Cinque milioni di sterline, l'equivalente di 5,5 milioni di euro, per liberare Maurizio Sarri. Sarebbe questa la cifra chiesa dal Chelsea alla Juventus per il tecnico che questa sera, nella finale di Europa League contro l'Arsenal, potrebbe guidare per l'ultima volta i Blues. L'indiscrezione è riportata dal tabloid inglese The Sun, che riferisce anche di un incontro del presidente del club inglese, Bruce Buck, con quello della Juventus, Andrea Agnelli.
Si infittiscono dunque le indiscrezioni che vogliono l'ex Napoli sulla panchina della Juventus. «Sarri - si legge nella versione online del quotidiano britannico - parlerà del suo futuro con i dirigenti del Chelsea subito dopo la finale con i rivali dell'Arsenal. Sarri è pronto a lasciare i Blues indipendentemente dal risultato della finale di Europa League».
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giovedì 30 maggio 2019
Cani fuori dai recinti in tutte le spiagge anche a Cagliari, animalisti felici: “Sono più puliti delle persone”
La Regione conferma l’ok ai cani “liberi” in tutta la spiaggia, non solo dentro le aree dedicate. Ovviamente, è compito dei padroni tenere sotto controllo i quattrozampe. “Durante la stagione balneare estiva prima delle 8:00 del mattino e dopo le 20:00 della sera, sarà permesso il transito e la possibilità di trattenersi con il proprio cane, in tutte le spiagge del territorio regionale, dovranno essere comunque assicurate il rispetto delle norme igienico-sanitarie e garantita attraverso l’utilizzo delle apposite attrezzature la pulizia dell’area occupata o attraversata con l’asporto delle eventuali deiezioni dell’animale”. Questo il passaggio-chiave dell’ordinanza balneare 2019 diramata dall’assessorato regionale degli Enti Locali. E gli animalisti, ovviamente, sono felici di questa “conferma” che consente ai cani di poter utilizzare tutta la spiaggia.
Anna Rita Salaris, coordinatrice del Movimento animalista della Sardegna, è netta: “La conferma della possibilità per i cani, durante determinate ore, di poter fruire di tutta la porzione delle spiagge, è una vittoria. Da sempre, ed è risaputo, gli animali sono molto più puliti degli uomini e dei loro padroni”, afferma, “di sicuro non è stato mai visto un cane fumare una sigaretta e poi nascondere la cicca sotto la sabbia. Spero davvero che i proprietari dei cani stiano molto attenti a ripulire le spiagge dagli eventuali bisogni dei loro amici a quattro zampe”.
Anziano telefona ai carabinieri: «Un'auto ostruisce il passaggio». Ma aveva solo bisogno di compagnia
Avere 96 anni e nessuno con cui parlare è l'Ingiustizia, con la I maiuscola. Ed è per sfuggire alla solitudine che un ultranovantenne di Villa Castelli, in provincia di Brindisi, ha deciso di prendere il telefono e comporre uno dei pochi numeri al quale risponde sempre qualcuno. Il 112.
Ha inventato una scusa e composto il numero. «Pronto, ho bisogno di aiuto». Piangendo ha spiegato di non poter uscire da casa perché un'auto gli ostacolava il passaggio.
Roma, nonno 90enne ruba tiramisù al supermercato. I poliziotti glielo regalano
Una volta arrivati sul posto, però, i militari hanno trovato la strada sgombra: non c'era nemmeno un'auto. E hanno capito che l'unico reale aiuto di cui il 96enne aveva bisogno era la compagnia, per uscire a fare una passeggiata e scambiare due chiacchiere.
Il brigadiere, quindi, lo ha accompagnato fuori, con la scusa che potesse verificare personalmente che nessun ostacolo gli ostruiva l'ingresso di casa. E l'anziano ha sorriso come da tempo, a quanto pare, non accadeva più, solo per la gioia di uscire: è vedovo, i figli sono lontani per lavoro e nonostante i parenti si prendano cura di lui, senza fargli mai mancare nulla, la vita frenetica di oggi non consente sempre di accompagnare il 96enne a fare un giretto dell'isolato, come a lui invece sarebbe gradito.
Sull'uscio, l'uomo ha strappato ai militari la promessa che sarebbero tornati presto, per un'altra passeggiata.
Ha inventato una scusa e composto il numero. «Pronto, ho bisogno di aiuto». Piangendo ha spiegato di non poter uscire da casa perché un'auto gli ostacolava il passaggio.
Roma, nonno 90enne ruba tiramisù al supermercato. I poliziotti glielo regalano
Una volta arrivati sul posto, però, i militari hanno trovato la strada sgombra: non c'era nemmeno un'auto. E hanno capito che l'unico reale aiuto di cui il 96enne aveva bisogno era la compagnia, per uscire a fare una passeggiata e scambiare due chiacchiere.
Il brigadiere, quindi, lo ha accompagnato fuori, con la scusa che potesse verificare personalmente che nessun ostacolo gli ostruiva l'ingresso di casa. E l'anziano ha sorriso come da tempo, a quanto pare, non accadeva più, solo per la gioia di uscire: è vedovo, i figli sono lontani per lavoro e nonostante i parenti si prendano cura di lui, senza fargli mai mancare nulla, la vita frenetica di oggi non consente sempre di accompagnare il 96enne a fare un giretto dell'isolato, come a lui invece sarebbe gradito.
Sull'uscio, l'uomo ha strappato ai militari la promessa che sarebbero tornati presto, per un'altra passeggiata.
Anziano bruciato vivo, il figlio: «Dopo la morte di mio padre ho cucinato la pasta»
«Stavamo litigando come spesso accadeva. Mi ha cacciato via, mi ha detto di andarmene da casa, come era solito dirmi da tempo. Eravamo in cucina dove lui stava preparando il pranzo e aveva un fornello accesso. Avevo in mano una bottiglietta di alcol con la quale mi stavo disinfettando una ferita. Quando mi ha detto così gli ho spruzzato l'alcol addosso. Poi ho visto il fuoco». Vittorio Leo, l'agente immobiliare di 48 anni accusato di aver bruciato vivo il padre, ha confessato più o meno con queste parole quanto accaduto ieri mattina nell'abitazione di famiglia a Collepasso, in Salento. Dopo l'interrogatorio è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario del padre Antonio, insegnate in pensione di 89 anni. L'anziano, dopo essere stato avvolto dal fuoco, è corso in bagno per raggiungere la doccia nel disperato tentativo di spegnere le fiamme che lo avvolgevano. Non ce l'ha fatta. Il figlio è stato interrogato fino a notte fonda, alla presenza del suo difensore, Simone Potente. Ancora sotto choc, il 48enne ha reso dichiarazioni piene di «non ricordo» e con continui riferimenti ai momenti di «panico» vissuti.
