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domenica 11 novembre 2018

L'11 novembre 2018 ricorre il trentennale della strage di camorra di Ponticelli

Strage di Ponticelli del 1989, quattro innocenti vittime di camorra: domenica il quartiere si ferma

L'11 novembre 2018 ricorre il trentennale della strage di camorra di Ponticelli in cui persero la vita Gaetano De Cicco, Salvatore Benaglia, Domenico Guarracino e Gaetano Di Nocera. Il Comune di Napoli, insieme alle realtà aderenti al presidio Libera Ponticelli  "Vittime 11 Novembre", Libera Campania e Coordinamento Campano Vittime Innocenti della Criminalità, organizza una serie di appuntamenti dedicati alla Memoria per i giorni 11 e 12 novembre che si concluderanno con la marcia per le strade del quartiere insieme agli  studenti delle scuole del territorio e alla società civile. L'11 novembre 1989 un commando di camorra sparò all'impazzata all'interno e nelle vicinanze del bar Sayonara: morirono sei persone, quattro estranee alla camorra. Furono ferite tre persone (tra queste una bambina). Nel 2011, ventuno anni dopo, fu arrestato colui che venne ritenuto il mandante, Ciro Sarno, all'epoca boss, ora collaboratore di giustizia. In basso la foto dell'arresto. 


 Strage di Ponticelli del 1989, quattro innocenti vittime di camorra: domenica il quartiere si ferma
PROGRAMMA DELLA GIORNATA DI MEMORIA - Il programma parte dalle ore 13:45 dell'11 novembre con l'accoglienza dei ciclisti partecipanti all'iniziativa "A ruota Libera", biciclettata cittadina della memoria che terminerà sul luogo dove sorge il monumento per le vittime di Ponticelli. La giornata riparte alle ore 18,30 con un Momento di Memoria in Piazzetta Egizio Sandomenico e si concluderà con un Concerto dove si esibiranno i Ventinove e Trenta, le Radici ed il cantautore Nando  Misuraca alle ore 19,30. 

Il 12 mattina alle ore 10:00 si terrà l'ottava Marcia in Memoria delle Vittime dell'11 novembre 1989 con partenza da Viale Margherita e  conclusione in piazzetta Egizio Sandomenico, luogo della strage, dove sorge la statua a loro dedicata inaugurata l'11 Novembre 2015. La giornata si concluderà alle ore 12:30 in piazzetta Egizio Sandomenico alla presenza dell'assessore regionale all'Istruzione e le Politiche Giovanili  Lucia Fortini, dell'Assessore del Comune di Napoli ai Giovani e al Patrimonio Alessandra Clemente, dell'Assessore all'istruzione Annamaria Palmieri, dell'Assessore allo Sport Ciro Borriello e dell'Assessore alla Cultura Nino Daniele.

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Cinquantamila euro in casa: vendeva cocaina "porta a porta" „ I poliziotti di Torre del Greco hanno pedinato per giorni un 29enne. Quando hanno accertato lo spaccio hanno perquisito i suoi vestiti, la sua auto e la sua abitazione. Chili di droga e migliaia di euro in contanti “ Potrebbe interessarti: https://www.napolitoday.it/cronaca/spacciatore-torre-greco-arrestato.html Seguici su Facebook: https://www.facebook.com/NapoliToday

Cinquantamila euro in casa: vendeva cocaina "porta a porta"

Ieri pomeriggio gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. Torre del Greco hanno arrestato G.I., 29enne, pregiudicato, responsabile di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente. Un'indagine ha consentito agli operatori di notare un’autovettura Toyota, raggiungere Torre del Greco già dal giorno 2 novembre scorso. Un servizio di appostamento e pattugliamento nelle aree di confine tra i Comuni di Torre del Greco ed Ercolano, ha permesso agli agenti di individuare l’autovettura Toyota, seguirla e notare che il conducente, giunto in via De Nicola, raggiungeva una persona ferma all’incrocio, si scambiava qualcosa con lo stesso che si dileguava rapidamente.

Ritenendo comprovata l’attività di spaccio i poliziotti bloccavano l’uomo e procedevano ad una perquisizione personale estesa anche alla vettura. Occultato negli slip del giovane rinvenivano un involucro di cellophane contenente 8 bustine termosaldate con all’interno sostanza polverosa bianca; nell’autovettura, riposto in un piccolo borsello nero, un altro involucro di cellophane con 25 dosi, confezionate sempre in bustine termosaldate, della stessa sostanza che al narcotest è risultata essere cocaina.

Inoltre nello stesso borsello era stipata la somma di € 455.00, in banconote di piccolo taglio, compatibili con l’attività di spaccio. La doverosa perquisizione domiciliare, condotta dagli agenti nell’appartamento dove alloggiava l'uomo, ha concesso di recuperare, in una scarpiera allocata nella sua stanza da letto, un involucro avvolto da nastro da imballaggio contenente 1035 grammi di hashish, divisi in dieci panetti da circa 100 grammi ciascuno; nell’armadio, in un borsello € 3020.00 in banconote di piccolo taglio ed in una busta, sempre riposta nello stesso armadio, la considerevole somma di 42.650.00 euro, in banconote di piccolo taglio.

Considerando il “volume d’affari”, i poliziotti hanno esteso la perquisizione al garage di pertinenza dell’abitazione rinvenendo, in un borsone, sostanza erbacea verde, risultata al narcotest Marijuana, per un peso di 2 kilogrammi. In un altro borsone un fornellino elettrico, un bilancino di precisione, una forbice, un coltellino a scatto con lama annerita, un cucchiaino, una bilancia per uno peso fino a 5 kg., buste in cellophane ed un accendino.



Tutto il materiale rinvenuto, sia lo stupefacente che il danaro sono stati sequestrati e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria. Anche l’autovettura utilizzata è stata sequestrata. Il 29enne è stato arrestato e, come disposto dall’autorità giudiziaria competente tempestivamente informata, associato presso la casa Circondariale di Napoli Poggioreale

 

venerdì 9 novembre 2018

Terrorismo a Melbourne, fa esplodere auto e accoltella a morte un passante prima di essere ucciso dalla polizia

Sangue in centro a Melbourne, in Australia, per un assalto di stampo terroristico che avrebbe potuto avere un bilancio ben peggiore dei due morti finora registrati: nel pomeriggio, con Bourke Street piena di passanti per lo shopping, un terrorista somalo, al grido di «Allahu Akbar» (Dio è il più grande), ha appiccato le fiamme alla propria auto e ha accoltellato tre persone prima di essere centrato dalla polizia con un colpo di pistola. Uno dei passanti è morto sull'asfalato, mentre l'aggressore ha fatto la stessa fine poco dopo in ospedale.

