è rovesciato un barcone e 63 persone risultano disperse mentre solo 41 sono state tratte in salvo dalla Guardia costiera. Le scarne informazioni sulla nuova tragedia dei migranti arrivano appena due giorni dopo un altro naufragio con oltre cento dispersi, che ormai si presume siano affogati, fra cui una decina di bambini: solo di tre di loro, di meno di un anno, erano stati recuperati i corpi con ancora le tutine colorate addosso. Immagini che hanno dato cruda sostanza ad aride cifre di un'ecatombe da decine di migliaia di morti che da anni rende la tratta fra Libia e Italia la più micidiale al mondo. La chiusura dei porti italiani, e il conseguente diradarsi delle navi di ong appostate al largo della Libia (alcune bloccate, altre come la Open Arms in viaggio per Barcellona con 59 a bordo) è confermato anche dal portavoce della Guardia costiera libica, ha avuto come immediata ripercussione un "drammatico aumento" del numero di migranti riportati indietro dai guardacoste: 2.425 in una sola settimana secondo una rilevazione dello stesso Unhcr, mentre l'Oim ne ha stimati circa 3.000 in due settimane. Altri 220 sono stati recuperati nelle ultime ore su due gommoni davanti alle coste ovest, l'epicentro della crisi. Come tutti gli altri, i migranti sono stati avviati verso uno dei 20 centri di detenzione in cui, sommando l'ultimo dato ufficiale risalente a un mese fa (circa 7.000 persone) e gli almeno tremila delle ultime due settimane, si supera abbondantemente la soglia dei diecimila. I centri verso cui c'e' un maggiore afflusso sono circa cinque. L'Oim, attraverso una portavoce in Libia, ha avvertito che il massiccio afflusso di migranti recuperati dalla Guardia costiera libica sta creando un problema di sovraffollamento che "ci preoccupa molto". Quando spazi angusti come quelli dei centri di detenzione si riempiono troppo, "cio' ha un impatto sulla condizioni di vita", ha ricordato la portavoce, Christine Petre', lasciando solo immaginare cosa questo voglia dire ad esempio in termini di servizi igienici. Soprattutto quando ci sono oltre 40 gradi di temperatura.

Decreto Dignità, Forza Italia: mostro che scontenta tutti quelli cui è diretto -

"L'incompetenza e l'ignoranza generano solo 'decre-mostri' come quello pomposamente definito 'dignità' e che in realtà rappresenta il contrario di quanto richiesto da chi il lavoro può crearlo davvero". Si chiude così una nota che Giorgio Mulè, deputato FI e portavoce unico dei gruppi azzurri di Camera e Senato, dedica al provvedimento che il Governo si appresta a varare. "Il governo chiacchierone che non ha alcuna legge da far approvare al Parlamento sta per sfornare il decreto legge cosiddetto 'dignità' che - sottolinea Mulè in precedenza - scontenta tutti i soggetti a cui è diretto: Confindustria ("L'occupazione non si genera irrigidendo le regole, sono solo elementi formali che non porteranno alcuna positività"), Confartigianato ("Misure opposte a quelle di favorire occupazione), Confcommercio ("Gli interventi sul contratto a termine segnano il ritorno ad un periodo di incertezza, ad un incremento del contenzioso e ad una potenziale ricaduta negativa sull'occupazione"). Al ministro del Lavoro che non ha mai lavorato, Luigi Di Maio, andrebbe ricordato che le leggi si fanno per andare incontro alle richieste delle imprese, degli artigiani e dei commercianti", aggiunge Mulè. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Decreto-Dignita-Forza-Italia-mostro-che-scontenta-tutti-quelli-cui-e-diretto-52ab060e-2184-4618-8943-b00e937ecc1d.html

Salvini: dopo il muro di Berlino faremo cadere quello di Bruxelles e governeremo 30 anni