Al pm Luigi Mastroniani ha spiegato che si è trattato di un incidente. Ha riferito di aver spruzzato il padre con l'alcol e di aver visto subito dopo una fiammata levarsi dal fornello della cucina. «Dopo la morte di mio padre - ha aggiunto - ho prima lavato tutto il pavimento, poi ho cucinato della pasta con del ragù, non perché avessi fame ma per smorzare la tensione che avevo addosso». L'uomo ha detto anche che dopo la morte del genitore ha staccato il telefono e i quadri elettrici dell'appartamento per evitare che potesse citofonare qualcuno, ed ha aperto un pò le tapparelle «per far andare via il fumo e l'odore acre». Ha poi aggiunto di aver distrutto nel camino la bottiglia da litro di alcol spruzzata sul padre: «Non potevo vederla perché mi ricordava la morte di papà», ha ammesso. Al magistrato ha ripetuto che non voleva uccidere il genitore, definito un uomo dal carattere scontroso, dai modi rudi, solitario e chiuso, che era solito inveire e gridare. Si sarebbe trattato - si è giustificato - di un raptus, un gesto di stizza indotto dalle parole pronunciate con astio dal genitore che a suo dire non lo avrebbe mai accettato preferendogli la sorella che lavora a Roma. Secondo l'uomo, il padre non gli aveva mai perdonato di aver interrotto gli studi di ingegneria per un lavoro, l'intermediazione immobiliare online, giudicato poco onorabile.
Al pm Luigi Mastroniani ha spiegato che si è trattato di un incidente. Ha riferito di aver spruzzato il padre con l'alcol e di aver visto subito dopo una fiammata levarsi dal fornello della cucina. «Dopo la morte di mio padre - ha aggiunto - ho prima lavato tutto il pavimento, poi ho cucinato della pasta con del ragù, non perché avessi fame ma per smorzare la tensione che avevo addosso». L'uomo ha detto anche che dopo la morte del genitore ha staccato il telefono e i quadri elettrici dell'appartamento per evitare che potesse citofonare qualcuno, ed ha aperto un pò le tapparelle «per far andare via il fumo e l'odore acre». Ha poi aggiunto di aver distrutto nel camino la bottiglia da litro di alcol spruzzata sul padre: «Non potevo vederla perché mi ricordava la morte di papà», ha ammesso. Al magistrato ha ripetuto che non voleva uccidere il genitore, definito un uomo dal carattere scontroso, dai modi rudi, solitario e chiuso, che era solito inveire e gridare. Si sarebbe trattato - si è giustificato - di un raptus, un gesto di stizza indotto dalle parole pronunciate con astio dal genitore che a suo dire non lo avrebbe mai accettato preferendogli la sorella che lavora a Roma. Secondo l'uomo, il padre non gli aveva mai perdonato di aver interrotto gli studi di ingegneria per un lavoro, l'intermediazione immobiliare online, giudicato poco onorabile.
Cannabis light, stop alla vendita. La Cassazione: «La vendita di derivati è reato»
Stop alla vendita della cannabis light: lo ha deciso la Cassazione, secondo cui la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis», come l'olio, le foglie, le inflorescenze e la resina. A deciderlo, in una sentenza che farà discutere, le sezioni unite penali della Suprema Corte.
In particolare, le sezioni unite, dando notizia della soluzione adottata, spiegano che «la commercializzazione di cannabis sativa e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dallla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell'ambito di applicazione della legge 242 del 2016, che qualifica come lecita unicamente l'attività dio coltivazione di canapa delle varietà iscritte nel catalogo comune delle specie di piante agricole, ai sensi dell'art. 17 della direttiva 2002/53 Ce del Consiglio, del 13 giugno 2002, e che elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati».Alla luce di queste considerazioni, le sezioni unite penali presiedute da Domenico Carcano osservano che «integrano il reato di cui all'art. 73, commi 1 e 4 del dpr 309/1990,le condotte di cessione, di vendita e in genere la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa, salvo che tali prodotti siano privi di efficacia drogante».
In particolare, le sezioni unite, dando notizia della soluzione adottata, spiegano che «la commercializzazione di cannabis sativa e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dallla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell'ambito di applicazione della legge 242 del 2016, che qualifica come lecita unicamente l'attività dio coltivazione di canapa delle varietà iscritte nel catalogo comune delle specie di piante agricole, ai sensi dell'art. 17 della direttiva 2002/53 Ce del Consiglio, del 13 giugno 2002, e che elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati».Alla luce di queste considerazioni, le sezioni unite penali presiedute da Domenico Carcano osservano che «integrano il reato di cui all'art. 73, commi 1 e 4 del dpr 309/1990,le condotte di cessione, di vendita e in genere la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa, salvo che tali prodotti siano privi di efficacia drogante».
mercoledì 15 maggio 2019
Daniele De Rossi, la lettera di Marco Conidi: «Ultima bandiera di un calcio romantico»
Caro amico mio, perdonami se questa volta parlo di te pubblicamente, ma il tuo forzato addio dalla Roma mi ha strappato una serie di emozioni che, per chi è cresciuto con un calcio sentimentale, rappresentano la fine di un tempo innocente e di un calcio meravigliosamente romantico.
Quel calcio che ci faceva scendere sotto casa a giocare davanti a una serranda o in interminabili partite sulla spiaggia con i palloni a vento, il calcio dei Beppe Viola e dei Paolo Valenti. Il calcio che fermavi per strada quello con la radiolina all'orecchio, dove baciare la maglia era baciare tutti noi uno a uno. Il calcio che ci portava negli stadi ad essere amici tutti uguali operai e avvocati di destra e di sinistra. Quel calcio fatto di trasferte con i cori e il cibo diviso con tutti. Con te vanno via l'ultimo degli eroi del prato verde con te va via l'ultimo dei romantici.
Ma con te, a Roma e forse non solo a Roma, vanno via pure i panni stesi al sole sui balconi. Vanno via i vicoli con i sampietrini, i sospiri di Trastevere. Con te vanno via le bancarelle di Porta Portese. E il gelato di San Giovanni.
Daniele con te vanno via i ragazzini che giocano a San Cosimato. E i vecchietti con una fojetta e gassosa. Vanno via la briscola e i tressette e i pugni sui tavoli. Vanno via l'Angelo de Castello e la sabbia del Belsito di Ostia. La Maschera di Tigerman.