L'assalto è stato poi rivendicato dall'Isis attraverso l'agenzia dell'Isis, Amaq: 
«L'uomo armato di pugnale che ha
ucciso una persona e ne ha ferite altre due oggi a Melbourne era un «combattente» dello Stato Islamico
».



L'uomo ha innescato l'incendio del pick up con un ordigno esplosivo che per fortuna non ha fatto esplodere le bombole di gas propano liquido che il terrorista, vestito con abiti di foggia araba, aveva caricato sul mezzo.

L'assalitore ha poi accoltellato le prime persone che ha trovato nei pressi di un affollato centro direzionale. Un passante, in attesa della polizia, si è difeso scagliandogli contro un carrello da supermercato. Un agente gli ha poi sparato, colpendolo al petto,  quando l'africano si è rifiutato di gettare il coltello con cui minacciava i poliziotti.

Napoli, Ancelotti come Mourinho: «Basta insulti negli stadi»

«Capisco Mourinho, non si può essere insultati per 90 minuti». Carletto non se lo fa ripetere due volte. E alla domanda del Mattino la getta prima sull'ironia mimando proprio Mou e il suo gesto e ripete: «Non ho capito bene». Poi diventa serio. «Essere insultati per 90' non fa piacere, la reazione di Mourinho non è stata volgare ma ironica e ci può stare. Il problema vero è che si tende a offuscare sono gli insulti. E non mi riferisco solo allo Juventus Stadium, è una cultura del calcio italiano. Basta».Poi Ancelotti parla dell'impegno che attende il Napoli a Marassi. «Una prova di maturità, perché non è semplice passare da una notte in Champions con il Psg a una notte a Marassi». Avverte ancora: «Con il Genoa è un'insidia pericolosa perché andiamo in uno stadio nel quale abbiamo brutti ricordi, il Genoa è in un momento di difficoltà e sarà motivatissimo, l'ambiente supporterà al 100% la propria squadra. Adesso la Juve è in fuga perché ha avuto una continuità straordinaria e a noi ci tocca rincorrere e fare il massimo per riavvicinarci il più possibile». Preoccupato. «La Champions toglie tante energie, occorre uno sforzo supplementare per eliminare gli imprevisti. Ma è un rischio che devi correre perché giochi la competizione più importante al mondo. I cambi? Ne faremo qualcuno in meno»​.

Di Maio: in caso di condanna Raggi si deve dimettere, codice parla chiaro

Il sindaco di Roma, in caso di condanna domani al processo che la vede imputata per falso in relazione
alla nomina del fratello di Raffaele Marra, dovrà dimettersi. Lo ha confermato il leader grillino, Luigi Di Maio.

«Per quanto riguarda il sindaco di Roma, io non conosco l'esito del processo ma il nostro codice di comportamento parla chiaro e lo conoscete», ha detto il vicepremier rispondendo a una domanda sul processo. Secondo un'interpretazione del codice etico M5S in caso di condanna la sindaca dovrebbe dimettersi.

Napoli, de Magistris riceve il nuovo comandante regionale della Guardia di Finanza

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha ricevuto, questa mattina, nella sua stanza, il Generale di Divisione Virgilio Pomponi, nuovo comandante Regionale Campania della Guardia di Finanza. Il sindaco de Magistris ha fatto gli auguri personali e di tutta la città al Generale per il nuovo incarico «assicurando la massima collaborazione dell'Amministrazione Comunale a tutte le attività della Guardia di Finanza. Al termine dell'incontro il tradizionale scambio dei Crest istituzionali».

Napoli Est ostaggio dei cantieri: auto in sosta selvaggia e traffico in tilt

Traffico in tilt, autisti arrabbiati e poca sicurezza per i pedoni. È questa, in poche parole, la (stra)ordinaria situazione che si presenta in via Galileo Ferraris e via Emanuele Gianturco, strade principali della zona industriale. Sono i cantieri attivi a paralizzare il flusso dei veicoli che si spostano verso il centro città.L’ente comunale ha disposto, fino all’8 dicembre per via Ferraris e fino al 28 febbraio 2019 per via Gianturco, un dispositivo di traffico per permettere la prosecuzione dei lavori in sicurezza. Uomini all’opera con mezzi pesanti, mentre la carreggiata viene lavorata metro dopo metro: si scava per rimettere a nuovo il sistema fognario, i punti luce, i rientri per i parcheggi, eccetera. Insomma, tutto il necessario per rendere funzionale una arteria importante non solo per il quartiere ma per tutta la zona orientale di Napoli. Queste due strade, difatti, rappresentano uno snodo importante, interessate ogni giorno dal passaggio di migliaia di veicoli per raggiungere il centro città o il più vicino Centro Direzionale. Intasato il tratto di via Ferraris compreso tra via Brecce a Sant'Erasmo e via Gianturco lungo il quale è stato disposto il senso unico di marcia verso il centro e, ovviamente, il limite di trenta chilometri orari. Proprio il restringimento della carreggiata utilizzabile e la presenza di mezzi pesanti in movimento blocca il traffico: di mattina, e nelle ore di punta, la coda ha principio già all’altezza della rotatoria con via Imparato e anche chi proviene dalla rampa autostradale resta bloccato.

