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venerdì 31 agosto 2018

Bologna, Inzaghi: "Sulla carta non c’è partita, ma il calcio...Destro titolare? Vediamo"

Bologna, 31 agosto 2018 – Prima sfida contro una big in stagione al Dall’Ara. Domani arriva l’Inter di Spalletti bisognosa di punti dopo il pareggio con il Toro e la sconfitta di Reggio, Inzaghi e il Bologna sono consapevoli delle difficoltà del match ma anche della volontà di giocarsela fino alla fine: “Loro sono una squadra costruita per vincere lo Scudetto, sulla carta non c’è partita – ha affermato in conferenza stampa – Ma il calcio è imprevedibile e sono sicuro che metteremo in difficoltà l’Inter, dovranno sudarsela. Non abbiamo nulla da perdere e ci serve la partita perfetta, se saremo liberi mentalmente potremo fare bene”.
ULTIMI DUBBI – Pippo Inzaghi sembra intenzionato a confermare una larga parte della squadra che ha affrontato il Frosinone, e probabilmente gli unici dubbi riguardano l’attacco: “Nove o dieci undicesimi saranno gli stessi – ha ammesso il tecnico – Domani risolverò gli ultimi dubbi e devo ammettere che tanti giocatori mi stanno mettendo in difficoltà. Sono soddisfatto. Attacco? Ho l’imbarazzo della scelta”. Proprio per questo, è difficile capire che Inzaghi schiererà davanti. Sarà il turno di Destro? “Potrebbe partire titolare oppure subentrare, deciderò domattina. Santander? Per noi è un giocatore importante, sta crescendo di condizione e si sta abituando al campionato italiano. Tra l’altro, per me, ha fatto meglio col Frosinone che con la Spal”.

Usain Bolt gioca 20 minuti: "Fantastico"

Usain Bolt ha debuttato nel calcio professionistico. Per 20 minuti il 32enne giamaicano è sceso in campo con i suoi Central Coast Mariners nella netta vittoria per 6-1 in un match pre-campionato. Ieri l'esordio davanti a 10mila accorsi al Central Coast Stadium, un'affluenza mai vista per una partita di pre-campionato nel piccoo nel club di Gosford, 75 chilometri a nord di Sydney. Maglietta numero 95 Bolt ha calcato l'erba dal 71', accolto dagli applausi e i fumogeni del pubblico.Gosford (Australia), 31 agosto 2018 - Alla fine c'è riuscito, l'ex velocista Usain Bolt ha fatto il suo attesissimo debutto nel calcio professionistico. Per 20 minuti il 32enne giamaicano è sceso in campo con i suoi Central Coast Mariners nella netta vittoria per 6-1 in un match pre-campionato. Il primatista mondiale dei 100 e 200 ha giocato la sua prima partita vera: "Guardate un po' chi ha fatto il suo esordio da calciatore professionista? Congratulazioni, Usain Bolt". Ha scherzato: "La folla mi ha dato entusiasmo, è stato fantastico come pensavo".
Dopo i tentativi con club in Germania, Sudafrica e Norvegia, l'ex sprinter prima si è allenato con la squadra australiana per un periodo indefinito, dimostrando di avere le carte in regola per ottenere un contratto da professionista. Ieri l'esordio davanti a 10mila accorsi al Central Coast Stadium, un'affluenza mai vista per una partita di pre-campionato nel piccoo nel club di Gosford, 75 chilometri a nord di Sydney.Maglietta numero 95 Bolt ha calcato l'erba dal 71', accolto dagli applausi e i fumogeni del pubblico, che già sogna le accelerazioni del giamaicano nel massimo campionato australiano, che inizia a fine ottobre. 

Lady Gaga, show di piume a Venezia. Alla Mostra del cinema 'è nata una stella'


Lady Gaga star del giorno alla Mostra del Cinema di Venezia. Come una vera diva la cantante si è presentata al fianco di Bradley Cooper, al suo primo esordio dietro la macchina da presa, per 'A Star is Born' di cui è protagonista. Prima di giorno, con un abito bianco stile Marylin Monroe e boccoli, poi di sera, con un ampio vestito in piume rosa, capelli raccolti e gran sorriso. All'arrivo sul tappeto rosso, il suo regista, in smoking, l'ha aiutata a scendere dall'auto, lei gli ha sistemato il papillon, per poi avviarsi insieme, tenendosi per mano. La cantante e attrice ha rifiutato l'ombrello per andare a salutare i tanti fans assiepati da stamattina lungo le transenne, fermandosi a lungo


con loro per firmare autografi e fare foto. Piume, ma solo sulla schiena, anche per Cate Blanchett, che ha calcato il tappeto rosso con un abito nero dalla profonda scollatura.