Vanno via tutti i nostri sogni e tutte le nostre giugulari gonfie di amore. E se ne vanno via pure gli stornelli e le risate in pizzeria. Va via la Gricia de' nonna e i portieri che bucano i palloni. Con te, stai certo, veniamo via in milioni di cuori.
E questo bene immenso e sincero ti deve restare dentro perché, te lo giuro, che ovunque tu sarai, non dovrai sentirti mai solo Mai.
Grazie
Ti voglio bene
Quel calcio che ci faceva scendere sotto casa a giocare davanti a una serranda o in interminabili partite sulla spiaggia con i palloni a vento, il calcio dei Beppe Viola e dei Paolo Valenti. Il calcio che fermavi per strada quello con la radiolina all'orecchio, dove baciare la maglia era baciare tutti noi uno a uno. Il calcio che ci portava negli stadi ad essere amici tutti uguali operai e avvocati di destra e di sinistra. Quel calcio fatto di trasferte con i cori e il cibo diviso con tutti. Con te vanno via l'ultimo degli eroi del prato verde con te va via l'ultimo dei romantici.
Ma con te, a Roma e forse non solo a Roma, vanno via pure i panni stesi al sole sui balconi. Vanno via i vicoli con i sampietrini, i sospiri di Trastevere. Con te vanno via le bancarelle di Porta Portese. E il gelato di San Giovanni.
Daniele con te vanno via i ragazzini che giocano a San Cosimato. E i vecchietti con una fojetta e gassosa. Vanno via la briscola e i tressette e i pugni sui tavoli. Vanno via l'Angelo de Castello e la sabbia del Belsito di Ostia. La Maschera di Tigerman.
Vanno via tutti i nostri sogni e tutte le nostre giugulari gonfie di amore. E se ne vanno via pure gli stornelli e le risate in pizzeria. Va via la Gricia de' nonna e i portieri che bucano i palloni. Con te, stai certo, veniamo via in milioni di cuori.
E questo bene immenso e sincero ti deve restare dentro perché, te lo giuro, che ovunque tu sarai, non dovrai sentirti mai solo Mai.
Grazie
Ti voglio bene
Nigeriano sul Frecciarossa senza biglietto assale controllore e 2 agenti Polfer: «Voglio tornare a casa mia»
VICENZA - Lunedì sera per quasi un’ora ha scatenato un putiferio: un nigeriano di 31 anni Isaiah Ogboe, irregolare e senza tetto. All’interno del Frecciarossa per Torino fermo in stazione alla richiesta attorno alle 20.45 da parte di un controllore di esibire il biglietto di viaggio, il nigeriano ha iniziato a insultarlo, lo ha spinto, e inveendo è sceso dal treno.
Avvertita la Polfer il 31enne è stato fermato da due agenti, prima offesi con urla che hanno attirato l’attenzione degli utenti della stazione e poi spinti violentemente a terra, tanto da riportare lievi lesioni. In loro aiuto è intervenuta una pattuglia del 113. Ammanettato all’interno della stazione il nigeriano, identificato al comando con i rilievi fotosegnaletici in Isaiah Ogboe, con precedenti penali, è stato arrestato per violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e per rifiuto di fornire le proprie generalità. Trascorsa la notte in cella di sicurezza ieri in tribunale il nigeriano ha patteggiato un anno di carcere con sospensione della pena.
Avvertita la Polfer il 31enne è stato fermato da due agenti, prima offesi con urla che hanno attirato l’attenzione degli utenti della stazione e poi spinti violentemente a terra, tanto da riportare lievi lesioni. In loro aiuto è intervenuta una pattuglia del 113. Ammanettato all’interno della stazione il nigeriano, identificato al comando con i rilievi fotosegnaletici in Isaiah Ogboe, con precedenti penali, è stato arrestato per violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e per rifiuto di fornire le proprie generalità. Trascorsa la notte in cella di sicurezza ieri in tribunale il nigeriano ha patteggiato un anno di carcere con sospensione della pena.
lunedì 6 maggio 2019
Napoli, l'applauso di De Laurentiis: «Soddisfatto del lavoro di Ancelotti»
«Sono soddisfatto del lavoro di Ancelotti». Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, applaude il lavoro di Carlo Ancelotti che con il faticoso successo di ieri sera sul Cagliari si è assicurato il secondo posto alle spalle della Juventus.
«Con Ronaldo la Juventus ha alzato l'asticella dei punti, ma noi siamo in linea con il punteggio delle migliori squadre europee», aggiunge il numero uno del club azzurro in un'intervista al Corriere della Sera.«La Champions e l'Europa League vanno abolite, avvicendandole con un unico torneo, articolato in 80 squadre, cui accedano le prime sette della classifica dei campionati italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo e le prime quattro dei campionati portoghese, olandese, belga, svedese e tutti gli altri. Chiamerei il torneo European Cup, le partite si giocherebbero il martedì, mercoledì e giovedì, rispettando così la collocazione dei campionati nazionali durante il fine settimana». È l'idea del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, per riformare le competizioni europee: «Farei un accordo tra Eca e Leghe europee - aggiunge il numero uno del club azzurro al Corriere della Sera, attribuendo il cinque per cento del fatturato alla Uefa, per usufruire dei suoi professionisti che lavorerebbero all'organizzazione dei tornei».
De Laurentiis è invece assolutamente contrario alla SuperLega per la quale sembrerebbe orientato il presidente dell'Eca, Andrea Agnelli. «Lui è un uomo intelligente, non voglio credere che abbia in mente un torneo di questo tipo che sarebbe riduttivo per il resto del calcio europeo. Una formula che potrebbe anche rivelarsi valida in una fase iniziale, ma alla fine allontanerebbe una buona fetta di pubblico e di tifosi dal mondo del calcio. Ciò che mi preoccupa è che si parli di riforma a partire dal triennio 2024-2027. I buoi stanno già uscendo dalle stalle e tra poco diminuiranno drasticamente gli spettatori, sia per i nostri stadi reali che per quelli virtuali. I ragazzini si stanno distaccando, presi soltanto dagli electronics games. La velocità e il ritmo di questi giochi non vengono riprodotti in una partita reale. Invece di fare guerre fra Eca, Uefa e Leghe europee, innoviamo il calcio preda di vecchi meccanismi e istituzioni menefreghiste che tendono al conservatorismo pur di durare nei tempi».
