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domenica 18 febbraio 2018

NOI DELLE CASE POPOLARI LO AMAVAMO

Questo personaggio è rimasto nel cuore di molti fan, che lo adorano ancora oggi moltissimi anni dopo la pubblicazione del primo fumetto della serie Hokuto No Ken, cioè dal 1983. Kenshiro vive in un mondo che, sembra, abbia superato una guerra nucleare. Lo scenario postapocalittico è relativamente privo di sorprese, uno sfondo ordinario nel quale s'inserisce un nuovo tipo di arte marziale.
Ecco che Kenshiro (da pronciare con l'accento sulla e) si trasforma in un guerriero che attraversa il mondo alla ricerca del proprio scopo, e lungo la strada aiuta chi incontra. Questo personaggio riprendeva schemi già noti all'epoca, basti pensare alla serie Kung Fu con David Carradine o ai film con Bruce Lee, ma allo stesso tempo portava una ventata di novità con una crudezza grafica ancora oggi sconvolgente.

il nostro greande napoli vince ancora

Dalla Spal alla Spal, è passato ormai un girone intero ed ancora negli occhi dei tifosi azzurri e di Maurizio Sarri c'è la gara di Ferrara per diversi motivi. Innanzitutto, una vittoria di capitale importanza con il gol decisivo di destro da parte di Faouzi Ghoulam, un inedito visto il mancino delicato dell'algerino che di lì a poco contro il City si sarebbe infortunato per la prima volta in stagione. Al Mazza il Napoli vinse cambiando modulo, cioè passando al 4-2-3-1, complice l'inserimento di Arek Milik che però quel giorno è incappato nella rottura dei legamenti del ginocchio destro dalla quale solo ora si sta riprendendo.

precisazione — "Ho letto da più parti di aver dichiarato ieri nel corso di una intervista che il giocatore Milik avrebbe 'problemi mentali'. Purtroppo il senso delle mie parole è stato frainteso - ha spiegato il medico sociale del Napoli, Alfonso De Nicola -. La mia intenzione era quella di sottolineare come sia assolutamente normale che qualunque ragazzo di 24 anni che subisca un duplice intervento al ginocchio dopo il secondo infortunio abbia bisogno del giusto tempo per ritrovare la migliore condizione psicofisica. In questi casi è naturale che tutti consiglino all’atleta di avere maggiore prudenza. Arek sta facendo un ottimo percorso, è ben seguito e molto determinato. Sono certo che presto potrà dare il suo prezioso supporto alla squadra".
PUBBLICO — Milik tornerà presto in panchina ma domani non sarà tra i convocati per il match di ritorno con la Spal. "Convocati" invece i tifosi che, dopo aver disertato il San Paolo contro il Lipsia (meno di 15.000 i presenti), saranno in massa a Fuorigrotta per spingere gli azzurri. Previsti circa 40.000 spettatori.

domenica 11 febbraio 2018

INARRESTABILE NAPOLI

NAPOLI - Prova di forza del Napoli che si riprende la testa della Serie A battendo in rimonta la Lazio per 4-1. Gli azzurri vincono l'ottava partita di fila in campionato dopo essere passati in svantaggio appena al 3' di gioco. Il gol degli ospiti è realizzato da de Vrij su assist mancino di Immobile. Il Napoli, soffre per la successiva mezz'ora, anche a causa della vena di Immobile e Milinkovic-Savic. A fine primo tempo, però, la doccia fredda per i ragazzi di Inzaghi. Lancio pregevole di Jorginho, che premia il solito movimento alle spalle della difesa di Callejon, che controlla e scaraventa il pallone alle spalle di Strakosha. L'1-1 carica il San Paolo, anche troppo, dato che Sarri viene allontanato dal campo per aver protestato platealmente dopo un fallo di Milinkovic-Savic - punito col giallo dall'arbitro Banti - sull'autore del pareggio.

Il gol a fine primo tempo, tuttavia, resta indigesto alla Lazio, che nella ripresa appare la brutta copia di quella rampante dei primi 45′. La squadra di Inzaghi è anche sfortunata, dato che il 2-1 del Napoli è frutto di un autogol di Wallace, goffo nell'anticipare Strakosha e Insigne con una scivolata sul primo palo che trasforma in rete il cross di Callejon. Il 3-1 è addirittura immediato: il gol lo realizza Mario Rui, anche se la deviazione decisiva è quella di Zielinski, inserito a inizio ripresa da Sarri per uno spento Hamsik (poi si saprà alle prese con un problema alla schiena). Il portoghese calcia da fuori e centra il polpaccio del polacco che spiazza un incolpevole Strakosha. In 13′ tra primo e secondo tempo il Napoli si porta dallo 0-1 al 3-1. La Lazio non regge l'uno-due-tre dei padroni di casa e si spegne del tutto. Non aiuta il dominio napoletano del palleggio, confermato dalle statistiche di fine partita con un impietoso 68% a 32% in favore dei padroni di casa.