Non va meglio in via Emanuele Gianturco, già a partire dal complicato incrocio semaforizzato con via Ferraris. Anche qui la presenza di barriere metalliche rende più difficile lo scorrimento dei veicoli, specie quelli più grandi come tir e autobus. Il doppio senso di circolazione nella semicarreggiata non occupata dal cantiere, in realtà, si presenta poco sicuro anche per i pedoni che sono costretti a fare lo slalom tra una voragine e l’altra, un dissesto e l'altro. Si allungano i tempi di percorrenza e c’è chi sceglie percorsi alternativi, come Dino Di Palma, ex presidente dell'ex Provincia di Napoli nonché medico, che in un post su Facebook lamenta: «Per raggiungere l'ambulatorio sono costretto a prendere la superstrada dei comuni vesuviani. La percorrenza è diventata di 17 Km. Certo – scrive con ironia - vedo il Vesuvio, la campagna, ma impiego circa 40 minuti ogni tratta».

lunedì 1 ottobre 2018

Pd, 70mila alla manifestazione a Roma. I militanti: "Vogliamo unità". Martina: "A noi piacciono le piazze non i balconi"



La base quindi chiede la fine delle liti tra le varie correnti. "Non pronuncerò una parola sull'unità - ha aggiunto il leader tra gli applausi -, perché quando sei dirigente ci sono cose che non devi dire agli altri ma devi praticarle. A noi serve una svolta, perché contro questa destra non basta quello che siamo stati finora". Da registrare l'abbraccio tra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, dopo la freddezza degli ultimi mesi e l'abbraccio tra il segretario Martina e Renzi e tra Martina e Gentiloni.Martina ha fatto anche autocritica. "Da questa piazza io voglio dire a tanti elettori del centrosinistra che il 4 marzo non ci hanno votato: abbiamo capito. Adesso, però, ci date una mano perchè l'Italia non può andare a sbattere per colpa di questi che governano in modo folle. Abbiamo capito la lezione, voltiamo pagina, guardiamo avanti. L'antidoto a tutto questo siete voi. Questa è la piazza del risveglio democratico, è la piazza della speranza, del cambiamento, della fiducia, dell'orgoglio, del futuro", ha aggiunto, felice per avere scongiurato il flop pronosticato da Salvini, che ieri sera a Latina aveva parlato di "una manifestazione di quattro gatti". Così non è stato: la piazza era piena, appassionata, con gente accorsa da tutta Italia (e più tardi stizzito Salvini ha commentato "il Pd non esiste").

Olimpiadi 2026, l'Italia candida Milano-Cortina

MILANO - "Il Coni ha ufficializzato che la candidatura italiana per i giochi olimpici invernali 2026 sarà quella di Milano-Cortina": lo ha annunciato durante la riunione della Giunta regionale il presidente della Lombardia Attilio Fontana. "Quella di Lombardia e Veneto sarà quindi la candidatura italiana per le Olimpiadi del 2026. Era una notizia che aspettavamo, siamo molto felici. Adesso dobbiamo cominciare a lavorare alacremente perché la candidatura venga approvata anche dal CIO", ha aggiunto Fontana.

Esulta anche il presidente del Veneto, Luca Zaia: "Questa mattina ho parlato con il presidente del Coni Malagò, il quale mi ha annunciato ufficialmente la sua firma sull'atto di candidatura Milano-Cortina alle Olimpiadi della neve 2026" ha detto all'ANSA. "Siamo ovviamente felicissimi di questa scelta. Ringrazio il governo, il Coni e tutti gli interlocutori che in questi mesi hanno lavorato per questa candidatura che onoreremo lavorando a testa bassa perché rimanga nella storia come un'Olimpiade memorabile. Avanti tutta!".

Asia Argento: "Bennett mi è saltato addosso, ero pietrificata"

Quando ci incontrammo in albergo gli dissi: va bene Jimmy, possiamo magari fare un film insieme, posso trovarti una parte, lui si illuminò e in quel momento ci abbracciammo. Poi incominciò a baciarmi e toccarmi in una maniera che non era quella di un bambino con la mamma, ma quella di un ragazzo con gli ormoni impazziti. Aveva una pulsione sessuale nei miei confronti e sentire questa cosa da lui, che per me è sempre stato come un figlio, mi ha congelato, non me l'aspettavo. Mi è saltato letteralmente addosso. Mi ha spogliata, mi ha messa di traverso sul letto, mi è salito sopra e abbiamo fatto sesso completo senza usare neanche il preservativo. Io ero fredda ed immobile. Dopo mi ha detto che ero il suo desiderio sessuale da quando aveva 12 anni". Così Asia Argento parla dell'incontro con il giovane attore che l'ha accusata di averlo stuprato durante l'intervista di Massimo Giletti a 'Non è l'Arena' su La7.

Asia Argento, lacrime in tv: "Mi hanno detto pedofila, uno stigma. Voglio tornare a X Factor, accuse false"Asia ha condotto la sua difesa a tutto campo, ha ribattuto a tutto confessando che l'accusa che l'ha più colpita è "il fatto di essere stata chiamata pedofila, uno stigma, non so nemmeno come riesco a stare in piedi, dovrei stare bocconi. I miei figli hanno sofferto tantissimo, per evitare il bullismo ho mandato mio figlio a vivere negli Stati Uniti con il padre". Vestito nero accollato, scarpe con il tacco, Asia siede di fronte a Giletti, in piedi di fronte a lei. "Per lei non è stato un anno semplice, ma dopo che abbiamo ascoltato quella di Jimmy Bennett è giusto che sentiamo anche la sua verità". E Asia: "Ascoltare Bennett mi ha fatto arrabbiare un po' ma soprattutto mi ha fatto pena vedere i suoi occhi vitrei, non c'era espressione sul suo volto, mi ha ricordato il bambino che ho conosciuto e non ha proseguito carriera... un'anima persa insomma".Tutto finisce e Asia non riesce a capire come sia potuto accadere, lo invita a pranzo, Giletti incalza: "Ma anche andarci a mangiare, come ha fatto?", le chiede; "lo invitai a pranzo per normalizzare la situazione, cercando di normalizzare questo momento abnormale in cui ero stata assaltata. La foto? Sono più traumatizzata io... mi sono sentita usata, farà vedere che è andato con la milf di turno". "E la foto al ristorante abbracciati? - chiede Giletti - anche tu mi sembri serena": "Era tornato il bambino a cui volevo bene...".

Indonesia, tsunami dopo il terremoto: le onde travolgono tutto

Circa 1.200 detenuti indonesiani sono fuggiti da tre diverse prigioni nella regione di Sulawesi devastata da terremoto e tsunami. L'evasione di massa è avvenuta dopo il maremoto; il funzionario del ministero della Giustizia, Sri Puguh Utami ha detto che i detenuti sono fuggiti da due strutture usate in sovracapacità a Palu e un'altra a Donggala, un'area colpita dal disastro."Sono sicuro che sono fuggiti perchè temevano che sarebbero stati colpiti dal terremoto, questa è sicuramente una questione di vita o di morte per i prigionieri", ha detto.Nella struttura di Donggala si è scatenato un incendio e tutti i 343 detenuti sono in fuga, ha detto Utami. La maggior parte dei detenuti sono stati incarcerati per reati di corruzione e droga. Cinque persone condannate per crimini legati al terrorismo erano state trasferite dalla prigione pochi giorni prima del disastro.

