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lunedì 14 maggio 2018
Turista inglese violentata a Sorrento, cinque fermi
Gli agenti di Polizia del Commissariato di Sorrento e della Squadra Mobile di Napoli, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, stanno eseguendo tra Massa Lubrense, Vico Equense, Portici e Torre del Greco, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque persone ritenute responsabili di violenza sessuale di gruppo con l'aggravante dell'uso di sostanza stupefacente nei confronti di una turista inglese. La violenza sessuale di gruppo ai danni di una turista inglese e per la quale oggi sono stati arrestati in cinque risale all'ottobre del 2016 quando, durante l'ultima sera di permanenza della donna in un noto hotel della Penisola sorrentina, due dei cinque, barman in servizio nel locale, offrirono a lei e a sua figlia un drink con la cosiddetta 'droga dello stupro'. La turista di 50 anni venne condotta nell'adiacente locale piscina dove i due abusarono di lei. Consumata la prima violenza, la donna venne portata nella stanza dove alloggiava il personale dove "ad attenderla vi era un numero imprecisato di uomini, almeno una decina, che a turno usarono violenza su di lei". La donna venne anche fotografata e ripresa dal branco con i telefonini. Le foto furono postate in una chat chiamata "cattive abitudini". Le indagini della Procura di Torre Annunziata sono scattate dopo la denuncia della vittima, fatta alla polizia del Kent dopo essere rientrata in Gran Bretagna. I cinque uomini arrestati oggi, alcuni dipendenti della struttura alberghiera, sarebbero solo alcuni dei componenti il branco che ha violentato ripetutamente la donna. Sarebbero una decina ma, stando ai rilievi resi possibili per la presenza di Dna sul corpo della vittima, al momento sono stati arrestati in cinque: Antonino Miniero, Gennaro Gargiulo, Fabio De Virgilio, Raffaele Regio, Francesco Ciro D'Antonio. Alle indagini ha contribuito il sequestro di dispositivi dove c'erano scambi di messaggi e foto della donna durante la violenza. Ma ci sono stati anche i rilievi del DNA sul corpo della vittima, la foto dei due barman scattata dalla donna con il proprio telefonino e un tatuaggio a forma di corona sul collo di uno degli autori dello stupro che era stata poi descritta dalla vittima.
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