«Con Ronaldo la Juventus ha alzato l'asticella dei punti, ma noi siamo in linea con il punteggio delle migliori squadre europee», aggiunge il numero uno del club azzurro in un'intervista al Corriere della Sera.«La Champions e l'Europa League vanno abolite, avvicendandole con un unico torneo, articolato in 80 squadre, cui accedano le prime sette della classifica dei campionati italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo e le prime quattro dei campionati portoghese, olandese, belga, svedese e tutti gli altri. Chiamerei il torneo European Cup, le partite si giocherebbero il martedì, mercoledì e giovedì, rispettando così la collocazione dei campionati nazionali durante il fine settimana». È l'idea del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, per riformare le competizioni europee: «Farei un accordo tra Eca e Leghe europee - aggiunge il numero uno del club azzurro al Corriere della Sera, attribuendo il cinque per cento del fatturato alla Uefa, per usufruire dei suoi professionisti che lavorerebbero all'organizzazione dei tornei».
De Laurentiis è invece assolutamente contrario alla SuperLega per la quale sembrerebbe orientato il presidente dell'Eca, Andrea Agnelli. «Lui è un uomo intelligente, non voglio credere che abbia in mente un torneo di questo tipo che sarebbe riduttivo per il resto del calcio europeo. Una formula che potrebbe anche rivelarsi valida in una fase iniziale, ma alla fine allontanerebbe una buona fetta di pubblico e di tifosi dal mondo del calcio. Ciò che mi preoccupa è che si parli di riforma a partire dal triennio 2024-2027. I buoi stanno già uscendo dalle stalle e tra poco diminuiranno drasticamente gli spettatori, sia per i nostri stadi reali che per quelli virtuali. I ragazzini si stanno distaccando, presi soltanto dagli electronics games. La velocità e il ritmo di questi giochi non vengono riprodotti in una partita reale. Invece di fare guerre fra Eca, Uefa e Leghe europee, innoviamo il calcio preda di vecchi meccanismi e istituzioni menefreghiste che tendono al conservatorismo pur di durare nei tempi».
Agguato a piazza Nazionale, restano stazionarie le condizioni di Noemi: «È una ferita da guerra»
Rimane stazionaria e grave la situazione della bimba rimasta ferita nell'agguato di venerdì a Napoli, ma gli ultimi esami confermano una stabilità delle condizioni generali rispetto alla crisi registrata nelle prime ore che faceva temere un veloce e fatale peggioramento. La prognosi resta riservata, Noemi è in coma farmacologico e collegata a un ventilatore meccanico per il persistere dell'insufficienza respiratoria dopo che il proiettile le ha trapassato entrambi i polmoni.«La bambina - si legge nel bollettino dell'ospedale Santobono - è strettamente monitorata nei parametri vitali. Sono stati effettuati esami ematochimici e strumentali che hanno evidenziato la stabilità emodinamica della paziente. Nelle ultime 48 ore non vi sono stati episodi di desaturazione e ipotensione che si erano presentati durante l'intervento e nelle prime 24 ore. Successivamente all'intervento chirurgico effettuato nella notte di venerdì non è stato necessario effettuare ulteriori trasfusioni».Giovanni Gaglione, il primario di chirurgia pediatrica del Santobono che ha operato Noemi nella notte tra venerdì e sabato estraendole il proiettile calibro 9, del tipo full metal jacket, in cui il piombo interno è rivestito da un metallo più duro, ricostruisce così l'intervento: «Era una ferita da guerra».
Tenuto conto della gravità del quadro iniziale, emerge come elemento positivo - secondo i medici - la stabilità del quadro ematologico. Non ci sono emorragie interne e la bimba non ha avuto bisogno di nuove trasfusioni. Tuttavia «la situazione rimane critica e la prognosi riservata», chiarisce Massimo Cardone, primario della terapia intensiva del Santobono. A preoccupare è la situazione dei polmoni, entrambi perforati, e dai quali non è stato possibile rimuovere tutti i microframmenti ossei e del tessuto del vestito. «C'è quindi un rischio di infezioni che stiamo combattendo con una terapia mirata di antibiotico», sottolinea Cardone.
Tenuto conto della gravità del quadro iniziale, emerge come elemento positivo - secondo i medici - la stabilità del quadro ematologico. Non ci sono emorragie interne e la bimba non ha avuto bisogno di nuove trasfusioni. Tuttavia «la situazione rimane critica e la prognosi riservata», chiarisce Massimo Cardone, primario della terapia intensiva del Santobono. A preoccupare è la situazione dei polmoni, entrambi perforati, e dai quali non è stato possibile rimuovere tutti i microframmenti ossei e del tessuto del vestito. «C'è quindi un rischio di infezioni che stiamo combattendo con una terapia mirata di antibiotico», sottolinea Cardone.
Emanuele Filiberto risponde ai neoborbonici: «Ritroviamoci per fare del bene»
«Stimato prof. de Crescenzo, ringraziando la giornalista che mi ha intervistato, questa era la vera ragione della mia presenza a Napoli: pregare in occasione del Miracolo di San Gennaro e presenziare a una cena di beneficenza per la creazione di un Banco Alimentare per i quartieri di Pizzofalcone e Pallonetto, in collaborazione con il Corpo Internazionale di Soccorso Costantiniano e l'Ordine di Malta. Come vede è molto più utile ritrovarsi uniti nel fare del bene e guardare al futuro che piangersi a dosso per un passato che oggi si vuole rileggere a senso unico e nella continua offesa della nostra identità nazionale», è questa la risposta di Emanuele Filiberto all'appello del movimento neoborbonico.
Napoli , Sparatoria in piazza Nazionale: si rafforza l'ipotesi dei motivi personali
Si indaga a 360 gradi ma sembra rafforzarsi l'ipotesi che venerdì scorso chi ha sparato in piazza Nazionale, a Napoli, sia stato spinto da motivi personali. A suscitare dubbi sono le modalità con le quali l'uomo - giunto in piazza in sella a una moto rubata, forse addirittura da solo - ha agito.
Da un video sequestrato dalla Polizia di Stato si evince che l'uomo, di grossa stazza, con in testa un casco integrale, sembra non avere particolare dimestichezza con la pistola impugnata. Sembra impacciato, si avvicina moltissimo al suo obiettivo - Salvatore Nurcaro, 31 anni - gli spara da qualche metro. In sostanza, l'atteggiamento tipico che assume un assassino che uccide d'impeto e non quello del freddo killer di camorra. L'uomo, purtroppo, spara tra la folla e ferisce anche Noemi e sua nonna. Nurcaro, malgrado sia ritenuto dagli investigatori legato a una famiglia camorristica vicina a un clan di rango, non è classificato come un criminale di «spessore». A suo carico precedenti per bancarotta fraudolenta.