AUMENTA LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE, NUOVO RECORD DEL LAVORO A TERMINE



MILANO - Per la prima volta dal 2012 il tasso di disoccupazione sfonda la soglia del 10% e cala in agosto al 9,7%, miglior dato dal gennaio di sei anni fa. Lo evidenzia l'Istat nel suo aggornamento mensile sottolineando che il calo è di di 0,4 punti percentuali su luglio e 1,6 punti su agosto 2017. I disoccupati sono diminuiti sul mese di 119.000 unità a 2.522.000 mentre sono calati di 438.000 unità su agosto 2017. Sulla flessione mensile pesano sia l'aumento congiunturale degli occupati (+69.000 su luglio) sia l'aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+46.000).AUMENTA LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE, NUOVO RECORD DEL LAVORO A TERMINEIn lieve calo invece il dato sulla disoccupazione giovanile, cioè la percentuale di giuvani nella fascia 15-24 anni che cerca lavoro e non lo trova. Non si ferma invece la corsa del lavoro a termine. Nel mese - rileva l'Istat - gli occupati a tempo determinato erano 3.143.000 con una crescita di 45.000 unità (+1,5%) su luglio e di 351.000 unità (+12,6%) su agosto 2017. E' record dall'inizio delle serie storiche (dal 1992). Per il lavoro dipendente "permanente" si è registrata una crescita di 50.000 unità su luglio e un calo di 49.000 unità su agosto 2017.

giovedì 13 settembre 2018

Prima morte in Italia per eroina sintetica, allerta massima



Un'allerta di grado 3 (massimo) è stata diramata dall'Istituto Superiore di Sanità per conto del dipartimento Antidroga della presidenza del Consiglio, per la morte nell'aprile 2017 a Milano di un uomo di 39 anni causata da un'overdose di una eroina sintetica. E' la prima volta che in Italia si riscontra la presenza della molecola ocfentanil. Ma non si escludono altri decessi anche precedenti a questo.


"Trattandosi di una molecola nuova non vi erano fino a qualche tempo gli standard e i metodi per metterla in evidenza, quindi è possibile che potrebbe esserci stato qualche decesso nel periodo in cui non vi erano questi standard", spiega Roberta Pacifici, direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell'Iss.

A pubblicare l'allerta, sulla quale campeggia la scritta "vietata la divulgazione e la pubblicazione sul web" e a lanciare quindi l'allarme è stato un medico, Ernesto De Bernardis, sul blog Dedizioni della Sitd, Società italiana Tossicodipendenze. "Noi addetti ai lavori - aggiunge - siamo stati avvertiti con un anno e mezzo di ritardo. Avremmo dovuto saperlo prima per avvisare i consumatori dei rischi legati alla presenza nel mercato italiano di questi derivati sintetici molto più potenti dell'eroina, e quindi con rischio molto maggiore di overdose e decesso".

Fontana: "Cambieremo sistema di allerta" - "Ho chiesto al Dipartimento per le politiche antidroga di elaborare uno studio di fattibilità per il potenziamento del sistema di allerta che si dovrà necessariamente adeguare alle nuove evidenze in ambito scientifico". Lo annuncia il ministro per la Famiglia con delega alle Politiche antidroga, Lorenzo Fontana.

Crollo ponte, pm: "Eʼ possibile che aumenti il numero degli indagati"

Il numero delle persone indagate per il crollo del ponte Morandi di Genova"potrebbe ancora aumentare". Lo ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi, ricordando che al momento sono venti gli iscritti nel registro degli indagati. Sono fissati per venerdì gli interrogatori dei membri del comitato tecnico del provveditorato alle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Valle D'Aosta."No campagna elettorale sul ponte Morandi" - "Non si fa campagna elettorale sul ponte di Genova, non sulla pelle dei genovesi. Vogliamo che il ponte venga ricostruito nel piu' breve tempo possibile e nel modo migliore con il bellissimo progetto donato dall'architetto Piano", ha aggiunto il governatore e commissario per l'emergenza. "Non voglio dover dire 'salvateci dai salvatori' - ha detto riferendosi alla nomina del nuovo commissario - o che qualcuno pensi di avere la bacchetta magica e venire a Genova a imporre soluzioni. L'unica stella polare dev'essere ricostruire il ponte".

Autostrade: "I ponti li sanno fare tutti, noi i più veloci" - "I ponti li sanno fare tutti, noi pensiamo di avere una capacità esecutiva veloce, come dimostrato con la ricostruzione del tratto autostradale dopo l'esplosione della cisterna di gpl a Bologna". Così l'a.d. di Atlantia e Autostrade, Giovanni Castellucci, ha risposto a Porta a Porta al conduttore che chiedeva se Fincantieri e Italferr possono fare meglio di Autostrade nella ricostruzione del ponte di Genova. "Questi - ha precisato Castellucci - non sono ponti di complessità tecnica particolarmente elevata".

"Farò di tutto per far emergere la verità" - "Farò di tutto affinché emerga la cosiddetta verità, affinché sia fatta chiarezza su cosa, perché, sulle cause e le colpe del crollo", ha proseguito Castellucci. "Daremo il massimo supporto perché chi è titolato a definire di chi è la colpa lo possa fare. La responsabilità però ce la sentiamo tutta. Avevamo in gestione il ponte e non siamo stati in grado di scongiurare la tragedia. Che ci colpisce e la responsabilità ce la terremo dentro a lungo. Per parlare di colpa, però, bisogna capire cosa è successo".

Spunta l'ipotesi Mc Donald's Arena: primi approcci col colosso che finanzierebbe lo stadio

Novità importanti in chiave stadio. Secondo i colleghi di Cronache di Napoli, infatti, negli ultimi pare siano nati primi approcci della società con la Mc Donald's. Il colosso statunitense sembrerebbe interessato a finanziare la costruzione del nuovo impianti che, ovviamente, si chiamerà Mc Donald's Arena. Progetto in fase embrionale, semplicemente un'indiscrezione tutta da verificare dato che, come spesso ha ribadito De Laurentiis, la cosa più importante da fare è individuare un'area dove costruire il nuovo stadio.