Nel film, fuori concorso, Lady Gaga veste i panni di una giovane barista dalla voce straordinaria destinata a diventare una stella - appunto - grazie all'aiuto di un grande artista pop country diventato alcolista e tossicodipendente (lo stesso Cooper). "Bradley mi ha permesso di realizzare il sogno di diventare un'attrice - dichiara lei in conferenza stampa -. È un visionario: sa bene quello che vuole. Così mi ha detto subito che sul viso di Ally, il mio personaggio, non voleva vedere trucco".

La pellicola (terzo remake cinematografico dell'incontro fortunato tra una cantante e il suo Pigmalione) segna però anche un altro debutto: quello dello stesso Cooper come cantante. "Quando l'ho sentito per la prima volta, ero al pianoforte nel mio salotto, lui ha cominciato a cantare e ho detto subito: 'sei bravissimo' - dice ancora la pop-star -. Insomma, c'è stato uno scambio: lui mi ha accettato come attrice e io come cantante".

"Per me è stata un'esperienza davvero fantastica - ricambia l'entusiasmo Cooper -. Non mi sono mai sentito a disagio come cantante perché lei mi ha sempre fatto sentire protetto. E come regista, avere a fianco una superstar come lei che accetta di fare l'attrice per la prima volta nel mio film, è stato il massimo che potessi chiedere".

Roma, crolla il tetto della chiesa San Giuseppe dei Falegnami

Roma, 30 agosto 2018 - Crollo improvviso nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma. Poco prima delle 15 ha ceduto quasi completamente la volta della struttura in Clivio Argentario, a pochi passi dal Campidoglio e da via dei Fori Imperiali, provocando una gran nube di polvere. Una tragedia sfiorata: nel momento del crollo l'edificio era chiuso al pubblico. All'interno del complesso, ma non della chiesa, c'era soltanto il parroco, che "sta bene". Non risultano dunque, al momento, feritianche se sul posto è stata chiamata un'ambulanza, in via preventiva. Sono gravi, invece, i danni alla struttura: un'ampia porzione di tetto risulta completamente distrutta, come si vede dalle foto impressionanti dentro e dall'alto dell'edificio. Con il crollo, fa sapere il Ministero per il Beni culturali, è andato perduto il soffitto a cassettoni della chiesa, mentre non è stato coinvolto il carcere Mamertino, sottostante la struttura. Non sono ancora chiare le cause del cedimento. L'ultimo restauro del tetto rislae a solo tre anni fa. Sul posto sono intervenuti, oltre ai carabinieri, i vigili del fuoco che hanno chiuso la salita che porta dai Fori Imperiali a Piazza del Campidoglio e transennato l'area. Sono comunque in corso le verifiche dei nuclei cinofili dei Vigili del Fuoco per escludere del tutto la presenza di persone. Sabato e domenica nella chiesa erano previsti dei matrimoni ed altri erano in programma la prossima settimana.ERANO PREVISTIMATRIMONI - L'immobile si trova a ridosso di Palazzo Senatorio, proprio sotto il balconcino della stanza del sindaco di Roma, da cui si affacciano le personalità in visita nella Capitale. La chiesa era spesso utilizzata per celebrare matrimoni in una cornice tra le più suggestive della città. Gli ultimi risalgono luglio, poi c'è stato lo stop per agosto e dal 1 settembre sarebbero ricominciati. "Abbiamo già avvisato le coppie - spiega il vescovo ausiliare della diocesi di Roma, mons. Daniele Libanori, che ha la sua abitazione proprio accanto alla chiesa - perlopiù romane, e i matrimoni si svolgeranno alla chiesa di S.Marco" vicino Piazza Venezia.I DANNI - La chiesa era anticamente chiamata San Pietro in Carcere, nome con cui è conosciuta dai più. Fu costruita tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 sull'antico carcere Mamertino, la prigione che, secondo l'agiografia cattolica ospitò i Santi Pietro e Paolo. Si tratta di una delle più antiche segrete di Roma, usato già al tempo degli antichi romani. A differenza di quanto comunicato in un primo momento, il carcere non avrebbe subito danni. Mentre nella chiesa le travi di legno che sostenevano il tetto sono crollate quasi tutte, invadendo i banchi dell'edificio di culto. "È crollato quasi tutto il tetto, più di tre quarti", ha spiegato il vicecomandante dei vigili del fuoco di Roma Marcello Lombardini. "La copertura in legno - ha detto - ha danneggiato le parti interne della volta sottostante". Parti che si sono accumulate quasi tutte al centro della piccola chiesetta. La chiesa, spiega la direttrice del Parco Archeologico del Colosseo Alfonsina Russo, "è di proprietà del Vicariato. La tutela è di competenza della soprintendenza archeologica del Mibac. Al parco del Colosseo compete invece il sottostante Carcere Mamertino". Il crollo del tetto ha travolto il bel soffitto ligneo cassettonato, che era del '600", spiega Russo che si trova sul posto insieme con il soprintendente archeologico Mibac Francesco Prosperetti. Che chiarisce: il carcere Mamertino non ha invece subito alcun danno. Prosperetti ha spiegato che tra la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami e il Carcere Mamertino c'é la Cappella del Crocifisso. "È questa ad essere stata danneggiata - ha precisato - ma non ha alcuna rilevanza".