"Lasciamo che siano altri a odiare, invidiare e rosicare e finire le scorte di Maalox nelle farmacie italiane. Noi siamo qui per costruire". Lo ha detto il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini aprendo il suo intervento dal palco del raduno della Lega a Pontida. Poi rivolto ai tanti militanti presenti illustra cosa intende fare la Lega al governo nei prossimi mesi, promettendo: "Governeremo per i prossimi 30 anni". E incalza: "Far cadere il muro di Berlino un tempo sarebbe stato impensabile. Il prossimo muro che faremo cadere è quello di Bruxelles. Non dico a colpi di ruspa se no dicono che sono cattivo...". Serve una "Lega delle Leghe" che metta insieme "tutti i movimenti liberi e sovrani che vogliono difendere la propria gente e i propri confini". Salvini rinnova il giuramento di Pontida, ma lo traduce in chiave continentale. Se prima c'era da difendere il Nord, e poi l'Italia tutta, ora la battaglia si sposta in Europa. "Non è la Lega che è cambiata, è il mondo che cambiato. Abbiamo capito che da soli non andavamo da nessuna parte. Per vincere occorreva unire l'Italia, come occorrerà unire l'Europa", dice. Ue: zero virgola di Bruxelles per me valgono zero "Vincoli e numeri da rispettare? Ci proveremo, smontando pezzetto per pezzetto la Fornero, abbassando le tasse per imprese e famiglie ma - avverte - se per fare meglio dovrò ignorare uno zero virgola imposto da Bruxelles, allora dico che per me viene prima la felicità dei popoli, per me quello zero virgola vale zero". "Andate a chiedere ai greci come sono contenti", dice il ministro. Poi aggiunge: "I popoli in Europa non sono mai stati in conflitto come oggi. L'ultima speranza dell'Ue di rimanere viva e che le idee e il coraggio della Lega contagino altri Paesi". Difenderò famiglia naturale, 'no' utero in affitto Salvini poi sottolinea: "Noi non siamo qua per portare via diritti a nessuno. Se lo Stato non entra nei negozi con gli studi di settore, figurarsi se entra nelle camera da letto. Ognuno a casa sua fa quello che vuole. Ma finché avrò voce e sangue nelle vene, difenderò, fino alla vita, il diritto dei più deboli: il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà e il diritto delle donne e non avere un utero in affitto". Poi ricordando che nessuno tocca i diritti di nessuno, lancia un attacco alle multinazionali "come Coca Cola che vanno a sponsorizzare le giornate dell'Orgoglio solo per guadagnare qualche consumatore in più", in riferimento ai Gay pride. Migranti: da catechismo accoglieremo solo chi ha diritto "Applicando il catechismo di Santa Romana Chiesa, le porte dell'Italia saranno spalancate per donne e bambini che fuggono dalla guerra, che arriveranno in aereo e non in gommone, ma per tutti gli altri no. Dobbiamo spendere veramente in Africa". Così poi Salvini a Pontida. E prosege: "Guardo quel barcone rovesciato a 3 miglia dalle coste della Libia e cosa mi dice, da ministro e da papà? Che gli scafisti hanno capito che la musica è cambiata e usano gommoni che partono sgonfi e barconi con motori mezzi bruciati perché erano abituati ad arricchirsi, a gettare a morte quasi sicura bimbi e ragazzi perché tanto c'era qualcuno che li avrebbe aiutati. Ora fortunatamente le autorità sono tornate e hanno il pieno controllo". E poi attacca "gli sciacalli che ci accusano" per il recente naufragio con vittime. Salvini ringrazia inoltre la Libia per il lavoro che sta facendo in termini di salvataggio di vite. Sulle polemiche dei porti aperti o chiusi, innescate dalle parole del Presidente della Camera, Roberto Fico, da Pozzallo, Salvini alza il tono: "Decide il ministro dell'Interno". Mafie ci fanno schifo: le combatteremo "Anche per i mafiosi e i camorristi è finita la pacchia: via dalla Lombardia e dalla Sicilia". Così Salvini che aggiunge: "Una grande battaglia che da ministro farò di tutto per vincere, sarà quella di cancellare e sradicare da questo splendido Paese le schifezze che rispondono al nome di mafia, camorra e 'ndrangheta". "Non sarà facile perché ci vorrà coraggio, ma vi assicuro che combatteremo con ogni mezzo necessario, da nord a sud". Una citazione non priva di punte polemiche quella che Salvini tributa a Rosario Livatino, "magistrato che non faceva interviste, non andava a fare proclami in tv, non faceva con le parole milioni di euro". Entro l'estate via sconti di pena per assassini e stupratori "Cancelleremo ogni sconto di pena per assassini e stupratori. Non dovrà più esistere nessuno sconto di pena, nessuna pietà per assassini e stupratori. E' chiaro che il carcere deve rieducare ma rieducare qualcuno che violenta un bambino o una bambina mi è lontano da capire per il mio piccolo modo di vivere", afferma Salvini. Si tratta - ha detto - di una "legge che porteremo a casa entro l'estate. E' l'impegno che mi sono preso con tante famiglie". Sicurezza: presto taser a poliziotti "Un applauso agli uomini e alle donne delle forze dell'ordine, che ci difendono per 1200 euro al mese. Questi uomini saranno dotati di pistole elettriche nei prossimi mesi". Salvini lo annuncia dalla kermesse della Lega. Una misura "per essere più buoni, non più cattivi", assicura il ministro dell'Interno. Vaccini: farò di tutto affinchè tutti i bambini entrino a scuola a settembre "Farò di tutto perché i bimbi entrino tutti a scuola a settembre, accompagnati dalla loro mamma e dal loro papà". Così, di fatto, Salvini dal palco di a Pontida torna sulla questione vaccini che lo aveva visto duellare con il ministro della Salute, Giulia Grillo. Assenti Bossi e Maroni Per la prima volta nella storia della Lega, al raduno di Pontida, giunto alla 32esima edizione, non si è visto il fondatore Umberto Bossi né l'ex presidente della Regione Lombardia e segretario federale leghista Roberto Maroni. Dal palco del pratone della cittadina lombarda, Matteo Salvini ha però citato con riconoscenza i due ex leader. "Non finirò mai di ringraziare chi ha dato il coraggio e le idee per cominciare a fare politica", e ha pronunciato i nomi di Umberto Bossi e Roberto Maroni. Fonti Mit: su porti decisioni anche nostre "Si conferma ottima intesa con Salvini sul merito del tema migranti. Tuttavia, in relazione alle sue parole da Pontida circa le competenze sui porti si fa notare che "le prerogative sono congiunte tra Mit e MinInterno, visto che ai Trasporti fanno capo Capitanerie e Guardia Costiera". E quanto si apprende da fonti del ministero dei Trasporti. 