Uovo sul viso ad una donna: accaduto anche a Napoli

Uovo sul viso ad una donna: accaduto anche a Napoli
È ormai diventata una pericolosa “moda” in tutt'Italia ed anche Napoli deve far fronte ad una nuova emergenza. Si tratta dei giovani che lanciano uova dirette al viso dei passanti. A farne le spese è stata una consulente legale 32enne che è stata colpita nella notte tra il 12 ed il 13 settembre a via Carducci. La donna ha denunciato tutto ai carabinieri di Largo Ferrantina e la sua storia è stata riportata dal Mattino.

 
La legale è stata avvicinata da un'auto bianca con a bordo quattro ragazzi. Uno dei balordi ha abbassato il finestrino e le ha lanciato l'uovo. L'ha colpita ad un occhio. La donna ha avvertito subito un forte dolore tanto da pensare di essere stata colpita con un pugno. È stato solo un caso che non abbia riportato gravi conseguenze all'occhio. Le indagini sulla vicenda sono affidate ai militari che dovranno scoprire gli autori del raid e capire se ci siano stati altri episodi non denunciati.

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mercoledì 5 settembre 2018

New York Times: «Roma sporca e invasa dai gabbiani». Raggi: «La riporto all'antico splendore»

Il sindaco di Roma Virginia Raggi risponde al New York Times e assicura: lavoro per riportare Roma all'antico splendore.

Interpellata sull'articolo del New York Times che ha parlato della Capitale come una città sporca e invasa dai gabbiani, Raggi ha detto: «Questo è un tema che abbiamo affrontato da subito. Purtroppo la raccolta differenziata di Roma, che è stata organizzata negli anni precedenti un po' a singhiozzo, ha portato a una serie di drammi che stiamo pian piano risolvendo». Per il sindaco «dovremmo recuperare l'orgoglio di essere romani, Roma è una grandissima città, bellissima, abbandonata per anni. Noi ci siamo rimboccati le maniche e stiamo facendo di tutto per riportare la città agli splendori che merita. Ci vuole un po' di tempo, perché è molto grande».

«Roma ha un obiettivo: ritornare a essere una città vivibile e gradevole. Tra l'altro mi sembra che di recente un sondaggio abbia detto che rispetto al gradimento dei turisti Roma stia scalando posizioni. Non abbiamo risolto tutti i problemi di Roma, siamo solo ai primi due anni di mandato, ce ne sono ancora tre, andiamo avanti - ha aggiunto Raggi parlando a Radio Radio -. Le critiche che ci aiutano a migliorare le facciamo nostre, quelle fatte solo per distruggere ce le facciamo scivolare addosso».

Parlando della nuova raccolta differenziata in fase di espansione in città, Raggi ha mostrato una «foto del quartiere ebraico il primo quartiere dove è arrivata, che mostra sia come era prima, sia com'è. Il quartiere è pulito con la nuova raccolta differenziata. Entro fine anno copriremo con questo sistema 500 mila abitanti. Roma è immensa e noi stiamo procedendo per tappe», ma con un «piano serrato». La prima cittadina ha parlato anche del cambio dei «sacconi» dell'immondizia in centro, annunciato oggi dall'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari anche in funzione "anti-gabbiani". «Dovremmo aver trovato un modello che mette d'accordo tutti e che evita lo scempio dei sacchi che si bucano - le parole di Raggi -. Sono piccole cose ma seppur piccole aiutano a migliorare il decoro della città». 

Ilva, Di Maio: «Sono ore delicate, ma avremo buoni risultati»

Di Maio ha ribadito che la gara presenta profili di illegittimità ma che può essere annullata solo se viene a mancare l'interesse pubblico, «una supercazzola»: così «se il tavolo raggiunge risultati su ambiente e lavoro, la gara non può essere revocata per legge».

Flat tax e pace fiscale 
La Flat tax e la pace fiscale «sono tutti argomenti da contratto, ci siamo detti due cose su queste misure: devono aiutare i più deboli se favoriscono i più ricchi non va bene. Ma questo lo abbiamo già chiarito quando siamo intervenuti nel contratto di governo e quindi non è una novità che sono due misure che la Lega vuole portare avanti», ha detto il vicepremier.

Corrotti e corruttori
«Non vedranno più lo Stato»: vale per politici e dirigenti pubblici ma anche per gli imprenditori con appalti nella pubblica amministrazione
», ha detto Di Maio sul decreto anti-corruzione che sarà varato «entro la settimana». «Il decreto anti corruzione toglie le mani dalla marmellata a tanta gente - ha detto il vice premier Luigi Di Maio parlando del decreto in arrivo entro la settimana - e se vieni preso con le mani nella marmellata non vedi più lo Stato, se sei un politico o un dirigente pubblico.

«La normativa - ha spiegato Di Maio - prevede anche i poliziotti infiltrati e sotto copertura. I primi a chiedermelo sono stati gli imprenditori onesti che vogliono che un prenditore disonesto non debba più mettere mano negli appalti dello Stato. Sono leggi di civiltà. La lotta alla corruzione i permette anche di risparmiare soldi per un Paese che perde decine di miliardi l'anno su questo capitolo. Se non c'e merito in Italia è anche perchè c'è corruzione
».

Deficit
«Stiamo decidendo come spendere i soldi che abbiamo e quanto utilizzare di investimenti in deficit per soddisfare quello che abbiamo garantito nel nostro Contratto di governo», ha aggiunto il vice premier che sul tetto del deficit al 3% dice:«Vedremo in base alle esigenze». «Taglieremo tutto quello che non serve nei ministeri e nella spesa improduttiva - ha aggiunto - Poi tutto quello che ci serve in più dovrà essere oggetto contrattazione con Ue. Inizia una fase in cui l'Italia a quei tavoli chiede di raggiungere degli obiettivi» 

LIBIA

Un appello al rispetto del cessate il fuoco in Libia è stato lanciato da Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti a «tutte le parti in causa» in una nota congiunta dei rispettivi governi in cui, oltre a sottolineare il risultato raggiunto, si auspica la riconciliazione e la ripresa di un processo politico di pace a guida libica. «I governi di Francia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti salutano il risultato della mediazione raggiunto oggi dalla missione di supporto dell'Onu mirata a una de-escalation delle violenze a Tripoli e nei dintorni, e ad assicurare la protezione dei civili».