Da un video sequestrato dalla Polizia di Stato si evince che l'uomo, di grossa stazza, con in testa un casco integrale, sembra non avere particolare dimestichezza con la pistola impugnata. Sembra impacciato, si avvicina moltissimo al suo obiettivo - Salvatore Nurcaro, 31 anni - gli spara da qualche metro. In sostanza, l'atteggiamento tipico che assume un assassino che uccide d'impeto e non quello del freddo killer di camorra. L'uomo, purtroppo, spara tra la folla e ferisce anche Noemi e sua nonna. Nurcaro, malgrado sia ritenuto dagli investigatori legato a una famiglia camorristica vicina a un clan di rango, non è classificato come un criminale di «spessore». A suo carico precedenti per bancarotta fraudolenta.
Stato-mafia, chiesti 9 anni di carcere per Calogero Mannino. L'ex Ministro: "Richiesta infondata"
La procura generale ha chiesto la condanna a 9 anni di carcere dell'ex ministro democristiano Calogero Mannino, imputato di minaccia a Corpo politico dello Stato nel processo d'appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Mannino, assolto in primo grado, ha scelto il rito abbreviato ed è giudicato separatamente rispetto agli altri imputati per cui è in corso il processo d'appello. Il processo di secondo grado a carico di Mannino è cominciato il 10 maggio 2017 davanti ai giudici della prima sezione della corte d'appello di Palermo presieduta da Adriana Piras. Due anni di udienze, dunque, con una riapertura dell'istruttoria dibattimentale in cui, tra gli altri, è stato risentito il pentito Giovanni Brusca. La tesi della Procura generale, che ha chiesto la stessa pena invocata in primo grado, è che Mannino, nella "lista" dei nemici che Cosa nostra aveva deciso di eliminare per "saldare i conti" con chi non aveva mantenuto i patti, avviò, grazie ai suoi contatti con gli ufficiali del Ros una sorta di trattativa con le cosche per salvarsi la vita. Una ricostruzione, "bocciata" però dal gup, che vede nell'ex potente politico il "motore" del dialogo che pezzi dell'Arma, con coperture politiche, avrebbero avuto con i boss per fare cessare la stagione delle stragi. Un patto che avrebbe avuto come prezzo per le istituzioni l'impunità per il boss Bernardo Provenzano, una linea meno rigorosa nel contrasto ai clan e un alleggerimento del carcere duro per i mafiosi. Mannino: "Richiesta di condanna priva di fondamento" "La richiesta che l'ufficio dell'accusa ha avanzato è priva di ogni fondamento e prova. Se prova v'è, è quella di una pretesa pregiudiziale e fantasiosa", commenta a caldo Mannino. "Anche alla stregua della stessa sentenza Montalto. che tutta la trattativa si riduca alla paura del sottoscritto e dalla sua ispirazione ad un generale dei carabinieri è soltanto una fake-news, è tesi priva di fondamento e consistenza, e quindi di prova. Sottolineo che la richiesta dei sostituti procuratori generali non è giudizio. Attendo fiduciosamente quello". La procura generale: "Turpe do ut des" "Le acquisizioni probatorie confermano inoppugnabilmente il timore dell'onorevole Mannino di essere ucciso, così come sostenuto dall'accusa, e le sue azioni per attivare un 'turpe do ut des' per stoppare la strategia stragista avviata da cosa nostra", ha detto il pg Sergio Barbiera, che sostiene l'accusa assieme al collega Giuseppe Fici. Il processo a Mannino è cominciato nel 2012, il 4 novembre del 2015 c'è stata l'assoluzione e un anno dopo è stata depositata la sentenza. La scorsa settimana, davanti alla corte d'assise d'appello di Palermo, è invece cominciato il processo di secondo grado agli altri imputati della cosiddetta trattativa: ex ufficiali del Ros come Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, i boss Leoluca Bagarella e Antonio Cinà, Massimo Ciancimino e Marcello Dell'Utri, tutti condannati, al contrario di Mannino, a pene pesantissime. Alla sbarra anche il pentito Giovanni Brusca, assolto per prescrizione del reato.
domenica 3 marzo 2019
Meteo, l'estate 2019 sarà rovente. Da fine Maggio temperature elevate e afa con El Nino
Estate rovente quella 2019. Le temperature di questi giorni sono decisamente sopra la media e anomale, ma anche se sta per tornare il freddo e la pioggia in alcune regioni d'Italia, il caldo quest'anno non abbandonerà facilmente il Belpaese. Secondo il Meteo.it quella del 2019 sarà un'estate torrida con temperature che arriveranno anche oltre i 40 gradi.
Maltempo, in arrivo forti venti al Centro-Nord: è allerta in Lombardia e Emilia-Romagna
«Le cause che renderanno l'aria irrespirabile sono riconducibili all'arrivo de El Nino, riscaldamento superficiale delle acque del pacifico che nelle ultime settimane hanno subito un repentino rialzo rispetto alla situazione di qualche mese fa». Riporta il sito di informazione Meteo. Da fine Maggio si potrà avere già un anticipo di estate con temperature molto calde e un tasso di umidità elevato che renderà l'aria umida e afosa. In alcune regioni a fine Maggio si supereranno già i 30 gradi e la situazione pare non migliorerà per tutta la stagione.
«Anche giugno quindi si aprirà con l'Anticiclone Africano di matrice Sub-Tropicale e con il passare dei giorni diventerà sempre più insistente con un aumento dei tassi d'umidità che renderanno l'aria afosa e particolarmente fastidiosa. A luglio e agosto invece prepariamoci ad entrare nella fornace. Saranno giorni con caldo senza sosta da metà luglio fino a Ferragosto», proseguono i metereologi che parlano di temperature torride sia di giorno che di notte.
GRAZIE DONATELLA PER AVER LETTO IL NOSTRO ARTICOLO
GRAZIE MAMMA
Maltempo, in arrivo forti venti al Centro-Nord: è allerta in Lombardia e Emilia-Romagna
«Le cause che renderanno l'aria irrespirabile sono riconducibili all'arrivo de El Nino, riscaldamento superficiale delle acque del pacifico che nelle ultime settimane hanno subito un repentino rialzo rispetto alla situazione di qualche mese fa». Riporta il sito di informazione Meteo. Da fine Maggio si potrà avere già un anticipo di estate con temperature molto calde e un tasso di umidità elevato che renderà l'aria umida e afosa. In alcune regioni a fine Maggio si supereranno già i 30 gradi e la situazione pare non migliorerà per tutta la stagione.