Ponte Morandi Genova, la lunga scia di allarmi inascoltati

Roma, 30 agosto 2018 - Il crollo era annunciato, in tanti sapevano che il ponte Morandi non sarebbe rimasto in piedi a lungo. Sono le carte a dirlo, è la storia stessa del viadotto sul Polcevera a parlare. Il primo a lanciare l’allarme, inascoltato già allora, fu proprio Riccardo Morandi. Nel 1981 scriveva: «Le lesioni trasversali riscontrate sul ponte e in particolare sulla pila 9 fanno diminuire la sicurezza e la stabilità». Destinatario della relazione tecnica l’allora Società Autostrade. Quella perizia autorevole di 37 anni fa ora è una delle tante carte considerate «importanti» da magistrati e investigatori. Il pilone 9 è proprio quello crollato alla vigilia di Ferragosto.All'inizio degli anni ’90 l’intervento sugli stralli (i tiranti che tengono ancorate le carreggiate) del pilone 11 confermava che qualcosa non andava. E infatti lo stesso lavoro di retroffiting sarebbe dovuto partire sui piloni 9 e 10 il prossimo settembre. Ma il ponte nel frattempo è crollato, purtroppo. A ottobre 2017 il Politecnico di Milano parlava di anomalie e criticità, ma solo l’11 giugno 2018 è arrivato l’ok definitivo al progetto dalla vigilanza sulle concessioni autostradali. Nel mezzo, il 28 febbraio, la lettera del direttore delle manutenzioni di Autostrade, Michele Donferri Mitelli, che metteva in guardia il ministero sui rischi per la sicurezza legati al ritardo dell’approvazione del progetto. E il 1° febbraio il Provveditorato alle opere pubbliche di Genova riferiva già che la resistenza dei tiranti si era ridotta del 20%. Quel documento era firmato da Roberto Ferrazza e Antonio Brencich, fino alla settimana scorsa membri della commissione ministeriale sul crollo. Intervistato da QN subito dopo il crollo, Brencichha sostenuto che la struttura era debole e sarebbe stato sensato demolirla vent’anni fa anziché insistere con la manutenzione. Però, ha aggiunto, le carte del comitato tecnico non giustificavano una chiusura al traffico. Nel 1993 il sindaco di Genova Claudio Burlando, futuro ministro dei Trasporti e presidente della Liguria, aveva definito «un problema» mantenere un ponte in cemento con l’anima in ferro soggetta alla corrosione dell’aria salmastra. Per non dire dei cedimenti dell’asfalto. E infatti Burlando nel 2006 si farà promotore della costruzione di un nuovo ponte, però in acciaio: il prescelto era l’archistar Santiago Calatrava. Nulla di fatto: il ‘Morandi’ non è mai stato demolito per non bloccare il traffico.La soluzione, a detta di molti, si chiamava Gronda. Giovanni Calvini, nel 2012 presidente di Confindustria Genova, disse: «Quando tra 10 anni il ponte Morandi crollerà ci ricorderemo il nome di chi ha detto no alla Gronda». Si riferiva ai comitati vicini ai 5 Stelle e a chi sosteneva che il ponte sarebbe «rimasto in piedi altri 100 anni» e che l’ipotesi crollo era una «favoletta». Il punto è che persino Autostrade – pur ammettendo in un rapporto del 2009 l’«intenso degrado» del ponte – parlava di «assoluta sicurezza e stabilità dell’opera». Insomma, anche chi era consapevole dei rischi li ha sottovalutati o ridimensionati. È quello che sostiene l’ex senatore di Scelta civica Maurizio Rossi. Il 28 aprile 2016 presentò un’interrogazione all’allora ministro Graziano Delrio chiedendo chiarimenti sulle notizie di «preoccupante cedimento dei giunti» del ponte. Nessuna risposta.

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