«Ribadiamo il nostro forte sostegno al rappresentante speciale del Segretario generale in Libia, Ghassan Salamè - aggiunge la nota congiunta - nel suo sforzo per realizzare una immediata e duratura cessazione delle ostilità nella capitale libica, passo decisivo per portare avanti il processo politico in accordo con il Piano di azione delle Nazioni Unite».

«Come ha sottolineato il Segretario generale il 2 settembre scorso - prosegue la nota - tutte le parti devono immediatamente cessare le ostilità e rispettare l'accordo di cessate il fuoco promosso dalle Nazioni Unite. Facciamo appello a tutte le fazioni libiche affinchè sia evitata ogni azione che possa pregiudicare l'odierno annuncio di cessate il fuoco, mettere a repentaglio la sicurezza dei civili o far arretrare gli sforzi libici di portare avanti il processo politico e procedere in uno spirito di compromesso». «Ribadiamo anche il supporto al presidente del Consiglio di presidenza, Fayez al-Sarraj, e al governo libico di accordo nazionale - conclude la nota - nel loro sforzo, in collaborazione con le Nazioni Unite, per promuovere la riconciliazione e sostenere un processo politico a guida libica».

La moda al museo di Napoli per i 20 anni di Versace

La Magna Grecia rivive nelle camicie di seta di Gianni Versace in una fashion performance in abito d’incenso tra iconografie e ossimori.Lo stilista di origini calabresi entra nelle sale del Museo Archeologico Nazionale, profumate per l’occasione dell’aroma delle chiese, suggestioni olfattive di  Simona Scalella del brand partenopeo Mansfield in una serata-memorial a 20 anni dalla scomparsa dello stilista. L’esposizione curata da Sabina Albano si intitola «Dialoghi/Dissing» (al Mann fino al 20 settembre) e porta alla luce, come reperti la collezione privata di abiti e oggetti vintage di Antonio Caravano. Ieri sera una cascata di colori è emersa da panel e plinti neri in un ambiente inaspettato in un’esposizione che ha visto incedere dallo scalone dell’atrio modelli alternati a ipertatuati e persone comuni selezionate in strada, espressione dei tratti somatici del Sud, per unire i canoni contemporanei a quelli passati. Dieci abiti, ceramiche di Rosenthal, poltrone Vanitas, accessori che dialogano con l’archeologia e il tributo alla maison con le camicie di seta stampata scomposte, la prossima stagione, in composizioni remix.Tendenza che ha ispirato anche la scelta della musica della serata di Lunare Project in un mix fino al ‘97 e soprattutto l’inedito «Yo soy la moda», proiettato su tre schermi scomposti, di Grazia Raimo dei Safylle, Pippo Cyborg-Dub Master e il rapper napo-dominicano Marvin Florian, detto El Koyote: dissing virtuoso in chiave musicale in continuità con il concept della mostra. Dopo filari di manichini, con accanto l’equivalente artistico, costeggiati dagli acquerelli di Bruno Gianesi e Manuela Brambatti, i designer cari a Gianni Versace, isolata sullo sfondo si scorge la corta tunica in oroton o metalmesh, materiale inventato dallo stilista ispirato alle cotte dei pancerni e ai guanti degli ostricari: maglia metallica snodata con le sembianze di seta dorata che segnò l’innovazione dopo gli abiti in tasselli metallici di Paco Rabanne. Il percorso continua con i ritratti di Naomi Campbell, Linda Evangelista e Gianni Versace di Ilian Rachov e Marco Abamondi e foto su tela di Edoardo Tranchese. Nel giardino antistante una scultura in stile optical che ritrae Versace del brasiliano Marcos Marin, uno dei tre ritrattisti ufficiali della famiglia Ranieri (da Grace Kelly ad Alberto di Monaco).

SPENTE LE TELECAMERE ANTI STESE

La camorra, le nuove «paranze» dei baby boss, il controllo del territorio e la saga delle promesse mancate: a cominciare dal funzionamento delle telecamere di videosorveglianza nel Rione Sanità. Perché oggi si scopre che proprio nel quartiere che vide scorrere il sangue di un innocente - quello di Genny Cesarano, ucciso per errore nel settembre del 2015, durante una delle tante «stese» di camorra - le telecamere oggi restano spente.

IL DOCUMENTO
C’è un documento che chiama pesantemente in causa il Comune di Napoli nei ritardi e nelle omissioni legate al mancato funzionamento dei sistemi di videosorveglianza nel cuore del centro storico cittadino. È un atto ufficiale della Prefettura di Napoli, diffuso ieri dal consigliere regionale del Pd, Antonio Marciano. Si tratta di una missiva indirizzata dall’Ufficio territoriale del Governo al capo di Gabinetto di Palazzo San Giacomo, Attilio Auricchio (e per conoscenza alla Regione, al presidente della terza Municipalità Stella-San Carlo e ai vertici di polizia e carabinieri. 

«Il 24 agosto ultimo scorso - si legge - la Questura ha comunicato che il sistema di videosorveglianza ubicato nel quartiere Sanità non risulta funzionante. Da contatti intercorsi con l’Enel è emerso che la ditta installatrice dell’impianto, a decorrere dallo scorso luglio, ha operato la disdetta del contratto di fornitura che avrebbe dovuto essere volturato da parte del Comune di Napoli, in attuazione degli impegni assunti relativi agli oneri di alimentazione elettrica del sistema ai sensi dell’articolo 4 del protocollo d’intesa per la gestione dei sistemi di videosorveglianza per il Quartiere Sanità della città di Napoli, stipulato in data 28 luglio 2017 presso questa Prefettura».

venerdì 31 agosto 2018

Bologna, Inzaghi: "Sulla carta non c’è partita, ma il calcio...Destro titolare? Vediamo"

Bologna, 31 agosto 2018 – Prima sfida contro una big in stagione al Dall’Ara. Domani arriva l’Inter di Spalletti bisognosa di punti dopo il pareggio con il Toro e la sconfitta di Reggio, Inzaghi e il Bologna sono consapevoli delle difficoltà del match ma anche della volontà di giocarsela fino alla fine: “Loro sono una squadra costruita per vincere lo Scudetto, sulla carta non c’è partita – ha affermato in conferenza stampa – Ma il calcio è imprevedibile e sono sicuro che metteremo in difficoltà l’Inter, dovranno sudarsela. Non abbiamo nulla da perdere e ci serve la partita perfetta, se saremo liberi mentalmente potremo fare bene”.
ULTIMI DUBBI – Pippo Inzaghi sembra intenzionato a confermare una larga parte della squadra che ha affrontato il Frosinone, e probabilmente gli unici dubbi riguardano l’attacco: “Nove o dieci undicesimi saranno gli stessi – ha ammesso il tecnico – Domani risolverò gli ultimi dubbi e devo ammettere che tanti giocatori mi stanno mettendo in difficoltà. Sono soddisfatto. Attacco? Ho l’imbarazzo della scelta”. Proprio per questo, è difficile capire che Inzaghi schiererà davanti. Sarà il turno di Destro? “Potrebbe partire titolare oppure subentrare, deciderò domattina. Santander? Per noi è un giocatore importante, sta crescendo di condizione e si sta abituando al campionato italiano. Tra l’altro, per me, ha fatto meglio col Frosinone che con la Spal”.