«Anche giugno quindi si aprirà con l'Anticiclone Africano di matrice Sub-Tropicale e con il passare dei giorni diventerà sempre più insistente con un aumento dei tassi d'umidità che renderanno l'aria afosa e particolarmente fastidiosa. A luglio e agosto invece prepariamoci ad entrare nella fornace. Saranno giorni con caldo senza sosta da metà luglio fino a Ferragosto», proseguono i metereologi che parlano di temperature torride sia di giorno che di notte.
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GRAZIE MAMMA
Ciclista centrato da treno Intercity: vivo per miracolo
PERUGIA - Un incredibile colpo di fortuna: essere centrato con la propria bici da un Intercity ed essere ancora vivo. Succede nel primo pomeriggio di domenica, e il ciclista può dirsi davvero vivo per miracolo.
A 91 anni con la Jeep in mezzo alla pista da sci: «Volevo andare al ristorante»
La squadra del distaccamento di Castiglione del Lago dei vigili del fuoco è intervenuta intorno alle 14.30 per un incidente ferroviario: il ciclista è stato investito dall'Intercity che stava procedendo in direzione Firenze-Roma.
L'uomo, fortunatamente, è rimasto di fatto illeso dal momento che secondo quanto si apprende avrebbe subito un danno alla caviglia. L'incidente è avvenuto all'altezza di un passaggio a livello chiuso al chilometro 183 della statale, direzione Castiglione del Lago. Sul posto anche 118 e forze dell'ordine.
A 91 anni con la Jeep in mezzo alla pista da sci: «Volevo andare al ristorante»
La squadra del distaccamento di Castiglione del Lago dei vigili del fuoco è intervenuta intorno alle 14.30 per un incidente ferroviario: il ciclista è stato investito dall'Intercity che stava procedendo in direzione Firenze-Roma.
L'uomo, fortunatamente, è rimasto di fatto illeso dal momento che secondo quanto si apprende avrebbe subito un danno alla caviglia. L'incidente è avvenuto all'altezza di un passaggio a livello chiuso al chilometro 183 della statale, direzione Castiglione del Lago. Sul posto anche 118 e forze dell'ordine.
Tre giovani sono stati arrestati con l'accusa di aver rapito una ragazza di appena 16 anni, sequestrata e caricata su un furgone mentre stava passeggiando in strada in compagnia di un'amica. È accaduto venerdì scorso, a Valencia, in Spagna.
Julen, accusa choc ai soccorritori del bimbo morto nel pozzo: «Potrebbero averlo ucciso loro»
Come riporta ABC.es
, la giovane, di nazionalità romena, sarebbe stata bloccata e caricata di forza su un furgone da tre giovani, tutti ventenni e suoi connazionali. Il rapimento sarebbe avvenuto nella prima serata di venerdì scorso. A mezzanotte la madre dell'adolescente, non vedendola rincasare, aveva denunciato la scomparsa e le indagini della polizia, in poche ore, hanno permesso di identificare i rapitori e liberarla. Decisiva, ai fini delle indagini, la localizzazione delle celle telefoniche dei tre arrestati.
Julen, accusa choc ai soccorritori del bimbo morto nel pozzo: «Potrebbero averlo ucciso loro»
Come riporta ABC.es
, la giovane, di nazionalità romena, sarebbe stata bloccata e caricata di forza su un furgone da tre giovani, tutti ventenni e suoi connazionali. Il rapimento sarebbe avvenuto nella prima serata di venerdì scorso. A mezzanotte la madre dell'adolescente, non vedendola rincasare, aveva denunciato la scomparsa e le indagini della polizia, in poche ore, hanno permesso di identificare i rapitori e liberarla. Decisiva, ai fini delle indagini, la localizzazione delle celle telefoniche dei tre arrestati.
Brasile, choc per l'ex presidente Lula: il nipotino di 7 anni morto di meningite fulminante
Lutto choc per Lula, ovvero Luiz Inacio Lula da Silva, l'ex presidente del Brasile: il nipotino di appena 7 anni è morto colpito da una meningite fulminante in un ospedale nella regione di San Paolo. Secondo il quotidiano O Globo, la malattia sarebbe stata diagnosticata poco dopo che il piccolo era stato trasportato d'urgenza con febbre alta nell'ospedale Bartira della città di Santo André.
Finto ginecologo stupra minorenni: «Sesso non protetto, diceva di essere sterile»
Il piccolo, Arthur Araujo Lula da Silva era figlio di Sandro Luis Lula da Silva, uno dei cinque figli dell'ex capo di Stato. Lula si trova in carcere dallo scorso aprile dove sconta una condanna a 12 anni per corruzione.
Finto ginecologo stupra minorenni: «Sesso non protetto, diceva di essere sterile»
Il piccolo, Arthur Araujo Lula da Silva era figlio di Sandro Luis Lula da Silva, uno dei cinque figli dell'ex capo di Stato. Lula si trova in carcere dallo scorso aprile dove sconta una condanna a 12 anni per corruzione.
Nascondiglio Di Lauro, omicidio Melito moglie „ Uccide moglie, l'avvocato dell'uxoricida: "Non ha mai parlato del nascondiglio di Marco Di Lauro"
Nascondiglio Di Lauro, omicidio Melito moglie
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alvatore Tamburrino, l'uomo ritenuto legato al clan Di Lauro, che ieri a Melito, con una pistola ha ucciso la moglie, Norina Matuozzo, di 33 anni, contrariamente a quanto trapelato, non avrebbe fatto alcun riferimento al nascondiglio boss Marco Di Lauro, arrestato ieri dopo più di 14 anni di latitanza.
Uxoricidio
A renderlo noto è l'avvocato dell'uxoricida, Domenico Smarrazzo, che precisa: "Ha rilasciato solo una lunga confessione ma circoscritta esclusivamente all'omicidio della moglie". Tamburrino ha raccontato agli inquirenti di essersi recato a casa dei suoceri, ieri, per chiedere perdono a Norina, per poi suicidarsi. I due si erano lasciati, dopo che Norina aveva scoperto che Tamburrino aveva una relazione clandestina con un'altra donna. Dopo il diniego della donna di seguirlo in un'altra stanza, si è consumato il dramma: l'uomo ha sparato per ben tre volte contro Norina (a suo dire per spaventarla) uccidendola, per poi fuggire via.