la russia elimina la spagna

Allo stadio Luzhniki di Mosca, Russia in delirio per una storica qualificazione ai quarti proprio nel Mondiale in casa: Spagna eliminata ai rigori 5-4 (1-1 dopo i tempi supplementari). Ora la squadra russa attende l’avversario dalla sfida di questa sera fra Croazia e Danimarca. Gli iberici puntano sul possesso palla e già al 12’ vanno in vantaggio: Ramos si avventa sul pallone (da una punizione) e costringe Ignasevich all’autogol. Ma la Spagna non sfrutta l’inerzia. La Russia pian piano cresce. Al 36’ Golovin tira a lato di poco, al 40’ plateale fallo di mano di Piquè, punito con il rigore dall’arbitro Kuipers. Zyuba trasforma. Prima dell’intervallo, Akinfeev salva bene su Diego Costa. Nella ripresa stucchevole possesso spagnolo con emozioni finali: all’85’ doppia parata Akinfeev su Iniesta e Aspas. Quindi overtime. I primi 15’ passano senza emozioni, nei secondi (109’) ottima iniziativa di Rodrigo, da poco entrato, ma Akinfeev è prontissimo per la parata. Si va alla lotteria dei rigori: Russia infallibile con quattro centri su quattro (vanno sul dischetto Smolov, Ignasevich, Golovin e Cheryshev); fatali per la squadra di Hierro gli errori di Koke e Aspas (penalty segnati da Iniesta, Piquè e Ramos). Una curiosità: nei supplementari ha debuttato la nuova regola del quarto cambio. 

Antifumo, ma non a casa sua: a 38 anni chiude i genitori in terrazzo sotto il temporale perché fumano

Bamboccione e aggressivo: a Carpi, in provincia di Modena, un 38enne tornato ad abitare con i genitori dopo la separazione, a causa delle ristrettezze economiche, non ha saputo ripagare mamma e papà anziani con gratitudine ed affetto.

Anzi! Non sopportando che il papà, di 74 anni, fosse un fumatore, prima l'ha sgridato ripetutamente, poi l'ha chiuso fuori dal balcone di casa. E con lui la mamma, 74 anni, intervenuta a difendere il marito.

Nel frattempo si era scatenato un temporale. I due anziani sono stati notati da una vicina che ha chiamato i carabinieri. Quando i militari sono arrivati in casa, il 38enne era seduto sul divano. Ora è denunciato per violenza privata. 

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