Usain Bolt gioca 20 minuti: "Fantastico"

Usain Bolt ha debuttato nel calcio professionistico. Per 20 minuti il 32enne giamaicano è sceso in campo con i suoi Central Coast Mariners nella netta vittoria per 6-1 in un match pre-campionato. Ieri l'esordio davanti a 10mila accorsi al Central Coast Stadium, un'affluenza mai vista per una partita di pre-campionato nel piccoo nel club di Gosford, 75 chilometri a nord di Sydney. Maglietta numero 95 Bolt ha calcato l'erba dal 71', accolto dagli applausi e i fumogeni del pubblico.Gosford (Australia), 31 agosto 2018 - Alla fine c'è riuscito, l'ex velocista Usain Bolt ha fatto il suo attesissimo debutto nel calcio professionistico. Per 20 minuti il 32enne giamaicano è sceso in campo con i suoi Central Coast Mariners nella netta vittoria per 6-1 in un match pre-campionato. Il primatista mondiale dei 100 e 200 ha giocato la sua prima partita vera: "Guardate un po' chi ha fatto il suo esordio da calciatore professionista? Congratulazioni, Usain Bolt". Ha scherzato: "La folla mi ha dato entusiasmo, è stato fantastico come pensavo".
Dopo i tentativi con club in Germania, Sudafrica e Norvegia, l'ex sprinter prima si è allenato con la squadra australiana per un periodo indefinito, dimostrando di avere le carte in regola per ottenere un contratto da professionista. Ieri l'esordio davanti a 10mila accorsi al Central Coast Stadium, un'affluenza mai vista per una partita di pre-campionato nel piccoo nel club di Gosford, 75 chilometri a nord di Sydney.Maglietta numero 95 Bolt ha calcato l'erba dal 71', accolto dagli applausi e i fumogeni del pubblico, che già sogna le accelerazioni del giamaicano nel massimo campionato australiano, che inizia a fine ottobre. 

Lady Gaga, show di piume a Venezia. Alla Mostra del cinema 'è nata una stella'


Lady Gaga star del giorno alla Mostra del Cinema di Venezia. Come una vera diva la cantante si è presentata al fianco di Bradley Cooper, al suo primo esordio dietro la macchina da presa, per 'A Star is Born' di cui è protagonista. Prima di giorno, con un abito bianco stile Marylin Monroe e boccoli, poi di sera, con un ampio vestito in piume rosa, capelli raccolti e gran sorriso. All'arrivo sul tappeto rosso, il suo regista, in smoking, l'ha aiutata a scendere dall'auto, lei gli ha sistemato il papillon, per poi avviarsi insieme, tenendosi per mano. La cantante e attrice ha rifiutato l'ombrello per andare a salutare i tanti fans assiepati da stamattina lungo le transenne, fermandosi a lungo


con loro per firmare autografi e fare foto. Piume, ma solo sulla schiena, anche per Cate Blanchett, che ha calcato il tappeto rosso con un abito nero dalla profonda scollatura.

Nel film, fuori concorso, Lady Gaga veste i panni di una giovane barista dalla voce straordinaria destinata a diventare una stella - appunto - grazie all'aiuto di un grande artista pop country diventato alcolista e tossicodipendente (lo stesso Cooper). "Bradley mi ha permesso di realizzare il sogno di diventare un'attrice - dichiara lei in conferenza stampa -. È un visionario: sa bene quello che vuole. Così mi ha detto subito che sul viso di Ally, il mio personaggio, non voleva vedere trucco".

La pellicola (terzo remake cinematografico dell'incontro fortunato tra una cantante e il suo Pigmalione) segna però anche un altro debutto: quello dello stesso Cooper come cantante. "Quando l'ho sentito per la prima volta, ero al pianoforte nel mio salotto, lui ha cominciato a cantare e ho detto subito: 'sei bravissimo' - dice ancora la pop-star -. Insomma, c'è stato uno scambio: lui mi ha accettato come attrice e io come cantante".

"Per me è stata un'esperienza davvero fantastica - ricambia l'entusiasmo Cooper -. Non mi sono mai sentito a disagio come cantante perché lei mi ha sempre fatto sentire protetto. E come regista, avere a fianco una superstar come lei che accetta di fare l'attrice per la prima volta nel mio film, è stato il massimo che potessi chiedere".