L'ARRIVO DI DI LAURO IN QUESTURA
La fuga
Tamburrino ha infine raccontato di essersi recato, subito dopo l'omicidio, nello studio dell'avvocato Smarrazzo, in preda al panico, minacciando nuovamente il suicidio, prima di essere convinto dal legale a consegnarsi alla giustizia.
“martedì 15 gennaio 2019
Cesare Battisti: «Ora so che andrò in prigione». Bonafede: «Sarà trasferito a Oristano»
«Ora so che andrò in prigione». Questo ha detto Cesare Battisti parlando con i funzionari drll'Antiterrorismo che lo hanno accolto in una delle sale della sede del 31/o Stormo dell'Aeronautica a Ciampino. L'ex terrorista è apparso rassegnato ed ha ringraziato per come è stato trattato e per i vestiti più pesanti fornitigli in aereo.
Battisti è smontato dal Falcon 900 atterrato dalla Bolivia circa 10 minuti dopo l'atterraggio, alle 11.50. Poco dopo l'apertura del portellone dell'aereo un gruppo di sette agenti di polizia è salito sul velivolo, mentre un'altra decina di agenti, in parte armati di mitraglietta attendeva ai piedi della scaletta, e nel giro di qualche minuto lo ha fatto scendere dall'aereo. Ad attendere l'arrivo dell'ex terrorista, all'interno dello scalo di Ciampino, il ministro dell'Interno Matteo Salvini e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Battisti è apparso tranquillo e non ha mai abbassato lo sguardo mentre procedeva scortato dagli agenti.
Dopo la notifica degli atti - cioè delle sentenze restrittive della libertà emesse dalle procure - da parte degli uomini della Polizia di Stato, Cesare Battisti è salito su un'auto della polizia che lo sta conducendo in questura per il fotosegnalamento. Non sarà portato a Rebibbia ma nel carcere di Oristano per ragioni di sicurezza.
Battisti è smontato dal Falcon 900 atterrato dalla Bolivia circa 10 minuti dopo l'atterraggio, alle 11.50. Poco dopo l'apertura del portellone dell'aereo un gruppo di sette agenti di polizia è salito sul velivolo, mentre un'altra decina di agenti, in parte armati di mitraglietta attendeva ai piedi della scaletta, e nel giro di qualche minuto lo ha fatto scendere dall'aereo. Ad attendere l'arrivo dell'ex terrorista, all'interno dello scalo di Ciampino, il ministro dell'Interno Matteo Salvini e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Battisti è apparso tranquillo e non ha mai abbassato lo sguardo mentre procedeva scortato dagli agenti.
Dopo la notifica degli atti - cioè delle sentenze restrittive della libertà emesse dalle procure - da parte degli uomini della Polizia di Stato, Cesare Battisti è salito su un'auto della polizia che lo sta conducendo in questura per il fotosegnalamento. Non sarà portato a Rebibbia ma nel carcere di Oristano per ragioni di sicurezza.
lunedì 7 gennaio 2019
«Io, in coma etilico la notte di Capodanno: nessuno si è accorto di me»: il racconto choc di un 17enne
La morte l’ha vista in faccia la notte di San Silvestro. Se oggi può raccontare fino in fondo il suo dramma consumatosi sotto gli occhi di centinaia di persone indifferenti, troppo occupate a far baldoria in strada al punto da non accorgersi di un adolescente in coma, G. S. lo deve a tre sconosciuti: due giovani e una ragazza di colore. «Li sto cercando - dice G.S., 17enne di Poggioreale - spero che questo articolo serva a mettermi in contatto con loro. Perché se sono ancora vivo è grazie a loro».Ricostruiamo i fatti. Che cosa è successo la notte di San Silvestro? «Intorno alle due, dopo aver cenato a casa con i miei, sono andato con alcuni amici a festeggiare il Capodanno sul lungomare. Ci siamo spinti a piedi fino a Mergellina. Per strada c’erano chioschetti di ambulanti che vendevano di tutto, dalle bottiglie di prosecco a quelle di vodka. Pur non avendo mai bevuto alcolici mi sono lasciato trascinare e ho iniziato a bere. Per oltre un’ora - spiega mostrando le foto e i selfie custoditi ancora sul cellulare - non ho fatto altro che mandare giù bicchieri su bicchieri. Fino a quando ho iniziato a sentirmi male: mi girava la testa, ho iniziato a vomitare. Nemmeno mi ero reso conto di essere arrivato a Santa Lucia: e in via Palepoli mi sono accasciato su una panchina».
Condannata la "banda delle mamme rom", loro si giustificano: «Le istituzioni non ci aiutano»
Anndavano a rubare nei negozi, tenendo in braccio i loro neonati. Sono state condannate a 5 mesi di reclusione dopo un processo per direttissima le tre componenti della cosiddetta "banda delle mamme", le tre nomadi arrestate dai carabinieri dopo aver commesso furti in alcuni negozi di Rivoli (Torino) e dintorni presentandosi con i figli piccoli in braccio e nascondendo la refurtiva nelle copertine usate per proteggerli dal freddo.
Dopo la sentenza sono state tutte scarcerate. Le tre donne, di età compresa fra i 31 e i 37 anni, domiciliate nel campo nomadi di Orbassano, anche in udienza si sono presentate con i piccini in braccio. In aula si sono giustificate con il fatto che non ricevono aiuti sufficienti dalle amministrazioni pubbliche. Hanno rispettivamente 5, 6 e 7 figli. Tra la refurtiva elencata nel capo di imputazione c'erano spazzolini elettrici, ciucci e pinzette per le sopracciglia.
Dopo la sentenza sono state tutte scarcerate. Le tre donne, di età compresa fra i 31 e i 37 anni, domiciliate nel campo nomadi di Orbassano, anche in udienza si sono presentate con i piccini in braccio. In aula si sono giustificate con il fatto che non ricevono aiuti sufficienti dalle amministrazioni pubbliche. Hanno rispettivamente 5, 6 e 7 figli. Tra la refurtiva elencata nel capo di imputazione c'erano spazzolini elettrici, ciucci e pinzette per le sopracciglia.
domenica 6 gennaio 2019
Papa Francesco a Pietrelcina, la preoccupazione dell'arcivescovo: “Organizzatevi per tempo”
Sono giorni di gran fermento a Pietrelcina, il piccolo borgo sannita che ha dato i natali a Padre Pio. Sabato 17, infatti, Papa Francesco, verrà a visitare questo piccolo, suscitando la preoccupazione dell'arcivescovo di Benevento Felice Accorra che si raccomanda: “I fedeli evitino gli ingorghi”.Bergoglio, come da programma, partirà da Città del Vaticano alle ore 7:00 di sabato per atterrare a Pietrelcina un’ora dopo e tenere un discorso sul piazzale adiacente la chiesa di Piana Romana. Per quest'occasione è prevista una nutrita rappresentanza di fedeli irpini sia nel Sannio che a San Giovanni Rotondi. Si prevede quindi il pienone a Piana Romana sabato mattina, in occasione dell'arrivo di Papa Francesco.