Nonostante i tre cambi ravvicinati di Inzaghi, Lukaku, Caicedo e Nani, il quarto sigillo della squadra napoletana è inevitabile. Il gol è una perla: Zielinski punta l'area di rigore e con uno scavetto serve Mertens, che deve solamente accarezzare il pallone per il 4-1. E' il 73′, ma di fatto sancisce la fine della partita, dato la Lazio non è più in grado di imbastire un'azione che possa anche solo impensierire Reina. Il San Paolo si diverte celebrando ogni passaggio della banda di Sarri, che ancora una volta vince divertendo il proprio pubblico, proprio come vuole il suo allenatore.

Il Napoli si riprende quindi la testa del campionato e per la terza settimana consecutiva lo fa 'in differita' ovvero giocando dopo la Juventus, motivo di proteste da parte di Sarri nell'ultimo mese. Gli azzurri hanno realizzato sette reti in meno dei campioni d'Italia, ma hanno subito solo 15 reti, proprio come la squadra di Allegri. Battuta d'arresto preoccupante per la Lazio, la terza consecutiva, che sancisce - se ce n'era bisogno - la differenza tra le prime due e il gruppetto che si gioca il terzo, quarto e quinto posto (e attenzione a Sampdoria e al Milan in netta crescita). I biancocelesti non riescono a uscire dalla mini-crisi e, anzi, rischiano adesso il sorpasso da parte di Inter e Roma, impegnate domenica rispettivamente contro Bologna e Benevento. Probabilmente in settimana si continuerà a parlare dell'esclusione 'tecnica' di Felipe Anderson a seguito della lite con Inzaghi, ma neanche il brasiliano avrebbe potuto fare qualcosa in un secondo tempo in cui tutta la Lazio è crollata sotto i colpi del Napoli.

LE CHIACCHIERE DI CARNEVALE

INGREDIENTI PER UN VASSOIO
200 grammi di farina
2 uova
zucchero a velo
50 grammi di burro a temperatura ambiente
100 grammi di zucchero
1 limone
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 litro di olio di semi di girasole
Zucchero a velo

PROCEDIMENTO
Preparare la base impastando farina, lievito, uova, zucchero, scorza del limone e il pizzico di sale. Una volta impastato a metà, aggiungere il burro tagliato a dadini e continuare ad impastare.
Una volta che l’impasto sarà omogeneo e liscio, spolverarlo con della farina e lasciarlo riposare per 15 minuti.
Stendere l’impasto con un matterello piccolo ad un’altezza di 3 mm e dalla pasta ritagliare delle strisce lunghe quanto la lunghezza dell’impasto steso che poi vanno ritagliate ancora a metà nel caso in cui siano eccessivamente lunghe.
Scaldare l’olio per frittura e, una volta caldo, immergere le singole strisce di pasta.
Farle rosolare, scolarle su carta assorbente per eliminare l’olio quindi, una volta tiepide, cospargere con zucchero a velo.😜

VENIVA CHIAMATA L'ALCE DEL DESERTO


Dopo avervi presentato vari modelli di moto militari del passato, tra cui la rarissima Type 97 dell'esercito nipponico, proseguiamo la nostra ricerca sulle due ruote della Seconda Guerra Mondiale che probabilmente alcuni di voi conosceranno, visto che parliamo di un vero e proprio pezzo di storia del motociclismo italiano.
Mi riferisco alla Moto Guzzi 500 Alce, semplicemente conosciuta anche come Guzzi Alce, prodotta dalla casa di Mandello del Lario dal 1939 al 1943 per l'allora Regio Esercito Italiano e utilizzata dapprima dalla PAI (Polizia dell'Africa Italiana) ma poi impiegata su tutti i fronti dove combatterono le nostre forze armate. E questo dovrebbe già dirla lunga sulle qualità meccanica dell'Alce, che resistette alle sabbie del deserto libico e ai rigori delle steppe russe, dove fu utilizzata in ogni reggimento operativo come mezzo esplorante e come moto prediletta dai bersaglieri motociclisti.Nata per sostituire la GT 20, venne prodotta in oltre 6000 esemplari (pensate che differenza rispetto ai 90 mila della controparte statunitense, l'Harley Davidson WLA) in versione monoposto, biposto, sidecar e addirittura motocarro: quest'ultimo, chiamato Trialce, poteva trasportare sul pianale ben 400 kg di peso e com'è facile intuire venne utilizzata per i compiti più disparati; postazione radio mobile, mezzo smontabile aviotrasportato, per trasportare feriti, mitragliatrici e qualsiasi tipo di equipaggiamento.L'Alce era un monocilindrico (con cilindro orizzontale) da 500 centimetri cubici che erogava 13 cavalli in grado di spingere i ben 178 kg della versione monoposto a ben 90 chilometri orari in quarta velocità: il serbatoio aveva una capacità di 13,5 litri e l'autonomia era di circa 300 chilometri.
Tra gli "optional" in alcune versioni (specialmente quelle dei bersaglieri) c'era una mitragliatrice Breda installata sul perno della forcella anteriore. Una gran moto che si rivelò robustissima in ogni condizione e che "sopravvisse" ai campi di battaglia, tanto che nel '46, a guerra finita, la produzione riprese quando venne posta in commercio la Superalce.
Curiosità da MotoCult: un modello restaurato della Moto Guzzi Alce venne utilizzata anche durante le riprese de "Il mandolino del Capitano Corelli", con Nicolas Cage(vedere ultima foto della gallery), ambientato a Cefalonia durante la famigerata strage della Divisione Aqui.

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