Roma, crolla il tetto della chiesa San Giuseppe dei Falegnami

Roma, 30 agosto 2018 - Crollo improvviso nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma. Poco prima delle 15 ha ceduto quasi completamente la volta della struttura in Clivio Argentario, a pochi passi dal Campidoglio e da via dei Fori Imperiali, provocando una gran nube di polvere. Una tragedia sfiorata: nel momento del crollo l'edificio era chiuso al pubblico. All'interno del complesso, ma non della chiesa, c'era soltanto il parroco, che "sta bene". Non risultano dunque, al momento, feritianche se sul posto è stata chiamata un'ambulanza, in via preventiva. Sono gravi, invece, i danni alla struttura: un'ampia porzione di tetto risulta completamente distrutta, come si vede dalle foto impressionanti dentro e dall'alto dell'edificio. Con il crollo, fa sapere il Ministero per il Beni culturali, è andato perduto il soffitto a cassettoni della chiesa, mentre non è stato coinvolto il carcere Mamertino, sottostante la struttura. Non sono ancora chiare le cause del cedimento. L'ultimo restauro del tetto rislae a solo tre anni fa. Sul posto sono intervenuti, oltre ai carabinieri, i vigili del fuoco che hanno chiuso la salita che porta dai Fori Imperiali a Piazza del Campidoglio e transennato l'area. Sono comunque in corso le verifiche dei nuclei cinofili dei Vigili del Fuoco per escludere del tutto la presenza di persone. Sabato e domenica nella chiesa erano previsti dei matrimoni ed altri erano in programma la prossima settimana.ERANO PREVISTIMATRIMONI - L'immobile si trova a ridosso di Palazzo Senatorio, proprio sotto il balconcino della stanza del sindaco di Roma, da cui si affacciano le personalità in visita nella Capitale. La chiesa era spesso utilizzata per celebrare matrimoni in una cornice tra le più suggestive della città. Gli ultimi risalgono luglio, poi c'è stato lo stop per agosto e dal 1 settembre sarebbero ricominciati. "Abbiamo già avvisato le coppie - spiega il vescovo ausiliare della diocesi di Roma, mons. Daniele Libanori, che ha la sua abitazione proprio accanto alla chiesa - perlopiù romane, e i matrimoni si svolgeranno alla chiesa di S.Marco" vicino Piazza Venezia.I DANNI - La chiesa era anticamente chiamata San Pietro in Carcere, nome con cui è conosciuta dai più. Fu costruita tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 sull'antico carcere Mamertino, la prigione che, secondo l'agiografia cattolica ospitò i Santi Pietro e Paolo. Si tratta di una delle più antiche segrete di Roma, usato già al tempo degli antichi romani. A differenza di quanto comunicato in un primo momento, il carcere non avrebbe subito danni. Mentre nella chiesa le travi di legno che sostenevano il tetto sono crollate quasi tutte, invadendo i banchi dell'edificio di culto. "È crollato quasi tutto il tetto, più di tre quarti", ha spiegato il vicecomandante dei vigili del fuoco di Roma Marcello Lombardini. "La copertura in legno - ha detto - ha danneggiato le parti interne della volta sottostante". Parti che si sono accumulate quasi tutte al centro della piccola chiesetta. La chiesa, spiega la direttrice del Parco Archeologico del Colosseo Alfonsina Russo, "è di proprietà del Vicariato. La tutela è di competenza della soprintendenza archeologica del Mibac. Al parco del Colosseo compete invece il sottostante Carcere Mamertino". Il crollo del tetto ha travolto il bel soffitto ligneo cassettonato, che era del '600", spiega Russo che si trova sul posto insieme con il soprintendente archeologico Mibac Francesco Prosperetti. Che chiarisce: il carcere Mamertino non ha invece subito alcun danno. Prosperetti ha spiegato che tra la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami e il Carcere Mamertino c'é la Cappella del Crocifisso. "È questa ad essere stata danneggiata - ha precisato - ma non ha alcuna rilevanza".

Ponte Morandi Genova, la lunga scia di allarmi inascoltati

Roma, 30 agosto 2018 - Il crollo era annunciato, in tanti sapevano che il ponte Morandi non sarebbe rimasto in piedi a lungo. Sono le carte a dirlo, è la storia stessa del viadotto sul Polcevera a parlare. Il primo a lanciare l’allarme, inascoltato già allora, fu proprio Riccardo Morandi. Nel 1981 scriveva: «Le lesioni trasversali riscontrate sul ponte e in particolare sulla pila 9 fanno diminuire la sicurezza e la stabilità». Destinatario della relazione tecnica l’allora Società Autostrade. Quella perizia autorevole di 37 anni fa ora è una delle tante carte considerate «importanti» da magistrati e investigatori. Il pilone 9 è proprio quello crollato alla vigilia di Ferragosto.All'inizio degli anni ’90 l’intervento sugli stralli (i tiranti che tengono ancorate le carreggiate) del pilone 11 confermava che qualcosa non andava. E infatti lo stesso lavoro di retroffiting sarebbe dovuto partire sui piloni 9 e 10 il prossimo settembre. Ma il ponte nel frattempo è crollato, purtroppo. A ottobre 2017 il Politecnico di Milano parlava di anomalie e criticità, ma solo l’11 giugno 2018 è arrivato l’ok definitivo al progetto dalla vigilanza sulle concessioni autostradali. Nel mezzo, il 28 febbraio, la lettera del direttore delle manutenzioni di Autostrade, Michele Donferri Mitelli, che metteva in guardia il ministero sui rischi per la sicurezza legati al ritardo dell’approvazione del progetto. E il 1° febbraio il Provveditorato alle opere pubbliche di Genova riferiva già che la resistenza dei tiranti si era ridotta del 20%. Quel documento era firmato da Roberto Ferrazza e Antonio Brencich, fino alla settimana scorsa membri della commissione ministeriale sul crollo. Intervistato da QN subito dopo il crollo, Brencichha sostenuto che la struttura era debole e sarebbe stato sensato demolirla vent’anni fa anziché insistere con la manutenzione. Però, ha aggiunto, le carte del comitato tecnico non giustificavano una chiusura al traffico. Nel 1993 il sindaco di Genova Claudio Burlando, futuro ministro dei Trasporti e presidente della Liguria, aveva definito «un problema» mantenere un ponte in cemento con l’anima in ferro soggetta alla corrosione dell’aria salmastra. Per non dire dei cedimenti dell’asfalto. E infatti Burlando nel 2006 si farà promotore della costruzione di un nuovo ponte, però in acciaio: il prescelto era l’archistar Santiago Calatrava. Nulla di fatto: il ‘Morandi’ non è mai stato demolito per non bloccare il traffico.La soluzione, a detta di molti, si chiamava Gronda. Giovanni Calvini, nel 2012 presidente di Confindustria Genova, disse: «Quando tra 10 anni il ponte Morandi crollerà ci ricorderemo il nome di chi ha detto no alla Gronda». Si riferiva ai comitati vicini ai 5 Stelle e a chi sosteneva che il ponte sarebbe «rimasto in piedi altri 100 anni» e che l’ipotesi crollo era una «favoletta». Il punto è che persino Autostrade – pur ammettendo in un rapporto del 2009 l’«intenso degrado» del ponte – parlava di «assoluta sicurezza e stabilità dell’opera». Insomma, anche chi era consapevole dei rischi li ha sottovalutati o ridimensionati. È quello che sostiene l’ex senatore di Scelta civica Maurizio Rossi. Il 28 aprile 2016 presentò un’interrogazione all’allora ministro Graziano Delrio chiedendo chiarimenti sulle notizie di «preoccupante cedimento dei giunti» del ponte. Nessuna risposta.

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