Per questo motivo, l'arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca ha invitato i fedeli che vogliono prender parte all'evento a recarsi sul posto in tempo per limitare al minimo i disagi.Accrocca s'è così espresso in una nota inviata ai fedeli: “Carissimi, come sapete sabato 17 marzo sarà tra noi Papa Francesco, nel 50° anniversario della morte di San Pio da Pietrelcina e nel centenario dell'apparizione delle stimmate. Il Vescovo della Chiesa di Roma, che nella carità presiede a tutte le altre Chiese, verrà a confermarci nella fede, a incoraggiarci nella sequela di Cristo, a indicarci nuove mete nel nostro cammino. Noi lo accogliamo con gioia! Vi invito perciò tutti a Piana Romana per incontrare il successore di Pietro e ascoltare la sua parola. Soprattutto, vi chiedo di recarvi sul posto per tempo, per evitare gli ingorghi dell'ultimo minuto: sin dalla sera di venerdì 16 marzo, dopo la celebrazione dell'eucarestia (ore 21), i presenti si tratterranno in preghiera, vegliando e preparandosi al gioioso incontro. San Pio, figlio di questa terra, interceda per noi presso il Signore, perché possiamo essere “cristiani migliori”. In attesa d'incontrarvi a Piana Romana, tutti saluto e benedico di cuore”.
Per questo motivo, l'arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca ha invitato i fedeli che vogliono prender parte all'evento a recarsi sul posto in tempo per limitare al minimo i disagi.Accrocca s'è così espresso in una nota inviata ai fedeli: “Carissimi, come sapete sabato 17 marzo sarà tra noi Papa Francesco, nel 50° anniversario della morte di San Pio da Pietrelcina e nel centenario dell'apparizione delle stimmate. Il Vescovo della Chiesa di Roma, che nella carità presiede a tutte le altre Chiese, verrà a confermarci nella fede, a incoraggiarci nella sequela di Cristo, a indicarci nuove mete nel nostro cammino. Noi lo accogliamo con gioia! Vi invito perciò tutti a Piana Romana per incontrare il successore di Pietro e ascoltare la sua parola. Soprattutto, vi chiedo di recarvi sul posto per tempo, per evitare gli ingorghi dell'ultimo minuto: sin dalla sera di venerdì 16 marzo, dopo la celebrazione dell'eucarestia (ore 21), i presenti si tratterranno in preghiera, vegliando e preparandosi al gioioso incontro. San Pio, figlio di questa terra, interceda per noi presso il Signore, perché possiamo essere “cristiani migliori”. In attesa d'incontrarvi a Piana Romana, tutti saluto e benedico di cuore”.
Russia, spunta una voragine profonda 50 metri
E' profonda 50 metri e larga 32, la voragine che si è aperta aperta a Neledino, un'area nei pressi di Nizhny Novgorod, a ovest di Mosca, in Russia. Il cratere, scoperto per caso da alcuni contadini, secondo gli esperti non sarebbe stato causato né da un terremoto né da un'eruzione vulcanica. Il fenomeno non ha provocato vittime ma è forte la paura tra gli abitanti dei villaggi vicini.
Stati Uniti, spara e uccide la fidanzata, i due figli di lei e la nonna. Polizia sotto choc: «Una mattanza»
Sabato sera la follia è entrata in una casa del Missouri, nel Midwest degli Stati Uniti. Richard Emery, ha ucciso la fidanzata, i due figli di lei di 8 e 10 anni, e la nonna. Ha impugnato una pistola e ha fatto fuoco contro l'intera famiglia. Una sequenza di colpi che non hanno lasciato scampo a nessuno. Poco prima della mezzanotte una telefonata arriva al 911. C'è una donna dall'altra parte della cornetta che chiede aiuto. Il procuratore della Contea di St. Charles, Tim Lohmar, ha spiegato che "la prima chiamata probabilmente l'ha fatta la nonna dei ragazzi".Mentre il tenente, Tom Wilkison, ha raccontato "durante quella telefonata, l'operatore del 911 sentiva gli spari in sottofondo e le grida disperate". Quando i poliziotti sono arrivati sul posto, non c'era più nulla da fare. La scena che si sono trovati davanti era raccapricciante "una vera mattanza", hanno detto gli agenti. "Sangue ovunque". Zoe e Jonathan, di soli 8 e 10 anni, e la loro nonna, Jane Moeckel erano uno accanto all'altro, quasi a volersi proteggere. Mentre la fidanzata dell'assassino è stata centrata al petto ma era ancora viva, è morta poco dopo in ospedale. Gli investigatori stavano esaminando la scena del crimine quando hanno notato uscire da un vialetto un'auto a tutta velocità, a bordo c'era Emery.Poco distante è stato bloccato da un'altra macchina della polizia che era arrivata in rinforzo. A quel punto sono volati altri proiettili tra lui e la polizia. Ma ancora una volta ferito è riuscito a scappare. Durante la fuga ha pugnalato una donna per tentare di rubargli l'auto. Ma non è riuscito a farla partire ed ha proseguito la corsa. Dopo una caccia all'uomo di sette ore, la polizia ha ricevuto una chiamata "c'è un uomo ferito e ricoperto di sangue in un minimarket". La descrizione fisica poi combaciava con quella dell'assassino e così giunti sul posto lo hanno arrestato. I pubblici ministeri hanno presentato 15 accuse contro Richard Emery, tra cui omicidio di primo grado, aggressione e tentata rapina. "Ognuna delle accuse contro Emery comporta una pena possibile di 30 anni di carcere - ha detto il procuratore Lohmar - e la pena della morte è un'opzione prevista dalla legge del Missouri". Richard è stato portato in ospedale con due ferite da arma da fuoco, ma le autorità hanno detto "si riprenderà presto per pagare i suoi crimini". Non si conosce il motivo del gesto e forse potremmo non saperlo mai.
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