Traffico in tilt, autisti arrabbiati e poca sicurezza per i pedoni. È questa, in poche parole, la (stra)ordinaria situazione che si presenta in via Galileo Ferraris e via Emanuele Gianturco, strade principali della zona industriale. Sono i cantieri attivi a paralizzare il flusso dei veicoli che si spostano verso il centro città.L’ente comunale ha disposto, fino all’8 dicembre per via Ferraris e fino al 28 febbraio 2019 per via Gianturco, un dispositivo di traffico per permettere la prosecuzione dei lavori in sicurezza. Uomini all’opera con mezzi pesanti, mentre la carreggiata viene lavorata metro dopo metro: si scava per rimettere a nuovo il sistema fognario, i punti luce, i rientri per i parcheggi, eccetera. Insomma, tutto il necessario per rendere funzionale una arteria importante non solo per il quartiere ma per tutta la zona orientale di Napoli. Queste due strade, difatti, rappresentano uno snodo importante, interessate ogni giorno dal passaggio di migliaia di veicoli per raggiungere il centro città o il più vicino Centro Direzionale. Intasato il tratto di via Ferraris compreso tra via Brecce a Sant'Erasmo e via Gianturco lungo il quale è stato disposto il senso unico di marcia verso il centro e, ovviamente, il limite di trenta chilometri orari. Proprio il restringimento della carreggiata utilizzabile e la presenza di mezzi pesanti in movimento blocca il traffico: di mattina, e nelle ore di punta, la coda ha principio già all’altezza della rotatoria con via Imparato e anche chi proviene dalla rampa autostradale resta bloccato.
Non va meglio in via Emanuele Gianturco, già a partire dal complicato incrocio semaforizzato con via Ferraris. Anche qui la presenza di barriere metalliche rende più difficile lo scorrimento dei veicoli, specie quelli più grandi come tir e autobus. Il doppio senso di circolazione nella semicarreggiata non occupata dal cantiere, in realtà, si presenta poco sicuro anche per i pedoni che sono costretti a fare lo slalom tra una voragine e l’altra, un dissesto e l'altro. Si allungano i tempi di percorrenza e c’è chi sceglie percorsi alternativi, come Dino Di Palma, ex presidente dell'ex Provincia di Napoli nonché medico, che in un post su Facebook lamenta: «Per raggiungere l'ambulatorio sono costretto a prendere la superstrada dei comuni vesuviani. La percorrenza è diventata di 17 Km. Certo – scrive con ironia - vedo il Vesuvio, la campagna, ma impiego circa 40 minuti ogni tratta».
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